La Regione Umbria punta a rafforzare in modo significativo gli organici della sanità pubblica attraverso un piano triennale che prevede, entro il 2028, l’ingresso di 1.250 nuove figure professionali. A queste si aggiungono 386 lavoratori che saranno stabilizzati a tempo indeterminato e oltre mille sostituzioni legate al turnover del personale.

GUARDA IL VIDEO

Sempre meno privato L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere il tetto massimo di personale previsto, riducendo il ricorso alle prestazioni acquistate dal privato per il recupero delle liste d’attesa e rafforzando la capacità di risposta del sistema sanitario pubblico. Le procedure di reclutamento saranno coordinate attraverso concorsi unici validi per tutte e quattro le aziende sanitarie umbre.

Ci saranno mille addetti in più Secondo le stime della Regione, al termine del triennio il numero degli addetti della sanità pubblica umbra salirà dagli attuali 12.500 a circa 13.500 unità. Un incremento che, nelle intenzioni dell’amministrazione, porterà l’Umbria ai vertici nazionali per rapporto tra personale sanitario e popolazione residente.

Il fabbisogno non soddisfatto Una parte rilevante del piano riguarda però il recupero delle assunzioni che erano già previste ma non sono state completate nel 2025. La Regione ha spiegato che il fabbisogno complessivo di 1.250 unità comprende anche questo ritardo accumulato di 711 unità. In particolare, dei 907 posti a tempo indeterminato programmati per il 2026 ne sono stati soddisfatti, ad oggi che è giugno, circa 500. In sostanza, una parte delle assunzioni annunciate per il 2026 non rappresenta personale aggiuntivo rispetto alla programmazione precedente, ma costituisce il recupero di posti già previsti e rimasti vacanti. Il piano triennale incorpora quindi sia il fabbisogno storico non soddisfatto sia le nuove esigenze organizzative del servizio sanitario regionale.

Tempi tecnici La Regione intende accelerare il più possibile le procedure di reclutamento, pur dovendo fare i conti con i tempi tecnici dei concorsi. Per il personale medico, ad esempio, l’iter può richiedere mediamente dai sei ai nove mesi. Più rapida invece la situazione per gli infermieri: la procedura concorsuale è già stata espletata nel 2025 e la graduatoria risulta disponibile e utilizzabile da tutte e quattro le aziende sanitarie regionali. Il rafforzamento degli organici si inserisce inoltre nella strategia di sviluppo della sanità territoriale, con l’obiettivo di rendere il sistema meno centrato sugli ospedali e più orientato ai servizi di prossimità e all’assistenza sul territorio.

Ospedale Perugia Per l’Azienda ospedaliera di Perugia il direttore Antonio D’Urso ha sottolineato come nel 2026 il tetto di spesa per il personale sia stato incrementato di oltre 2,5 milioni di euro rispetto all’anno precedente. «È una scelta politica che favorisce la crescita del personale dell’azienda ospedaliera di Perugia», ha detto, ricordando che nel 2025 l’ospedale aveva già saturato quasi integralmente le risorse disponibili assumendo 103 persone. L’aumento delle risorse è legato anche all’attivazione di nuovi servizi e strutture, tra cui la terapia intensiva cardio-toraco-vascolare, il nuovo pronto soccorso, il pronto soccorso pediatrico e la riorganizzazione delle aree intensive. D’Urso ha spiegato che tra turnover e nuove assunzioni sono già stati effettuati circa 150 ingressi, mentre altri 150 dovranno essere completati entro fine anno. Tra i professionisti già reclutati figurano circa 80 infermieri e 28 medici. Le aree considerate prioritarie sono medicina d’urgenza, pronto soccorso e diagnostica per immagini. «Perugia resta un’azienda attrattiva e continua a richiamare professionisti, anche se permangono difficoltà in alcune discipline specialistiche», ha aggiunto.

Ospedale Terni All’Azienda ospedaliera di Terni il direttore Andrea Casciari ha rivendicato i risultati ottenuti nel 2025, anno nel quale sono state effettuate 250 assunzioni a fronte di 182 cessazioni, con un saldo positivo di 68 unità. L’organico è così passato da 1.710 a 1.816 dipendenti, «il dato più elevato mai registrato dall’azienda». Secondo Casciari il rafforzamento del personale, accompagnato dagli investimenti strutturali e tecnologici, sta già producendo effetti sull’attività assistenziale, a partire dai risultati vicini agli obiettivi fissati per il rispetto dei tempi d’attesa. Per il 2026 sono previste ulteriori 127 assunzioni tra medici, infermieri e personale amministrativo. Di queste, 108 risultano già effettuate. Tra le criticità resta la carenza di operatori socio-sanitari, fronte sul quale l’azienda sta utilizzando sia procedure concorsuali sia personale interinale. Nel frattempo sono state coperte 12 direzioni di struttura complessa e altre cinque sono programmate nei prossimi mesi.

Usl Umbria 1 Sul versante territoriale, il direttore della Usl Umbria 1 Emanuele Ciotti ha definito il piano del personale «il punto centrale per dare futuro all’azienda sanitaria». Il programma prevede 454 assunzioni nel triennio, di cui 306 nel 2026, oltre a 59 stabilizzazioni. Al 31 marzo risultavano già assunte 192 persone, con un saldo positivo di 67 unità rispetto alle uscite. L’investimento riguarda soprattutto il rafforzamento della sanità territoriale, delle Case della comunità e della centrale 116-117, già operativa in quattro distretti e destinata a coprire tutto il territorio aziendale entro settembre. Parallelamente prosegue il potenziamento delle strutture complesse: il piano ne prevede 16, con quattro già assegnate e sette procedure concluse nel corso del 2025. Ciotti ha ricordato che le difficoltà di reclutamento restano significative soprattutto per le aziende territoriali. Tra le assunzioni già effettuate figurano medici dell’emergenza-urgenza, radiologi e tecnici di radiologia.

Usl Umbria 2 Anche la Usl Umbria 2 ha presentato numeri rilevanti. Il direttore Roberto Noto ha ricordato che nel 2025 l’azienda ha attivato una vasta campagna di reclutamento attraverso nove concorsi pubblici, sette procedure di mobilità e numerosi avvisi pubblici, arrivando ad assumere complessivamente 391 persone. Per il triennio 2026-2028 il fabbisogno autorizzato prevede 350 assunzioni. Le priorità riguardano soprattutto radiodiagnostica, medicina d’urgenza, psichiatria e igiene. Noto ha richiamato in particolare le difficoltà di copertura dei servizi legati alla salute mentale, dai Centri di salute mentale ai servizi per le dipendenze. Per gli infermieri la Usl Umbria 2 sta utilizzando la graduatoria unica regionale, che consentirà anche di coprire il fabbisogno dei nuovi ospedali di comunità di Montefalco e Orvieto. Nei primi mesi del 2026 sono già state assunte 176 persone, con un saldo positivo di 35 unità rispetto alle cessazioni.

Direzione generale A spiegare il lavoro svolto dietro la definizione dei numeri è stata la direttrice regionale Salute e welfare Daniela Donetti. «I piani del fabbisogno rappresentano il punto di arrivo di un complesso lavoro di governance», ha affermato, ricordando il ruolo svolto dai concorsi unificati regionali, dalla programmazione condivisa con le aziende sanitarie e dalla riorganizzazione delle reti assistenziali regionali. Secondo Donetti le nuove assunzioni sono state costruite sulla base dei modelli organizzativi che la Regione sta sviluppando, dalla centrale 116-117 alla rete della salute mentale, passando per le reti specialistiche come cardiologia, gastroenterologia, cure palliative ed endoscopia.

Presidente Proietti: l’alternativa al privato «Le aziende hanno utilizzato al massimo le possibilità consentite dai tetti di spesa. Il problema non è la mancanza di risorse, ma la carenza di professionisti disponibili», ha detto ancora la presidente. Proietti ha inoltre ribadito la scelta politica compiuta dalla Regione: utilizzare le risorse disponibili per incrementare stabilmente gli organici anziché destinare quelle somme all’acquisto di prestazioni dal privato per il recupero delle liste d’attesa. Una scelta che, ha osservato, comporta un impegno permanente sul costo del personale ma che punta a rafforzare strutturalmente il servizio sanitario pubblico. La presidente ha infine annunciato un ulteriore investimento da circa 15 milioni di euro destinato a sostenere quattro scuole di specializzazione dell’Università di Perugia, attraverso il finanziamento di quattro punti organico universitari. L’obiettivo è evitare la chiusura delle scuole e aumentare nel tempo il numero di medici formati in Umbria, favorendone successivamente il reclutamento nelle strutture sanitarie regionali.

In una nota l’associazione Umbria per la sanità pubblica e la pace esprime «grande soddisfazione e vivo apprezzamento per il piano strutturale di assunzioni. Un provvedimento atteso, che l’associazione definisce senza mezzi termini «un atto eccellente». «Credere e investire concretamente nella sanità pubblica è da sempre il punto cardine della nostra azione e di quella della maggioranza di governo regionale», si legge nella nota dell’associazione, che analizza l’impatto della misura sotto tre aspetti fondamentali: Il valore politico: Questo piano rappresenta la traduzione pratica di una visione che rimette al centro il servizio sanitario pubblico, universale e accessibile.
La risposta a cittadini e personale: La ricognizione delle piante organiche, finalizzata a un piano programmatorio di assunzioni a tempo indeterminato, lancia un segnale di straordinaria positività sia per i cittadini – che vedranno migliorare i servizi – sia per gli operatori sanitari, troppo a lungo sottoposti a turni logoranti e precariato.
La spinta verso il nuovo PRSS: In attesa dell’approvazione del nuovo Piano Regionale Sanitario e Sociale (PRSS), questo atto politico costituisce un viatico essenziale e una base solida per il confronto con le forze di maggioranza e per la successiva riorganizzazione dei servizi sul territorio».

«Per comprendere la portata storica del provvedimento – prosegue la nota – l’Associazione propone un parallelismo su scala nazionale: la proporzione di questo intervento in Umbria equivale a quella di un ipotetico piano nazionale capace di annunciare oltre 70.000 nuove assunzioni nella sanità pubblica. Parliamo di cifre e di un impatto monumentali». «Quando le cose sono ben fatte vanno supportate senza esitazione», conclude la nota. «Oggi la politica ha il dovere non solo di complimentarsi per l’ottimo lavoro svolto, ma anche di farsi garante della sua riuscita. Da questo momento in poi, la nostra azione si concentrerà sul monitoraggio attento delle tempistiche illustrate, affinché gli impegni presi si trasformino rapidamente in realtà nei nostri ospedali e nei nostri ambulatori».