Medici lungo il corridoio di un ospedale umbro (foto F.Troccoli)

di Dan.Bo.

Una franchigia per far pagare le spese sanitarie ai cittadini in base al reddito. Secondo quanto spiegato nell’edizione di mercoledì di Repubblica lo scopo è evitare dal 2014 i due miliardi di euro di ticket introdotti dal governo Berlusconi. La franchigia, stando alle anticipazioni del quotidiano, ammonterebbe al tre per mille: ad esempio, per chi guadagna 20 mila euro sarebbe di 60, o di 300 per chi ne guadagna 100 mila all’anno. In pratica il cittadino pagherebbe le prestazioni sanitarie con tariffe simili a quelle dei ticket fino a raggiungere la franchigia. In più il ministro della Sanità Renato Balduzzi starebbe pensando a un ticket su chi fa visite o esami ritenuti inappropriati, cioè che non servono al cittadino.

Marini: no a privatizzazione Sul piano politico invece va avanti la polemica dopo le dichiarazioni del premier Mario Monti sulla sostenibilità finanziaria futura del sistema sanitario pubblico. Alcuni presidenti di Regione, insieme a Pd, Idv e Cgil, insorgono e vedono l’ombra della privatizzazione della sanità pubblica. Tra questi c’è Catiuscia Marini che da palazzo Donini assicura che «non consentiremo la privatizzazione del nostro sistema sanitario». E dopo aver ricordato i 30 miliardi di tagli arrivati negli ultimi anni e che «l’incremento della spesa sanitaria è stata addirittura inferiore al tasso di inflazione», la presidente sostiene anche che le dichiarazioni del premier «rappresentano una ammissione del fallimento della politica dei tagli lineari applicati selvaggiamente negli ultimi due anni».

Odiose discriminazioni «Si tratta – aggiunge ancora – di un atteggiamento che evidenzia una continuità nelle scelte tutte in capo alla responsabilità del Ministero delle finanze che dimostra di non avere alcuna cultura di programmazione e di difesa del servizio sanitario. Tutto ciò – prosegue -, al momento, si è già tradotto in una situazione per cui il costo complessivo del servizio sanitario nazionale grava per il 25 per cento sui cittadini, chiamati a pagare il servizio due volte: prima attraverso la tassazione irpef, poi con i ticket. Ed ora si vorrebbe aggiungere, sempre a carico dei cittadini, un terzo costo attraverso le assicurazioni integrative. Un sistema inaccettabile che vedrebbe odiose discriminazioni e garantirebbe il diritto alla salute proporzionalmente alla capacità delle carte di credito dei cittadini».

La replica di Balduzzi Ed è proprio sull’eventualità di «inserire la sanità integrativa dentro il sistema di finanziamento» che si sofferma Balduzzi rassicurando anche sul fatto che «non c’è alcuna ipotesi di privatizzazione né della sanità né del suo finanziamento». «E’ da ieri – spiega il ministro ai microfoni di SkyTg24 – che devo rispondere a domande su qualcosa che non esiste, perché nessuno e meno che mai il presidente del Consiglio Monti ha fatto questo tipo di affermazioni». «Il presidente del consiglio – spiega – si è limitato a fare un suggerimento sul futuro. Si è aperta una discussione e sto cercando da ieri di far capire a tutti che non c’è nessuna intenzione di modificare il sistema». Il ministro sostiene poi che attualmente il Ssn sia «economicamente sostenibile» attraverso le riorganizzazioni «che non sono tagli ai servizi ma la loro ottimizzazione».