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lunedì 25 ottobre - Aggiornato alle 12:26

Salvini stordito dal caso Morisi ‘ingoia’ le piazze deludenti dell’Umbria. Il sassolino di Pillon

La droga e il perdono per chi sbaglia: sarà verso tutti? La bestia scopre che esistono le fragilità

di Maurizio Troccoli

C’è tanta Umbria, anche se piccola, in questo momento di difficoltà della Lega di Salvini. Come Umbria24 ha sottolineato: è vero, la pandemia. E’ vero, la differenza tra le amministrative e le Regionali, ma quelle piazze che hanno ospitato il matador delle arene, hanno perduto la chimica, il trasporto a cui ha abituato. In altri momenti, mai avrebbe rinunciato a un bagno di folla in una Regione in cui esprime una presidente. Soprattutto non avrebbe accettato di offrire, a telecamere e smartphone, invece che file infinite ai selfie, pochi aficionados in corteo. Piuttosto che l’endorsement ai candidati sindaco di Città di Castello, Assisi e Spoleto, avrebbe virato altrove. Sarebbe stato informato in tempo, del tenore della piazza, e avrebbe glissato con un contrattempo qualunque.

LE PIAZZE DIMAGRITE IN UMBRIA

Il boccone E’ naturale pensare che abbia ingoiato il boccone, perchè letteralmente stordito da quanto gli stava accadendo dentro casa, nel suo quartier generale. Cosa sarà mai la piccola Umbria e le sue piccole piazze, rispetto al terremoto Morisi. Che è pressoché concomitante con le bordate che, da giorni, arrivano dalla figura scomoda di Giorgetti, il volto istituzionale della Lega. L’altro. Il porto sicuro, rispetto al caotico Salvini, per cui una parlamentare uscente arriva a dire: «Esco dalla Lega perchè ormai comanda tutto Giorgetti». Mentre Matteo Salvini, è costretto a riparare dietro la bellezza della libertà, quando i suoi parlamentari si spaccano sul Green pass. E’ solo lo sciame sismico che si avverte poco prima del terremoto, captato dal sismografo del leader ormai da tempo e che deflagra con tutta la sua potenza.

Il terremoto Accade durante le ore degli appuntamenti umbri. I suoi discorsi sui palchi sono il refrain di sempre, hanno persino la stessa durata cronometrica. La testa di Matteo Salvini è altrove e non c’è neppure il tempo di arrabbiarsi o di prendersela con i livelli locali del partito per quelle piazze. Nessun rifiuto a intrattenerle. Nessuno strascico nel lasciarle. La ragione di ogni iniziativa è derubricata a ultimo pensiero. I fatti precipitano e, a breve, tutti sanno quello che Salvini sa già. L’uomo a cui più di ogni altro deve parte dei suoi successi, è travolto da uno scandalo di droga. Due ragazzi fermati dalle forze dell’ordine dichiarano che è il loro spacciatore. Morisi, l’ideatore della ‘Bestia’. A casa sua sarà trovata la cocaina.

Clemenza o rabbia Gioco facile ora ricordare come la Bestia suggerisse a Matteso Salvini di citofonare alla ricerca dello spacciatore straniero. O quanto fosse smaniosa di attribuire un colore etnico, meglio se nero africano, a qualunque notizia di traffico di droga o dramma legato alle tossicodipendenze. Si è inceppata la macchina infernale che fa carriera e proseliti nel puntare il dito, nell’aizzare le folle contro il nemico straniero, nel cavalcare ogni forma di cattiveria, intolleranza, rabbia. Il cervello della Bestia però non è folgorato sulla via di Damasco, ma attende di essere incastrato, per conoscere il sentimento del perdono. E per appellarcisi. Lo fa verso Matteo Salvini, verso i suoi amici, verso sé stesso. Si accorge che esistono le fragilità di cui si può rimanere vittima. Rispetto a queste evidenze c’è chi oggi preferisce farsi lui ‘Bestia’ e puntare il dito. E chi invece riservargli comprensione. Come per ogni vittima.

Pillon Chissà se Matteo Salvini, che ha detto di tendere la mano a un amico, vorrà considerare questa possibilità a ogni prossima vittima di fragilità. A partire dai tossicodipendenti. Chissà se riterrà di farlo con tutti, o di riservarlo solo a chi gli è prossimo. L’umbro Simone Pillon pur aprendo le braccia a un caso umano, non rinuncia a togliersi qualche sassolino. A ‘Il Foglio’, su Morisi, avrebbe detto: «Non mi stupisce, viste le note attitudini del personaggio. La giustizia divina ha fatto il suo corso». Sempre secondo Il Foglio avrebbe aggiunto: «Per me è una  brutta notizia per l’uomo e pregherò per lui nonostante la guerra che mi ha sempre fatto, ma magari è una bella notizia per la Lega». Nella mattinata di martedì però smentisce sul suo profilo Facebook: «Sono molto dispiaciuto per quanto a me attribuito. Un mix di molte parole che non ho detto, che non rendono giustizia né a Morisi, né a Salvini e neppure a me. Ribadisco la mia vicinanza a Morisi».

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