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sabato 4 dicembre - Aggiornato alle 04:38

Romizi bis, i punti fermi e le ipotesi per la nuova giunta. Primo consiglio a metà giugno

La partita entrerà nel vivo solo nei prossimi giorni. Nel 2014 le deleghe cambiarono all’ultimo secondo utile

Romizi all’arrivo a Palazzo dei Priori (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Nel 2014, tanto per dare l’idea di quanto le cose possono cambiare da qui alla firma dei decreti di nomina, la delega della mobilità passò dalle mani di Barelli a quelli di Casaioli letteralmente all’ultimo secondo, sul banco degli uscieri appena fuori dal consiglio comunale che si stava per insediare. Da qui ai prossimi giorni dunque di foglietti con i nomi tra le pale del ventilatore di Palazzo dei Priori ne verranno infilati parecchi: molti finiranno nel cestino e solo nove sui banchi della giunta; e le possibilità che dal cilindro di Andrea Romizi spuntino alcune sorprese è alta. La partita per la nuova squadra del sindaco nei fatti entrerà nel vivo solo la prossima settimana, passata la sbornia post elettorale, e se sui nomi si può giocare come all’inizio del calciomercato, sullo schema di gioco c’è qualche certezza in più.

Nomi Romizi vuole persone di sua fiducia e all’altezza, cercando di contenere la spinta di liste e partiti, già in processione lungo le scale di Palazzo dei Priori sgranando il rosario fatto di nomi e numeri di preferenze. Delle otto formazioni schierate sei sono riuscite a eleggere e ognuna metterà sul tavolo le proprie richieste: la linea del Piave per Progetto Perugia è tre assessori, con Cicchi in pole (con estrema probabilità al Welfare) seguita Numerini e Varasano; alla Lega potrebbe spettare il vicesindaco (Tuteri o Merli?) e un altro assessorato; Fratelli d’Italia, come i salviniani, ne chiede due (Pastorelli in pole, magari allo Sport, e un altro tra Fotinì Giustozzi e Riccardo Mencaglia); dato come certo l’uscente Michele Fioroni, probabilmente all’Urbanistica così da poter portare avanti alcuni dossier portanti.

L’assetto Per arrivare a nove bisogna aprire il capitolo Perugia civica, la lista di Nilo Arcudi che punta a uno dei posti a disposizione, magari con Massimo Pici (con delega alla sicurezza?) o Anita Gentile (non eletta ma forte di 381 preferenze); in alternativa, si parla della presidenza dell’assemblea comunale. Fioroni a parte, si tratterebbe in tutti i casi di eletti, e proprio sugli esterni potrebbe aprirsi una partita se lo schema presentato in precedenza non si concretizzasse: i nomi sono quelli circolati in questi ore e vanno da Matteo Grandi al ritorno di Cristina Bertinelli fino a Stefano Ciurnelli, il tecnico che ha redatto il nuovo Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile. Tutto, anche tenendo conto delle tante deleghe a disposizione, della necessità di avere almeno quattro donne, del pressing, dei veti, delle spinte e delle controspinte, può cambiare fino all’ultimissimo minuto.

Primi passi Per quanto riguarda l’assetto del consiglio comunale, sono in corso in queste ore le verifiche sui numeri usciti dalle urne. Giovedì non venivano segnalati scostamenti e nell’arco di tempo che va da venerdì a lunedì arriverà la proclamazione ufficiale. A quel punto il sindaco dovrà convocare il primo consiglio comunale entro dieci giorni dalla proclamazione, mentre la seduta (dove sarà eletto il presidente dell’assemblea e comunicati ufficialmente i nomi degli assessori) si terrà nei dieci successivi. Il primo consiglio dunque si dovrebbe tenere intorno alla metà di giugno.

Twitter @DanieleBovi

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