Sulla scuola la ministra Daniela Santanché vorrebbe la rivoluzione delle vacanze, a cominciare dallo stop alla lunga pausa estiva, in favore di interruzioni più brevi ma diluite nel tempo, allineando il calendario scolastico italiano a quello europeo.

L’ipotesi è stata annunciata ieri dalla ministra nell’ambito della terza edizione del Forum internazionale del turismo di scena a Milano, perché Santanché considera la revisione «graduale del calendario scolastico fondamentale per destagionalizzare il turismo».

In questo senso, un modello più europeo «con pause scolastiche suddivise in modo più equilibrato lungo l’intero arco dell’anno» sarebbe «di grande aiuto» secondo la ministra per l’obiettivo a cui punta, ossia la destagionalizzazione dei flussi turistici. Dal palco di Milano, quindi, Santanché ha quindi spiegato di aver aperto «un dialogo col Valditara (ministro dell’Istruzione, ndr) per avviare un percorso di confronto».

Al Corriere della Sera il ministero dell’Istruzione ha poi fatto sapere, però, che «allo stato non vi è alcuna proposta concreta e su cui lavorare per la revisione del calendario scolastico. Eventuali proposte si valuteranno al momento opportuno».

Nel frattempo Domenico Pellegrino, che guida l’Aidit Federturismo Confindustria, ha accolto con favore la rivoluzione Santanché per la scuola, definendo «l’allineamento del calendario scolastico italiano ai principali modelli europei centrale», sottolineando i benefici di «una modulazione più razionale dei cosiddetti school break», che secondo Pellegrino sono «evidenti e misurabili», spaziando dalla «destagionalizzazione dei flussi» alla «riduzione della pressione sulle destinazioni più esposte all’overtourism» fino a «maggiore continuità operativa per le imprese» e «una più equilibrata modulazione dei prezzi».

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