di L. C.

Riformare la geografia dell’Italia giudiziaria sì, ma tenendo conto delle esigenze dei diversi territori. Con questo scopo il capogruppo pd nella commissione Giustizia alla Camera, Walter Verini ha presentato, venerdì a Perugia insieme alla senatrice pd Nadia Ginetti (che siede nella commissione Giustizia al Senato) un pacchetto di modifiche alla riforma fatta dal governo Monti che in Umbria provocherebbe la soppressione del tribunale di Orvieto, di cinque sedi distaccate e di 13 giudici di pace. Tagli che dovrebbero scattare da settembre. Verini, primo firmatario di una risoluzione sottoscritta poi da alcuni membri della commissione Giustizia della Camera, chiede al governo l’adozione di un decreto legislativo correttivo tramite il quale «prevedere – sottolinea Verini – un qualche tempo di aggiornamento della riforma per verificare dove l’operatività della norma potrebbe contrastare gli obiettivi della riforma».

Le modifiche In particolare si chiede di mantenere i tribunali subprovinciali «soppressi quali sezioni distaccate», il mantenimento «di quelle sole sezioni distaccate – è scritto -, attualmente esistenti, che per carico di lavoro riferito alle sopravvenienze, bacino di utenza, estensione territoriale (in alcuni casi più ampio della sede accorpante), caratteristiche specifiche della collocazione geografica, risultano oggettivamente necessarie per ovviare, soprattutto nella prima fase di attuazione, a disagi organizzativi per la popolazione e funzionali per il servizio giustizia». In più nella risoluzione si chiede di mantenere quelle sedi di giudici di pace nelle sezioni distaccate di tribunale che verranno soppresse.

VIDEO – LE INTERVISTE A GINETTI E VERINI

Le conseguenze in Umbria Con il provvedimento del governo oltre al già citato taglio del tribunale di Orvieto (accorpato a Terni) e dell’annessa procura, salterebbero le sedi distaccate dei tribunali, venendo soppresse quelle di Città di Castello, Gubbio, Foligno, Assisi e Todi. A rimanere in piedi, con le annesse procure, sono Perugia, Terni e Spoleto. Per quanto riguarda i giudici di pace invece si salverebbero solo Perugia, Terni e Spoleto. Taglio quindi per Orvieto, Città della Pieve, Assisi, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Todi, Montefalco, Norcia, Amelia e Narni. «Noi siamo a favore della riforma – ha detto Verini – ma pensiamo che non basti cambiare la geografia giudiziaria. La riforma dev’essere fatta, ma dev’essere fatta bene».

Bottini: posizione di buon senso «Sulla giustizia – ha detto Ginetti – si gioca l’efficienza e la credibilità del governo Letta. E’ sicuramente necessaria la rivisitazione giudiziaria ma occorre verificare accorpamenti e chiusure. Nel Sud sono stati soppressi tribunali ad alto tasso di criminalità. E anche in Umbria ci sono state alcune sviste rispetto al riordino». Per esempio con la riforma il tribunale di Todi andrebbe accorpato a Spoleto, e quei comuni del Trasimeno, che facevano riferimento a Orvieto, sarebbero accorpati a Terni, e non a Perugia che è significativamente più vicina. «Abbiamo interesse – ha inoltre sottolineato Ginetti – che la riforma sia condivisa con gli operatori della giustizia». «Quella del Pd – spiega Lamberto Bottini, segretario regionale del Pd – è una posizione di buon senso. La giustizia è terreno centrale per il governo. E noi vogliamo una giustizia che possa funzionare e che possa rispondere alle esigenze dei cittadini».

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