Tesei e Squarta

Rimpasto della giunta regionale in freezer e lo scongelamento passerà solo per decisione dei vertici nazionali di Fratelli d’Italia. Lo dice il  presidente del consiglio regionale Marco Squarta che ha parlato con l’Ansa degli equilibri di maggioranza a margine della registrazione del Punto, la trasmissione dell’ufficio stampa dell’assemblea.

Rimpasto di giunta in Umbria congelato Qui è emerso che la presidente Donatella Tesei «non ha finora formulato alcuna richiesta per un eventuale ingresso in giunta regionale di Fratelli d’Italia». Arrivati a questo punto, comunque, «ogni decisione sarà presa dai vertici nazionali del partito», ha affermato Squarta, secondo il quale «Fratelli d’Italia sarebbe dovuto entrare in giunta molto tempo prima di adesso e ora siamo in ritardo con i tempi. Però aspettiamo una eventuale proposta di Tesei e poi sarà Roma a scegliere».  Il rimpasto di giunta era atteso da tutti entro ottobre, anche come conseguenza dell’esito del voto delle Politiche. Tuttavia, il mese è terminato e, stando a quanto spiega Squarta, la pratica è ancora in alto mare, mancando perfino un’indicazione di Tesei, che poi dovrà essere messa sul tavolo delle segreteria nazionale del partito.

Uno o due assessorati per Fratelli d’Italia Certo è che il 25 settembre ha ribaltato gli equilibri della coalizione umbra con Fratelli d’Italia che potrebbe anche ambire a due assessorati, coi nomi in pole che sono quelli di Squarta ed Eleonora Pace (per entrambi è sfumata l’elezione in Parlamento), ma sul tavolo il partito del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sarebbe pronto a mettere anche quelli del prof e avvocato Giuseppe Caforio (oggi Garante regionale dei detenuti), del prof Daniele Porena e dell’amministratrice unica di Sviluppumbria, Michela Sciurpa. A differenza di quanto emerso all’indomani del voto, però, il mosaico per incastrare i tasselli oggi appare più complesso.

Fioroni in bilico Sì, perché fino a 48 ore fa non era escluso il ritorno al ministero della Salute dell’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto (Lega), che già nel governo Conte I era stato sottosegretario. La nomina, infatti, avrebbe permesso a Tesei e alla coalizione di liberare in maniera indolore una casella, favorendo così il rimpasto di giunta, che invece ora dovrà passare per il ritiro delle deleghe. Nel mirino, dunque, finisce di nuovo, come sempre quando si parla di riassetto di Palazzo Donini, l’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni, che non è stato eletto nel 2019, bensì scelto dalla presidente. Si resta in attesa delle mosse di Tesei.

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