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mercoledì 17 agosto - Aggiornato alle 18:53

Ricostruzione, arriva la legge regionale: procedure più snelle. Campi casette come ‘bunker’ anti-terremoto

Una quarantina di articoli che la giunta esaminerà nella prossima seduta. Obiettivo: accelerare migliorando il patrimonio edilizio

Casetta terremoto San Pellegrino di Norcia (foto Fabrizi - ottobre 2017)

di Ivano Porfiri e Chiara Fabrizi

«Il 2018 sarà l’anno della ricostruzione». La presidente Catiuscia Marini lo ha preconizzato nella conferenza stampa di fine anno della giunta regionale e lo va ripetendo nelle varie interviste di questi primi giorni dell’anno. Un proposito che non è solo astratto, ma che poggerà su due provvedimenti fondamentali per uscire dall’impasse che, a oggi, vede la macchina ferma al palo con poche pratiche presentate e pochissime approvate. Il primo è l’ormai famosa ordinanza numero 46 che il commissario De Micheli ha promesso di varare ad horas. L’altro è la legge regionale, in incubazione in questi giorni, che la giunta di Palazzo Donini dovrebbe preadottare lunedì 8 o, al massimo, in caso di slittamenti per approfondimenti giuridici, la settimana successiva.

CASTELLUCCIO COVA LA PROTESTA
DA RICOSTRUZIONE A ELEZIONI: IL 2018 IN UMBRIA

Meno burocrazia Al testo della legge stanno lavorando gli uffici del Broletto. Si tratterà di un testo di una quarantina di articoli, molto tecnici, che in gran parte saranno finalizzati ad armonizzare tutte le ordinanze varate in questo ultimo anno dalla protezione civile nazionale con la legislazione regionale. Una legge che, evitando i conflitti tra procedure edilizie ordinarie e percorsi privilegiati, acceleri il disbrigo burocratico che spesso fa sì che le carte restino incagliate nei cassetti dei professionisti che devono redigere i progetti o tra gli uffici preposti ad approvarli.

MARINI: «2o18 ANNO DELLA RICOSTRUZIONE»

Ricostruzione migliorativa Il principio base cui la Regione non vuole derogare in nome della velocità è quello della sicurezza. Ricostruzione rapida sì, dunque, ma non per riportare i borghi al «come eravamo», bensì a migliorare le condizioni statiche degli edifici per evitare di dover, a ogni sisma, ricominciare daccapo. Del resto – è il ragionamento che rimbalza da Palazzo Donini – proprio l’aver attuato una ricostruzione di buona qualità nel 1997, ha evitato conseguenze ben peggiori per Norcia e gli altri comuni umbri. Questo, insieme all’avvio della microzonazione sismica e altre politiche di lungo periodo. Questo, tuttavia, non può tradursi in tempi elefantiaci per far iniziare i cantieri, specie per quella ricostruzione leggera che, davvero, potrebbe già far ripristinare condizioni di abitabilità a gran parte degli edifici danneggiati.

CASTELLUCCIO: NUOVE PROTESTE

Semplificazioni procedurali Nella fase di avvio della ricostruzione sono emerse immediatamente alcune potenziali criticità. In particolare per le modifiche delle sagome d’ingombro e planimetriche, talvolta dettate da esigenze di adeguamento antisismico o di accorpamento funzionale di più corpi di fabbrica. Il che cozza con la normativa urbanistica ed edilizia vigente. La legge dovrebbe risolvere l’inghippo “automatizzando” limitate varianti ed evitando il ricorso a procedure più lunghe e complesse. Anche sulle procedure autorizzative finalizzate al controllo sulle costruzioni in zona sismica si interverrà per per uniformare la legislazione regionale agli orientamenti recenti della Suprema Corte, confermati anche in tempi recenti per altre leggi regionali.

Campi casette Un capitolo importante la legge lo dedicherà anche al futuro delle strutture di emergenza – campi casette ma non solo – eretti dopo le scosse di agosto e ottobre 2016. Le Sae (soluzioni abitative di emergenza), peraltro non ancora del tutto consegnate, sono considerate un piccolo-grande capitale da doversi giocare bene sul tavolo di una terra che, ogni 10-20 anni, è costretta a fare i conti col terremoto. Una parte verrà sicuramente smantellata. Ma una parte, per alcuni centinaia di posti letto, resterà. In che modo? In California, si ragiona, ci sono tuttora bunker anti-atomici, in Florida quelli anti-uragani. Perché qui non trasformare i campi in “Presidi permanenti di comunità”?

Presidi permanenti In pratica, si lascerebbero dei posti letto immediatamente utilizzabili in caso di necessità. Questo però presuppone diversi passaggi. Innanzi tutto, una regia regionale per disegnare il percorso e i finanziamenti (i campi Sae sono di recente stati trasferiti dalla protezione civile ai comuni) per rendere questi presidi, ad oggi provvisori, armonizzati col contesto urbanistico e paesaggistico di borghi storici come Norcia, Cascia e Preci. Poi studiare una gestione nei periodi (che si spera più lunghi possibile) in cui non servono per le emergenze. Dalla manutenzione all’uso, tutto deve essere codificato. Le idee su come usarli sono tante – a partire dal progetto Arca di ‘I love Norcia’ – e durante il percorso di partecipazione della legge (il primo step sarà, come detto solo una preadozione) ci si confronterà anche su questo con le comunità locali, vere protagoniste della rinascita delle zone terremotate.

Una replica a “Ricostruzione, arriva la legge regionale: procedure più snelle. Campi casette come ‘bunker’ anti-terremoto”

  1. Giovanni Mensurati ha detto:

    Confidiamo nella ns presidente per poter ripartire ed avere ancora una speranza per poter tornare ad avere un progetto di vita.

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