di C.P.
«Riconoscimento dello Stato di Palestina, tutela dei diritti umani e stop vendita armi a Israele». Questo, in estrema sintesi, il contenuto della mozione presentata dal consigliere Claudio Fiorelli (M5s) lunedì mattina a Palazzo Spada. Durante il consiglio comunale spazio ad un ampio dibattito sulla questione. L’atto tuttavia non passa con 16 voti contrari, 5 favorevoli e 5 astenuti.
Mozione M5s Nello specifico, l’atto di indirizzo impegna sindaco e giunta a «a farsi promotori, nelle opportune sedi e canali istituzionali, del riconoscimento dello Stato di Palestina quale stato democratico e sovrano; sostenere ogni iniziativa volta a fermare la vendita di armi da parte dello Stato italiano, in particolare a Israele, per evitare che possano essere utilizzate per gravi violazioni del diritto internazionale umanitario; sostenere, in tutte le sedi, ogni iniziativa volta a esigere la liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas; richiedere la sospensione urgente, ove in essere, delle autorizzazioni alla vendita di armi allo Stato di Israele concesse prima dell’8 ottobre 2023; esigere la tutela dell’incolumità della popolazione civile della Cisgiordania, richiedendo che lo Stato di Israele cessi ogni operazione militare, l’occupazione militare illegale di tali territori e la creazione e il sostegno di insediamenti illegali; sostenere in sede europea l’adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale; condannare fermamente lo sterminio in atto della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza e sostenere pubblicamente ogni iniziativa volta a fermarlo». Infine Fiorelli aggiunge: «Dobbiamo farci sentire come comunità».
Dibattito Il primo a intervenire nel merito è il consigliere Francesco Maria Ferranti (Forza Italia): «Ringrazio il consigliere per aver portato il tema all’attenzione di questa assise. Tuttavia, quando nei consigli si parla della questione ambientale globale, delle Ong, della guerra, dico sempre che lascia il tempo che trova. Perché se non si ascoltano le Nazioni Unite, figuriamoci se ascolteranno la risoluzione di un consiglio comunale. Se è per farci sentire più leggeri nelle nostre coscienze – chiosa Ferranti – esprimendo le nostre idee e considerazioni su una situazione gravissima, ben venga». Sincero cordoglio per le vittime civili da parte di tutto il gruppo di Alternativa Popolare, a farsi portavoce è il consigliere Guido Verdecchia: «Il documento presentato dal M5s parte da un presupposto, quello del 7 ottobre 2023 e non lo sottolinea come dovrebbe. Quel giorno un’organizzazione terroristica ha torturato e ucciso persone inermi che non avevano alcuna colpa. Questa è una causa scatenante che pone le condizioni per una risposta di difesa da parte dello stato israeliano. Non possiamo immaginare che ci sia un aggredito e un aggressore». Poi aggiunge: «L’utilizzo della parola ‘sterminio’ credo sia offensiva nei confronti della situazione. Quando c’è un gruppo di terroristi che usa dei civili per difendere le proprie armi o i propri militanti».
Palestina «Tenerne conto, non nascondere la testa. Credo sia giusto parlarne e sostenere che non condividiamo quanto sta accadendo». Un atto dovuto «in un’assemblea come questa e nel solco della tradizione pacifista di questa città. Questo quanto possiamo fare», commenta il capogruppo Pd, Emidio Mattia Gubbiotti. Poi interviene il sindaco di Terni Stefano Bandecchi: «Credo che il punto riguardi tutti, anche questo comune. L’unica cosa che condivido è l’obbligo e la necessità di dire tutti insieme che la tutela dei diritti umani nei territori palestinesi va mantenuta. E che oggi Israele sta eccedendo in un’azione che sta diventando troppo prepotente. Per me la Striscia di Gaza deve rimanere com’era prima». E con un excursus storico il primo cittadino ricorda: «Il 14 marzo del 1948 il mondo permette a coloro che hanno una religione ebraica di crearsi uno stato e lo crea in terra indiscutibilmente di Palestina. Perché quella terra è sempre stata palestinese e gli ebrei sono sempre stati palestinesi. Oggi io non me la sento di riconoscere lo stato di Palestina perché non voglio creare maggiore confusione e fare guerra. Quando verrà riconosciuto le cannonate si sprecheranno e potrebbe creare un bordello che coinvolgerà gran parte del mondo. Non posso accettare uno stato di Palestina, perché oggi è lo stato di Hamas».
Consiglio comunale «Devo difendere il mio essere occidentale. Israele è mio alleato e devo dirgli ‘fermati’», conclude Bandecchi. «Ad oggi non esiste lo Stato di Palestina. Esistono soggetti diversi che governano due pezzi di territori. È difficile riconoscere qualcosa che non c’è», commenta il consigliere Marco Celestino Cecconi (FdI). Alla fine l’atto viene respinto dal consiglio comunale.
