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domenica 13 giugno - Aggiornato alle 23:13

«Restrizioni a Uj? Boomerang contro organizzatori e appassionati di musica»

Polemico il Pd Umbria. Leonelli: commercianti giustamente preoccupati. Consigliere comunale: pugno di ferro svuota le piazze

Polemiche sulla decisione di installare varchi in occasione dei concerti gratuiti di Umbria Jazz. Il consigliere regionale Giacomo Leonelli (Pd) condivide la preoccupazione «dei commercianti e degli operatori del centro storico di Perugia per gli effetti su presenze e fruibilità che sul capoluogo potrà avere il piano sicurezza previsto per i grandi eventi all’aperto». «Dopo l’esperienza del festival ‘L’Umbria che spacca’ dello scorso fine settimana a San Francesco al Prato – prosegue il segretario regionale del Pd – si sente la necessità di chiedere alle istituzioni coinvolte uno sforzo che contemperi l’esigenza di garantire la sicurezza e di rendere comunque fruibili gli spazi. Perché quell’evento è stato limitato dall’applicazione delle misure di sicurezza, penalizzando la sua organizzazione e soprattutto le tante persone che avrebbero voluto seguirlo in libertà».

«Pugno di ferro è boomerang» Rincara la dose il consigliere comunale Tommaso Bori secondo cui «il pugno di ferro ha svuotato la piazza del concerto e causato una grande calca, forse anche più pericolosa, a ridosso degli accessi». Secondo l’esponente di minoranza a Palazzo dei Priori «centinaia di persone lottavano per la possibilità di entrare appena il luogo del concerto veniva abbandonato da uno dei 900 partecipanti. Esprimo la mia preoccupazione per lo svolgimento della 44esima edizione di Umbria Jazz che, in queste condizioni restrittive, rischia di essere fortemente appannata: un boomerang comunicativo e organizzativo che può colpire non solo la manifestazione ma anche i tanti appassionati che vengono a Perugia da tutti i paesi del mondo per assistere ai concerti».

«Spettatori nel recinto» In una nota congiunta Circolo Island, Spazio popolare rude Grifo, Perugia non si vende e Non una di meno Perugia scrivono: «Gli auspici della questura non stanno in piedi e non sono spiegabili pragmaticamente. Una piazza aperta non può essere concepita come un teatro o uno stadio in cui i posti sono limitati, in quanto spazio circoscritto. Chiunque abbia attraversato il centro di qualsiasi città si rende conto che con quattro vie principali di accesso/uscita si può tranquillamente assistere a concerti mediamente partecipati garantendo in ogni caso il libero flusso della piazza. Transennare le piazze altro non fa che limitarne l’accessibilità e costringere le persone al loro interno come in un recinto. Siamo convinti che questo dispositivo non funzionerà».

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