di Daniele Bovi
Con in mente la volontà di accelerare e di portare a casa presto e bene la riforma della sanità e di completare tutto il pacchetto di riassetto degli enti che va sotto il nome di «riforma endoregionale», il centrosinistra al governo della Regione venerdì ha tracciato, nel corso di un summit tra la presidente Catiuscia Marini e i segretari di partito, un percorso che non prevede l’intenzione di «consegnarsi» nelle mani dell’opposizione. Quel centrodestra che dopo l’arresto di Orfeo Goracci ha deciso di ritirarsi dall’ufficio di presidenza e dalle commissioni consiliari. La porta, questo il messaggio che esce da palazzo Donini, rimane aperta ma in caso di rifiuto a rientrare il centrosinistra andrà avanti comunque.
Il percorso Segretari e capigruppo torneranno a vedersi all’inizio della prossima settimana, giovedì toccherà ai capigruppo e alla presidente per stilare un calendario sulle riforme e poi si sonderanno le intenzioni del centrodestra. In seguito, probabilmente dopo la tornata amministrativa del 6 e 7 maggio, si terrà un consiglio regionale dedicato alle riforme e non solo. Quello a cui il centrosinistra punta, concetto ribadito chiaramente venerdì, è separare la questione istituzionale, che attiene al funzionamento del Consiglio, da quella programmatica sulla quale la maggioranza rivendica autonomia.
Le cose buone e i timori Nel corso della riunione la presidente ha rivendicato «le cose buone» fatte dalla maggioranza in questa prima parte della legislatura, evidenziando però i timori legati all’immagine di un centrosinistra litigioso che spesso i giornali riportano. Sul tavolo rimane poi il tema, sempre caldo, della cosiddetta «questione morale» più volte e da più parti sollevata dopo gli arresti e gli avvisi di garanzia piovuti in questi mesi sul centrosinistra.
Brutti: questione morale rimane A tracciare un percorso possibile «per uscire fuori dalle secche» è il segretario regionale dell’Idv Paolo Brutti: «Alla discussione – spiega a Umbria24 – non arriveremo facendo finta che non ci sia un problema che lega etica e politica. Anzi, questo è il punto più complesso sul quale dobbiamo riuscire a decidere una linea comune, un sistema di valori etici condivisi. Che cosa si fa di fronte a un avviso di garanzia, a uno di conclusione delle indagini o a un rinvio a giudizio? Secondo noi basta il primo per dimettersi ma la discussione rimane aperta». Sulla riunione di venerdì invee secondo Brutti «è stato fatto un passo nella direzione giusta: potevano esserci tante conclusioni e non scontate, invece è stato ribadito che la maggioranza è una e non a geometria variabile e che la questione istituzionale e quella programmatica vanno separate».
Marini: riunione importante «La riunione da me convocata per questa mattina con i segretari regionali delle forze politiche di centro sinistra che compongono l’alleanza di governo in Regione – commenta in una nota ufficiale Catiuscia Marini – è stata particolarmente importante ed utile. Abbiamo concluso la riunione concordando tutti sulla riconferma di una alleanza del centro sinistra coesa ed unitaria, finalizzata sia al governo regionale e delle amministrazioni locali, sia ad affrontare con spirito unitario la prossima scadenza elettorale nei Comuni umbri chiamati al rinnovo dei Consigli comunali e dei sindaci». «Le istituzioni, e le Regioni in primo luogo – ha proseguito la presidente -, sono chiamate in questa fase difficilissima in cui la crisi economica non accenna a diminuire i suoi pesanti effetti, a mettersi nelle condizioni di poter agire con particolare rapidità, incisività e funzionalità, con adeguati provvedimenti e riforme tese innanzitutto a contrastare la crisi economica e a razionalizzare finanza e conti pubblici».

