Quantcast
venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 13:25

Regionali, Fora incassa il sì di Stirati e tende la mano ai civici. Sbarra: «Non mi candido»

Sabato mattina il Pd farà la sua scelta e i giochi sembrano fatti anche se restano malumori: «Qualche altro giorno per i nomi»

Andrea Fora

di Iv. Por.

Il tempo è ormai quasi scaduto. Nel giro di poche ore la coalizione di centrosinistra dovrà scegliere il suo candidato a presidente per le elezioni Regionali del 27 ottobre prossimo. A tal proposito il Partito democratico si riunirà sabato mattina alle 10 al Decò hotel di Ponte San Giovanni, come annunciato qualche giorno fa dal commissario Walter Verini. Una sintesi, quella che dovrà essere trovata, tra il mondo civico e i partiti politici che aderiranno. E le prime mosse per un patto tra i civici le muove proprio Fora, nonostante le perplessità espresse da questi ambienti. E lo fa, dopo avere incassato l’appoggio di Stirati, che ringrazia, con una nota nella quale sottolinea lìimportanza del lavoro di Umbria dei territori e Altra Umbria. Ma andiamo per ordine.

Fora in pole position Un nome c’è già, quello del presidente di Confcooperative Andrea Fora, che ha dato ufficialmente la sua disponibilità. Anche se nel campo civico questa “fuga in avanti” ha suscitato diversi malumori, col passare delle ore la nebbia va diradandosi e dalla parte di Fora si schiera anche un esempio di successo “civico” come il sindaco eugubino Filippo Stirati. Un endorsement che potrebbe far pendere definitivamente la bilancia a suo favore.

Stirati con Fora «Accogliamo con interesse e attenzione i messaggi che, in questi giorni, Andrea Fora sta inviando ad ampi settori del civismo umbro- afferma Stirati in una nota -. In particolare, ci fa piacere che l’esperienza politica e amministrativa di Gubbio – insieme ad altre – sia considerata una sorta di “laboratorio” da estendere al governo regionale». «Dal 2014 in poi – aggiunge – abbiamo lavorato molto per rigenerare la politica nella nostra comunità locale, per riscoprire rapporti chiari e trasparenti con i concittadini, aprendo le porte al coinvolgimento delle migliori energie e risorse della nostra collettività. Guardiamo in maniera positiva ai progetti politico-amministrativi che stanno nascendo come frutto delle esperienze civiche dei vari territori umbri. In questo senso, teniamo a sottolineare con forza che non siamo disponibili ad accordi che possano riguardare e coinvolgere vecchi sistemi di potere. Non saremo la “stampella” o la “foglia di fico” di nessuno, perché non vogliamo appoggiare nessun trasformismo o accordo di potere. L’Umbria ha bisogno di cambiamento, di innovazione, di riformismo radicale». Per Stirati «è necessario partire da un riequilibrio tra i diversi comprensori regionali, dove le sperequazioni di risorse, investimenti e rappresentanza sono state per decenni il risultato di una pessima politica. Vogliamo tornare a promuovere pienamente la democrazia, la legalità, il dialogo, la partecipazione, i diritti e i doveri della cittadinanza attiva. Su questi e su altri valori vogliamo contribuire a costruire il programma di una coalizione unita, salda, plurale. E dobbiamo farlo con generosità, lungimiranza, disponibilità e competenza. Per questo invitiamo i cittadini, le liste civiche, i movimenti e le associazioni a fare “squadra”, per scongiurare pericolose avventure sul nostro territorio e rilanciare lo sviluppo e la crescita dell’Umbria. Se Andrea Fora saprà e vorrà incarnare tutto questo, ci troverà al suo fianco per costruire un nuovo governo regionale».

Sbarra si chiama fuori Un altro elemento di chiarezza viene dal segretario Cisl, Ulderico Sbarra, che si tira fuori. «In questo ultimo periodo – scrive in una nota – sono stato tirato in ballo spesso impropriamente sulle vicende elettorali umbre ed è arrivato il momento di chiarire la mia posizione: non sono candidato a nessuna carica politica di alcun tipo e il mio unico impegno è quello di segretario generale della Cisl Umbria. Colgo l’occasione di questa nota – aggiunge – per invitare la politica ad occuparsi di contenuti, di tutti quei temi importanti per l’Umbria che sono la centralità del lavoro e della produzione per un welfare universalistico e per relazioni sociali forti e solidali. Non bisogna avere timore delle forze della società civile che, in tempi di crisi della politica, sono un valore aggiunto ai programmi e ai futuri impegni: queste forze non sono contro i partiti, ma semmai un sostegno. In particolar modo, le forze progressiste e riformiste, più che litigare e polemizzare sui candidati – alcuni assolutamente inventati come nel mio caso -, dovrebbero lavorare per l’unica cosa che avrebbe veramente un senso: creare un fronte ampio e unito e quindi le condizioni per giocare la partita con umiltà e senso di responsabilità».

Civici in subbuglio Intorno al cantiere civico, intanto, regna molta confusione. Il tavolo composto da Umbria dei territori, L’Altra Umbria e il Movimento delle idee e del fare, che interloquisce anche con gli ambientalisti di Europa Verde, non ci sta a diktat e accelerazioni. Come comunicato fin dalla riunione di una settimana fa a Todi, è partito un confronto al suo interno (circa 40-50 liste civiche in tutta la regione) e con i partiti sul programma prima di calare una rosa di nomi. «Decisamente non accettiamo il metodo con cui il Pd sta arrivando alla scelta della sua candidatura – dice Sergio Santini, coordinatore del Movimento delle idee e del fare – noi abbiamo bisogno di qualche altro giorno di tempo per chiudere le nostre consultazioni». Fra l’altro vogliono capire se anche il Movimento 5 stelle sarà della partita, prima di convergere su un candidato.

«Pd non forzi la mano» Santini, dopo gli incontri spiega: «La forte convergenza che abbiamo registrato oggi nell’incontro con Art.1 e la chiara posizione espressa dai Socialisti sulla necessità di un’ampia coalizione da costruire per le prossime elezioni regionali e la condivisione sui maggiori punti programmatici e sulle modalità di scelta del candidato condiviso per la presidenza della Regione, ci dicono che siamo sulla strada giusta e ci incoraggiano ad andare avanti coinvolgendo nei prossimi giorni tutte le altre forze politiche e movimenti del centrosinistra. Per questo chiediamo al Pd di evitare pronunciamenti affrettati e fughe in avanti che potrebbero rendere più complicata la realizzazione del progetto di quell’ampia alleanza necessaria per battere la destra umbra. Siamo tutti pronti a dare il nostro supporto a questo processo unitario, chiediamo altrettanta disponibilità da parte di tutti. Le cose fatte insieme riescono meglio, le cose imposte non funzionano in politica».

Altra Umbria: «Percorso aggregativo» L’Altra Umbria interviene con una nota sottolineando che sta investendo «con forza nel percorso aggregativo che ha portato al coordinamento con Il Movimento delle idee e del Fare e Umbria dei Territori per una nuova coalizione che possa garantire, attraverso la massima discontinuità con le pratiche di governo degli ultimi anni, la creazione di un fronte ampio contro la minaccia leghista. Abbiamo fatto riunioni a Foligno, Marsciano e Perugia e, a breve, ci incontreremo a Terni per ampliare le sottoscrizioni a questo progetto. Su queste basi si è già riscontrata la prima risposta affermativa da parte dei Socialisti ed è aperta l’interlocuzione proficua con Verdi, Articolo 1 e tutti quei soggetti politici consci del necessario grado di rinnovamento e discontinuità necessari a giocare fino in fondo una partita per la vittoria. Vedremo in queste ore se quella di Verini è stata solo una mossa tattica o la presa di coscienza dell’unico percorso possibile per battere le destre».

La mano tesa Intanto nel tardo pomeriggio di venerdì, a proposito di Stirati, una nota di Fora recita: «L’importanza e il valore del civismo nella nostra Regione è davvero grande. In questi anni, molto spesso hanno costituito una boccata d’aria fresca, oltre che pratiche di partecipazione di enorme rilevanza. Anche per questo desidero ringraziare il sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati, per avere rivolto, e nuovamente, anche lui, simbolo di un modello vincente, un forte richiamo ad una coalizione unita e pluralista, per essere davvero accanto agli umbri. Lavoro, ambiente, riequilibrio tra i diversi comprensori regionali, dove le sperequazioni di risorse, investimenti e rappresentanza sono state per decenni il risultato di una pessima politica, saranno al centro del nostro progetto». Quindi la mano tesa ai Civici: «Non posso non citare anche il determinante lavoro iniziato già da molto tempo dai sociali e civici di Umbria dei Territori, capaci di dare forma concreta ad un attivismo ben organizzato a livello regionale. Così come l’esperienza di Altra Umbria, portatrice di valori importanti e radicati nella nostra cultura. Insieme a loro, tutte le forme di partecipazione civica presente sul nostro territorio, anche piccole, magari meno strutturate ma non per questo meno rilevanti per le loro comunità di riferimento. Credo sia davvero arrivato il momento di confrontarci tutti insieme: energie civiche, politiche, associative per offrire alla comunità umbra il miglior progetto di governo possibile per i prossimi anni. Spero possiamo farlo al più presto possibile».

Vinti: «Coalizione nuova» L’esponente del coordinamento ‘La sinistra per l’Umbria’ Stefano Vinti, da parte sua, auspica una nuova coalizione con una nuova idea di Umbria. «La questione politica centrale – dichiara Vinti – oggi è come le forze alternative possono diventare competitive contro l’ultradestra della Lega, data per favorita per la vittoria delle elezioni regionali, assieme ai suoi alleati neofascisti e forzisti. La risposta non è complicata, ma deve essere coraggiosa e rispondere a uno schema tutto nuovo: con una coalizione nuova di zecca, la prima in Italia, una coalizione che non è mai esistita, innovativa al massimo: M5s, tutti i civici, tutte le forze della sinistra, tutte le forze del centrosinistra, i laici, i cattolici democratici e progressisti, un Pd ampiamente rinnovato. Ovviamente è difficile – spiega l’ex assessore regionale –, anche per il poco tempo a disposizione, per i soggetti in campo posizionarsi in modo diverso dai tradizionali schieramenti. Ma se non si cambia si muore politicamente e non ce ne sarà per nessuno. L’altra parte della risposta, non meno complicata ma altrettanto stimolante, necessariamente è: con un programma radicalmente innovativo, di svolta».

I commenti sono chiusi.