di Daniele Bovi
«Gli umbri possono stare certi di una cosa: non si ripeterà quanto accaduto nel gennaio 2010». Per le regionali del 2015 c’è già un candidato sicuro, e la data da cerchiare sul calendario è quella del 22 marzo quando da Todi, città dell’attuale presidente della Regione Catiuscia Marini, il sindaco di Assisi Claudio Ricci lancerà ufficialmente la sua corsa a palazzo Donini. Una corsa per il momento in solitaria, ma «doverosamente aperta» a chi deciderà di condividere il suo progetto politico. L’appuntamento è fissato per le 16 all’hotel Bramante, e qui Ricci con la sua lista civica «Per l’Umbria popolare, con Ricci» spiegherà qual è il progetto attraverso il quale tenterà di dare la scalata a palazzo Donini. La voglia di provare a conquistare una delle regioni rosse per eccellenza non è nuova: già da quando, a fine novembre, la lista ha emesso i primi vagiti era chiaro che l’obiettivo del sindaco fosse quello del 2015.
Il 2010 Soprattutto, sulla pelle di Ricci, ex pidiellino, brucia ancora quanto accaduto alla fine del 2010 quando la sua candidatura fu stoppata, come testimoniano gli articoli di allora, dallo stesso Berlusconi che non lo ha giudicato esteticamente adatto allo scopo. «Quanto successo – spiega a Umbria24 – pesa moltissimo. Ricordo perfettamente quei momenti. Secondo tutte le valutazioni ero il miglior candidato possibile, alla luce anche dei sondaggi. Poi però le cose andarono in modo diverso». Il tono della voce è quello consueto, ovvero mite e gentile, ma la convinzione è granitica e Ricci tira dritto come un panzer: «Stavolta non ho voluto aspettare. Gli umbri possono stare certi che troveranno il mio nome sulla scheda».
Le carte Rispetto a cinque anni fa così sarà Ricci a dare le carte sul tavolo del centrodestra, partendo con oltre un anno di anticipo e conscio del consenso sul quale può contare. Così, se vorranno, saranno gli altri a dover bussare alla porta del sindaco di centrodestra più importante della regione, e non viceversa con anticamere e «alchimie che non voglio si ripetano». Il mandato da sindaco scadrà ufficialmente nel maggio del 2016, dopo dieci anni di era Ricci. Alle amministrative, promette lui, la lista si presenterà con il suo simbolo e un suo candidato, che ovviamente non potrà essere Ricci, ma quantomeno una persona scelta all’interno di questa esperienza civica. Insomma, in qualche modo l’era di Ricci potrebbe proseguire anche senza Ricci.
La lista La sua sarà una lista che si ispira «ai valori moderati, popolari ed europei», con un programma aperto al contributo di tutti quelli che ci si vorranno riconoscere: «La lista – dice infatti il primo cittadino – sarà attenta al dialogo con tutti, per costruire una coalizione, ma anche pronta ad andare in autonomia». Tre i punti che rimandano ai valori di cui sopra «per una nuova politica delle persone e dei territori»; in aggiunta verrano illustrati i «cinque quadri progettuali per dare alla Regione una visione strategica tesa a costruire sviluppo e speranza». In attesa del 22 marzo, tre i punti che Ricci mette sul tavolo: «Primo – spiega – serve una politica intesa solo come servizio, come un dovere etico. Due, voglio ripartire dalle persone e dai territori, dove saremo attenti a tutte le realtà civiche. Tre, meno tasse per famiglie e imprese, obiettivo raggiungibile operando dei risparmi, accompagnato ad una forte azione nel sociale».
Camera dei comuni Il sindaco dice poi che l’orizzonte entro il quale concepire il programma è quello dell’Europa. «In fondo – dice – l’Umbria è una media città del continente per così dire ‘diffusa’. Qui serve una visione a 10-15 anni, pensando a progetti di rango europeo». La seconda uscita di Ricci, dopo Todi, sarà Polino, uno dei comuni più piccoli della regione. Una scelta non casuale visto che Ricci ha in mente una «camera dei comuni dove – spiega – una volta ogni due mesi il presidente chiamerà i sindaci per aggregare e costruire progetti di filiera». La scelta di Todi invece, assicura lui, non ha il sapore di una sfida alla presidente Marini: «Ma no – dice – festeggiamo i 500 anni della morte del Bramante, e poi è una città baricentro tra Perugia e Terni. Questo è un po’ il senso della scelta». Quello che assicura fin da ora è che la sua sarà una campagna elettorale non aggressiva: «Non mi vedrete mai attaccare gli altri. Sono uno abituato solo a proporre».
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