di Daniele Bovi
Fiducia, seppur con qualche mal di pancia, a Catiuscia Marini mentre per il resto, ovvero in consiglio regionale e in un’ipotetica giunta, si dovrà cambiare e parecchio. Il Pd umbro si avvicina così all’assemblea regionale di lunedì pomeriggio quando i delegati eletti durante l’ultimo congresso dovrebbero dare il via libera al secondo mandato della presidente, lasciando al contempo aperta, così come sancito dallo statuto, la strada che porta alle primarie. L’orientamento maggioritario dei circoli della regione infatti, come spiegano da piazza della Repubblica, è quello di dare semaforo verde alla presidente con, però, un forte ricambio all’interno della lista e della possibile squadra di governo.
Il sì Una posizione simile a quella della segreteria di Giacomo Leonelli che lunedì ha fatto il punto della situazione in vista dell’assemblea, dove i numeri sono tutti dalla parte della presidente. Lunedì Leonelli presenterà un documento di sostegno a Marini con annesso forte rinnovamento della lista e poi, dopo il dibattito, il voto: l’assemblea è composta da 250 delegati e per il via libera alla presidente serviranno i tre quinti, ovvero 150 voti; i delegati ‘leonelliani’ sono oltre 140, mentre una 70ina fanno capo a Stefano Fancelli e i restanti al civatiano Juri Cerasini. E così, dato che anche la minoranza sembra favorevole al secondo mandato della Marini ecco che, stante il fatto che i calcoli si baseranno sui presenti, il sì alla presidente dovrebbe essere largo.
Niente scontri In Umbria quindi niente scontri sulla presidenza tra renziani e non (a parte il dialogo con il «Comitato per le primarie» voluto da altri renziani come Preiti e Caruso che Leonelli incontrerà giovedì), anche perché l’elezione del renziano Leonelli è figlia di un accordo tra i maggiorenti del partito, compresi i big che al congresso hanno votato Cuperlo. Sul tavolo poi c’è il tema delle deroghe, che in realtà va declinato al singolare: lo statuto infatti stabilisce che possono chiederla, per un eventuale terzo mandato, solo il 10% degli eletti; essendo i consiglieri regionali pd 12, ecco che l’unico interessato è il presidente del consiglio Eros Brega. Vista la richiesta di «rinnovamento», l’orientamento della segreteria è di non concederla.
Primarie Da ultimo, lunedì (è prevista la partecipazione anche del vicesegretario Lorenzo Guerini) sarà affrontato anche il capitolo primarie. Per attivare il meccanismo servirà che si presenti un candidato con un manifesto programmatico appoggiato da almeno il 30% dei membri dell’assemblea regionale (quindi 75 delegati) o da un minimo del 15% degli iscritti (oltre duemila tesserati). Un candidato al momento fantasma, dato che nessuno sembra farsi avanti mentre c’è chi interpreta il dibattito sulle primarie come una parte delle trattative sul vero tema rovente, quello della formazione della lista che il partito affronterà dopo Natale.
Il Trasimeno A sostegno della presidente inoltre si schierano i sindaci di Magione (Giacomo Chiodini), Corciano (Cristian Betti) e Castiglione del Lago (Sergio Batino). Con una nota danno «pieno appoggio alla ricandidatura della Marini che ha tenuto saldo il timone durante la peggiore delle tempeste, riformando l’Umbria e difendendo il suo sistema socio-sanitario». Secondo i tre il bilancio di questi cinque anni è positivo, anche data la crisi economica, e il percorso di riforme avviato «dovrà essere necessariamente portato a termine». Anche da parte dei sindaci arriva poi la richiesta di «rinnovamento ed innovazione di cui anche la nostra Regione necessita».
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