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sabato 4 dicembre - Aggiornato alle 06:26

Regionali, come si vota: niente disgiunto e occhio alle preferenze. Il fac-simile della scheda

Tre le opzioni a disposizione degli elettori umbri: quello che c’è da sapere per non sbagliare. Chi prende un voto in più vince

Il fac-simile della scheda

di Daniele Bovi

Sono almeno tre, con alcune variabili, le possibilità che l’elettore si troverà di fronte il 27 ottobre, quando l’Umbria è chiamata a eleggere il nuovo presidente della Regione e i membri (in tutto venti) dell’assemblea legislativa. La nuova legge elettorale regionale, approvata tra  mille polemiche nel 2015, prevede un maggioritario a turno unico: chi prende anche un solo voto in più vince, portandosi a casa il 60% dei seggi. L’elettore, così come si può vedere dal fac-simile della scheda elettorale, troverà nomi e cognomi degli otto candidati presidente in un rettangolo, con a fianco il o i simboli delle liste che lo appoggiano; accanto a queste ultime poi ci sono due righe dove si possono scrivere il nome di un candidato consigliere al quale dare la preferenza.

IL FAC-SIMILE DELLA SCHEDA 

Le opzioni Candidati e liste saranno oggetto di due conteggi differenti: dalle 23 lo spoglio inizierà dai voti ottenuti dai primi, poi si passerà ai partiti e infine alle preferenze. Stando al testo della contestatissima legge elettorale umbra, cioè quell’«Umbricellum» sul quale pende un ricorso di fronte al Tribunale di Perugia (l’udienza ci sarà a dicembre),
la prima opzione è quella di tracciare una X solo sul nome del candidato presidente. In questo caso il voto verrà esteso anche alla lista o alle liste che appoggiano il candidato presidente. Il riparto dei seggi infatti (altro punto largamente contestato) non avviene sulla base dei voti presi dai partiti bensì di quelli ottenuti dai candidati presidente. Ed è sottolineando questo punto che, nel 2015, Carla Casciari l’ha spuntata al Tar ottenendo il seggio in un primo momento assegnato a Giuseppe Biancarelli, decisivo con «Umbria più uguale», cioè la lista di sinistra risultata decisiva per la vittoria di Catiuscia Marini.

IL SONDAGGIO: TESEI AVANTI DI 4 PUNTI

Preferenze Tornando alla prima opzione, per fare un esempio concreto se si barrasse solo il nome di Claudio Ricci, il voto verrebbe esteso anche alla sua coalizione formata da tre liste, senza però essere attribuito ad alcun partito in particolare. L’elettore può anche tracciare un segno sul nome del candidato presidente e sul simbolo di una lista che lo appoggia, e in questo caso non ci sono dubbi a proposito dell’assegnazione del voto. Un’altra possibilità è fare un segno solo su un simbolo di una lista: in questo modo, il voto viene esteso anche al candidato presidente. L’Umbricellum ha anche introdotto la doppia preferenza di genere: il 27 ottobre si potrà scrivere il nome di un solo candidato oppure di due, a condizione che una preferenza sia espressa a favore di un candidato di sesso diverso, altrimenti la seconda preferenza sarà annullata. Insomma, votare due donne o due uomini non è possibile, pena la cancellazione del secondo nome.

Niente disgiunto Se l’elettore poi scrivesse solo il nome di un candidato (o di due) senza barrare né il simbolo né il candidato presidente, il voto verrebbe automaticamente attribuito anche a questi due. Da tenere bene a mente poi il fatto che a differenza di quanto accade per le comunali, il 27 ottobre sarà vietato il voto disgiunto: non ci sarà quindi la possibilità di tracciare una X sul nome di un candidato presidente e un’altra X sul simbolo di una lista (magari con tanto di preferenza) che non lo appoggia. Chi lo farà, si vedrà annullare il voto. Idem per chi sceglierà di barrare due simboli di due partiti collegati a candidati differenti.

Twitter @DanieleBovi

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