C’era anche Dramane Waguè, assessore alla Scuola del Comune di Perugia e un lungo passato nel Pd, alla conferenza stampa di giovedì delle liste civiche che hanno deciso di sostenere la corsa di Claudio Ricci. «Lui – ha detto – rappresenta la novità, l’unico candidato del dialogo reale e del confronto con i cittadini. Parlo di vera volontà di aprire le porte delle istituzioni agli umbri – ha affermato – e di minare questa spinta alla conservazione che continua a permeare la regione. E a chi dice di aver paura della Lega, rispondo che in realtà chiedono soltanto il rispetto dei diritti e dei doveri che si deve avere arrivando in Italia, così come lo vogliamo anche noi. Quella umbra è una Lega del fare che non deve impensierire gli elettori per cui andate sereni a votare per Ricci e Cambiare in Umbria».
Cambiare in Umbria Oltre a Waguè erano presenti la deputata Adriana Galgano di Scelta civica, che appoggia la corsa di Cambiare in Umbria e in particolare di Giovanni Ceccotti e Nadia Isisori, anche loro alla conferenza stampa, Claudio Ricci e il coordinatore regionale di Sc Michele Ricciardi. «Abbiamo deciso di sostenere Ricci – ha detto Galgano – perché ha già dimostrato di essere un amministratore virtuoso che ha smentito la favola per cui non si possono ridurre le tasse e la spesa senza tagliare i servizi ai cittadini. Nel suo comune, grazie all’addizionale Irpef pari a zero, ogni cittadino risparmia dai 400 ai 700 euro all’anno e i turisti non pagano la tassa di soggiorno. Come ha fatto? Semplicemente con una riduzione intelligente dei costi inutili. Questa è la ventata di cambiamento che serve in Umbria».
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Un civico Secondo Ricciardi invece Ricci merita l’appoggio di Sc perché «lui è un civico e soltanto in un secondo momento si sono accodati i partiti». Un Ricci che ha deciso di chiudere così, venerdì sera, la sua campagna elettorale: «Arriveremo con la famosa Pandina in piazza Italia – ha detto -, sotto la sede della Regione, e da lì partirà un comizio itinerante che andrà avanti fino alle 24 e ci porterà a confrontarci con i cittadini come abbiamo sempre fatto». E in caso di vittoria «non ci saranno festeggiamenti ma piuttosto inizieremo subito a lavorare con quella serietà e capacità che ci contraddistinguono». E il lavoro inizierà in caso dal taglio delle indennità di presidente, assessori e consiglieri. «Cinque milioni in cinque anni – ha promesso – da destinare ad imprese, riduzione tasse e disoccupazione giovanile». E in più «ci batteremo in tutte le sedi contro la legge elettorale e in particolare per l’introduzione del voto disgiunto».
Cesa Per sostenere Ricci giovedì è arrivato anche l’onorevole Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, mentre i due candidati di Umbria popolare Massimo Monni e Sandra Monacelli annunciano un esposto contro la Corte dei conti su presunti spot elettorali all’ospedale di Branca «all’interno degli orari di lavoro, mentre c’erano dei malati in corsia». Del caso, pur senza fare riferimenti precisi agli autori del comizio, hanno parlato durante la conferenza stampa con Cesa: «Due candidati a sostegno della Marini – hanno detto – hanno tenuto il loro comizio al personale del nosocomio, presente anche grazie a permessi sindacali. Una cosa gravissima, un atteggiamento di inaudita arroganza. Gli ospedali sono costruiti con i soldi dei cittadini perché devono aiutare i malati e non per essere utilizzati per la propaganda elettorale. Il personale nelle ore di lavoro deve assistere i pazienti, non essere «obbligato» a presenziare a patetici comizietti di stile sovietico».
