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sabato 12 giugno - Aggiornato alle 20:51

Recovery plan, Perugia ha costruito un libro dei sogni: serve una visione migliore per la città

L’intervento del consigliere comunale pd Francesco Zuccherini: «Il rischio è quello di sprecare una grande occasione»

Francesco Zuccherini (©Fabrizio Troccoli)

di Francesco Zuccherini*

Usare i fondi europei assegnati all’Italia per combattere la crisi economica dopo la pandemia sarebbe stata una occasione importante per l’Umbria. Sarebbe, se ci fosse stata una classe dirigente per l’Umbria e la sua comunità. Per la Commissione europea i territori assumono un’importanza significativa e i progetti e programmi di cui si sta parlando da mesi confermano questa importanza strategica, a partire dai temi della sostenibilità e transizione ecologica fino a quelli che riguardano povertà, inclusione sociale e, soprattutto, gli investimenti destinati al rilancio della economia e della occupazione. Al contrario abbiamo visto una parata di progetti presentati dalla Regione Umbria, spesso scollegati tra di loro e non condivisi con i territori. Anche il Comune di Perugia ha presentato il suo piano: un documento che ricorda più un “libro dei sogni”, per di più del tutto estraneo agli indirizzi della Commissione europea. Non abbiamo visto un piano concreto di rilancio della nostra città che individuasse le vere priorità di intervento o le principali necessità di Perugia.

Pochi ma significativi progetti sarebbero dovuti essere inseriti nel piano a livello comunale, sui quali si sarebbe dovuto riversare tutto lo sforzo politico per riuscire a finanziarli, costringendo la Regione a farsene carico; ne sono un esempio il completamento della linea del Minimetro verso l’ospedale – occasione irripetibile per concludere l’opera – o il potenziamento delle infrastrutture di accesso alla città, a partire dalla linea ferroviaria, o l’investimento importante e sostanzioso sulle strutture sanitarie territoriali, vero strumento di salvaguardia del servizio sanitario in favore dei cittadini, a partire dalle aree meno servite di Perugia, la riqualificazione degli spazi urbani, a cominciare da quelli dedicati alla cultura, al rilancio dell’area di Monteluce e una attenta ricucitura del rapporto tra centro storico e quartieri. Manca del tutto un indirizzo per una la creazione di posti di lavoro specialmente nel settore della manifattura, attivando sia strumenti per la ricerca sui materiali che la qualificazione professionale della mano d’opera.

Si è deciso di mettere insieme una moltitudine di progetti, spesso tratti da altri piani o programmi, che non trovano reale riscontro con le necessità di Perugia, della sua comunità e della sua necessità di creare economia e lavoro. In virtù di questo ingente sforzo compiuto dall’Europa tramite il Next Generation EU e dall’Italia tramite il Piano nazionale di ripresa e resilienza, tantissime risorse potrebbero essere gestite dagli Enti locali. In base al dibattito fin qui realizzato, il dubbio che emerge è: saremo davvero in grado di sfruttare queste risorse o saranno sperperate in progetti poco pertinenti con la dinamica di sviluppo del territorio? Il rischio di quest’ultima ipotesi, a nostro avviso, è davvero elevato. Alla luce di queste incertezze e delle difficoltà che sta vivendo la nostra città, emerge con forza la necessità di rilanciare una visione migliore di quella attuale per Perugia e il suo futuro, che parta dal confronto, la partecipazione e il coinvolgimento delle migliori energie di cui la città dispone.

*Consigliere comunale Pd Perugia

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