Currently set to Index
Currently set to Follow
sabato 24 ottobre - Aggiornato alle 14:39

Recovery Fund, Tesei a Conte: «Troppo centralismo, ruolo politico alle Regioni per decidere»

La presidente umbra a nome di tutte le istituzioni regionali: «Vogliamo un confronto perché o ci salviamo tutti o non lo farà nessuno»

Donatella Tesei

Un «ruolo politico per le Regioni nell’elaborazione del Piano» di accesso al Recovery Fund, da cui discenderebbero anche le «modalità operative su cui impostare il confronto con il Governo e le tempistiche del percorso». A chiederlo è stata la presidente dell’Umbria, Donatella Tesei, in audizione di fronte alle Commissioni riunite 5° e 14° del Senato, in veste di coordinatrice degli Affari europei della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Troppo centralismo Tesei ha lamentato «un’impostazione centralistica piuttosto evidente da parte del Governo». Invece, occorre «tener conto della dimensione territoriale, in quanto anche rispetto a progetti nazionali» va considerata «l’inevitabile ricaduta nei diversi territori». «C’è – ha spiegato – l’opportunità di un’azione complessiva di riforme e investimenti, affrontando come priorità il problema della rimozione dei gap infrastrutturali e sociali, destinando adeguate risorse allo sviluppo del Mezzogiorno, delle aree interne e dell’insularità». Ecco perché «la Conferenza delle Regioni ha proposto di considerare le Regioni e le Province autonome, come soggetto catalizzatore per realizzare sul territorio gli investimenti nell’ambito delle priorità condivise fra i livelli istituzionali, una specie di hub programmatorio degli investimenti nell’ambito delle priorità definite a livello nazionale».

O ci salviamo tutti o nessuno «Non si tratta – ha sottolineato Tesei – di rivendicare in modo corporativo un ruolo per le Autonomie locali, e neppure di “chiedere” una “fetta” di risorse da distribuire nei territori, ma di pensare al bene del Paese e alla grande opportunità da cogliere con l’intero “pacchetto” europeo che si renderà disponibile nei prossimi anni. L’Italia, e le sue Regioni e le sue autonomie locali, si salva tutta assieme o tutta assieme è destinata al declino». Da qui la richiesta di «un confronto anche con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte». «Lo spirito di leale collaborazione che deve improntare il confronto istituzionale, su questa partita strategica – ha aggiunto Tesei -, non può che concretizzarsi in un confronto sui contenuti e sulla cantierabilità degli interventi, è questo il senso che abbiamo voluto trasmettere all’esecutivo nelle recenti interlocuzioni con il ministro Vincenzo Amendola».

Le priorità «Spendere bene queste risorse del Recovery Fund significa dare risposte alla nostra gente – ha chiarito la presidente umbra -. Principi quali la transizione digitale e la transizione verso un green deal europeo, pensati prima della attuale situazione, dovranno trovare un fondamento più radicato e una accelerazione più spinta, necessaria per uscire velocemente dalla crisi. In conclusione, di fronte a questa opportunità, nei prossimi mesi l’Italia e le sue Regioni dovranno essere all’altezza e saper utilizzare tali fondi, anche attraverso mutamenti radicali di gestione delle risorse. La sfida che ci attende è molto alta e ne risentirà la credibilità dell’intera Europa, quella del nostro Stato e delle nostre regioni. Le Regioni sono chiamate ad uno sforzo importante per superare il guado, e sono pronte a farlo, e il loro coinvolgimento sarà fondamentale. Dalla gestione dei sistemi sanitari, al tema dei trasporti, passando per una buona programmazione ed una efficace attuazione delle politiche regionali finanziate con i fondi europei, con un’attenzione particolare al tema delle politiche integrate territoriali di sviluppo ed alla coesione sociale e territoriale, si gioca – ha concluso Tesei – la sfida per attraversare questo momento difficile, e far ripartire il Paese».

I commenti sono chiusi.