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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 23:10

Punto nascita di Spoleto chiuso, ma i conti non tornano e le stime fanno imbestialire

Nella tabella del ministero della Saluta manca Norcia. De Luca annuncia interrogazione. Possibile manifestazione in Regione

Il corteo del 13 novembre

di Chia.Fa.

I conti non tornano e le stime fanno imbestialire. Si riaccende la battaglia, forse anche con una manifestazione davanti alla Regione, per tentare di riaprire la partita al ministero della Salute sul Punto nascita di Spoleto, chiuso alla fine dell’ottobre 2020, quando il nosocomio è stato interamente convertito in Covid hospital, e mai più riaperto, malgrado le rassicurazioni anche formali arrivate dalla giunta regionale. La parola fine, almeno apparentemente, è stata scritta un mese fa, quando dal ministero della Salute è arrivato il diniego alla deroga.

Punto nascita chiuso, ma i conti non tornano  Una pratica, questa della deroga ai 500 parti annui, contestata dal consigliere Thomas De Luca (M5s), che ha diffuso la documentazione, permettendone un’analisi. Nel mirino è subito finita la tabella dei nati nel 2020, che sono reali per i 10 mesi di regolare funzionamento del reparto, mentre per i restanti due, quando il Punto nascita di Spoleto è stato chiuso, sono stimati. Il bilancio 2020 contenuto nei documento, comunque, segna 422 nati, ottanta in meno della soglia minima dei 500, non un’esagerazione, insomma, motivo per cui si spulciano i dati. Micheal Surace di Difendiamo Spoleto, per esempio, fa notare che nella tabella ministeriale mancano completamente i nati di Norcia, gran parte dei quali tradizionalmente vengono al mondo al Punto nascita di Spoleto, dopodiché denuncia che, prendendo in esame i dati Isat, all’appello mancano almeno altri 30 nati, sempre dalla stessa tabella. Se le sorti del reparto chiuso da Regione e ministero si sono giocate su poche decine di nati, le incongruenze che iniziano a emergere vanno almeno chiarite. Sempre Surace, poi, domanda: «Perché nel conto si considerano gli spoletini che decidono di far nascere i figli a Foligno e non i folignati che possono scegliere e hanno scelto il San Matteo?».

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M5s annuncia interrogazione Il carico ce lo mette De Luca, annunciando un’interrogazione in consiglio regionale per far chiarezza sui numeri: «Il parere ha una discrasia di 123 nati provenienti da comuni non ricompresi nel calcolo, molto probabilmente dai comprensori di Terni, Foligno e Perugia, ma il dato più eclatante è che la tabella del parere non prende considerazione i 30 nati di Norcia, esclusa dal bacino di riferimento del Punto nascita di Spoleto». Da qui la convinzione di De Luca, secondo cui si è «di fronte a un parere viziato dall’omissione del comune più grande della Valnerina», a conferma di come la chiusura del Punto nascita «sia una chiara scelta politica che si cerca di giustificare con calcoli oltretutto approssimativi». Da palazzo Donini nulla è stato precisato su una delle accuse principali di De Luca che, nella conferenza stampa di martedì a Spoleto, ha giudicato «un insulto il fatto che la Regione al ministero abbia definito il cratere del sisma come un’area contraddistinta da un modesto disagio orografico».

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Le stime della Regione fanno imbestialire A fare imbestialire, infine, è stata direttamente la Regione che in una nota ha scritto: «Nel 2021 i nati tra Spoleto e Valnerina, in base ai dati Istat, sono stati 313, molto inferiori allo standard di sicurezza dei 500 parti annui». Il bilancio anagrafico indicato dall’ente ha agitato moltissimo associazioni e consiglieri comunali, compresi alcuni di centrodestra che in Comune siedono all’opposizione. Il dato fornito rappresenta, infatti, la somma dei bimbi nati nel 2021 a Spoleto e nei comuni della Valnerina, sia della provincia di Perugia che di Terni, ma non tiene in considerazione l’attrattività che il Punto nascita del San Matteo ha sempre esercitato in un territorio ben più ampio. La comparazione più appropriata è probabilmente quella coi nati contati nel 2019 tra Spoleto e la Valnerina, che sempre in base ai dati Istat sono stati 339. Quello stesso anno, però, al Punto nascita del San Matteo si è di fatto raggiunta la soglia prevista dei 500 parti, precisamente 498, segno appunto che anche gestanti di Terni, Narni, Todi, Foligno e relativi comprensori hanno scelto il Punto nascita di Spoleto.

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