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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 14:41

Conte con Zingaretti, Di Maio e Speranza: «Progetto Bianconi ha creato spirito di comunità»

A Narni la prima foto di gruppo: «No ripercussioni su governo, non permettete che facciano dell’Umbria un trofeo»

Bianconi con Conte, Zingaretti, Speranza e Di Maio (Foto F.Troccoli)

«È venuto fuori un senso di comunità inaspettato in questo mese di campagna elettorale per Vincenzo Bianconi: già questa è una grande vittoria, lavorare insieme per un progetto comune». Tutti insieme a Narni nel nome di Bianconi, per la prima volta dalla nascita della maggioranza giallorossa di governo. Per parlare di finanziaria, per dire che l’esito del voto non avrà ripercussioni sul governo e, ovviamente, per cercare di dare una spinta al candidato nella difficilissima sfida di domenica contro Donatella Tesei.

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La foto Il ministro della Salute, Roberto Speranza, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, il candidato Vincenzo Bianconi, il capo politico del Movimento 5 stelle e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si sono fatti ritrarre sotto il palco, in posa. Non c’è, tra i leader delle forze di governo, Matteo Renzi, in quanto Italia viva non partecipa alle elezioni e ha disertato l’appuntamento.

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Conte: «Qui esperimento importante» «Per conoscersi – ha detto Conte – ci vuole del tempo ma già da questa manovra economica abbiamo lavorato bene, fortemente redistributiva pur in un quadro di finanze pubblico difficilissimo». Quindi l’Umbria: «Qui è in corso un esperimento importante che contiene una sfida e una progetto per l’Umbria. Bianconi – ha detto Conte – può fare bene, ha qualità, idee chiare e innovative.  È  partito tardi – ha detto Conte – ma non per questo bisogna avere paura e lui non ne ha, è coraggioso». Per lui l’auditorium si alza in piedi. Il presidente del consiglio ha anche parlato del decreto terremoto, con cui «abbiamo introdotto nuove norme, speriamo quelle finali, per le aree terremotate». Tra queste ha citato anche quelle relative allo «smaltimento delle macerie, perché – ha detto – sono sopraffatto quando vedo ancora cumuli di macerie». Agli amministratori delle terre sconquassata dal sisma ha garantito: «Ci siamo incontrati e lo faremo ancora».

Di Maio: «Bianconi terza via» Prima di lui il ministro Di Maio alla platea di San Domenico ha detto: «Non permettete che l’Umbria diventi un trofeo da agitare, per poi fregarsene da martedì. Dicono che sono uniti ma inizieranno a farsi la guerra per gli assessorati, chiedete in Sardegna e in Abruzzo quanto ci hanno messo a fare la giunta». E poi: «Bianconi è un imprenditore e parla la lingua di chi ha fatto grande questa regione. Un uomo che ha sempre lavorato e che dopo il terremoto si è rimboccato le maniche e ha messo insieme gli imprenditori, dicendo ‘ora ci devono ascoltare’, ed è anche per voi che lunedì abbiamo approvato il decreto terremoto». Prima di salutare Narni, il capo politico del M5s ha pure detto che «Bianconi non è solo l’alternativa, ma la terza via», facendo riferimento al «patto civico che permetterà a Vincenzo di scegliere i migliori per la giunta».

Zingaretti: «Con Bianconi svolta» Sul palco di San Domenico anche Nicola Zingaretti, il primo dei big ad arrivare a Narni: «Mi hanno chiesto perché siamo venuti uniti, rispondo: come poteva essere diversamente? L’Umbria è una terra di orizzonti bellissimi, culla del lavoro che è la base della vostra forza, di un popolo operoso che ha bisogno di una svolta e non c’è dubbio che questa sia rappresentata da Bianconi. L’Umbria – sono state le sue parole – ha bisogno di una svolta e la risposta è Bianconi, con lui salviamo la regione da chi dice frasi orribili». Quindi l’attacco alla Tesei per dieci anni sindaco di «Montefalco, un comune bellissimo, come Narni, ma governato male e che oggi rischia di fallire e noi dobbiamo evitare che anche l’Umbria fallisca».

Speranza: «Governo non è parentesi» Il primo a parlare all’auditorium, dopo il sindaco di Narni Francesco De Rebotti, è stato il ministro Speranza, che ha rivendicato «l’abolizione del superticket, una tassa sulla salute che nessuno pagherà più: l’esperienza di governo non è una semplice parentesi, ma un investimento strategico per il futuro, che sia un’alternativa credibile e concreta, contro le disuguaglianze sociali e Bianconi sta in questo percorso, in questa sfida ed è anche dall’Umbria che può arrivare un messaggio positivo».

 

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