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mercoledì 16 giugno - Aggiornato alle 01:03

Privatizzazioni, De Luca: «Uniamo le partecipate in una sola società pubblica»

Il consigliere del M5s: «Se la Lega vuole realmente rafforzare le aziende serve una multiutility umbra non in mano a privati»

©Fabrizio Troccoli

«Creiamo Umbria Servizi SpA, un’unica società al 100% pubblica dalla fusione di quelle esistenti. Stop alle svendite con le privatizzazioni delle Lega». Così Thomas De Luca, consigliere regionale del M5s, torna sulla questione delle società pubbliche partecipate, tornata sul tavolo della politica dopo l’annuncio della messa in vendita di quote Asm a Terni.

L’idea «Serve un’unica multiutility umbra, al 100% pubblica – spiega De Luca in una nota – con l’affidamento diretto in house della gestione delle risorse idriche, dei rifiuti e delle infrastrutture strategiche. Questa è la proposta alternativa che il M5S presenta alla destra regionale per potenziare le aziende umbre attraverso un’aggregazione in grado di trasformare l’Umbria in un modello virtuoso europeo. Se è realmente questo l’obiettivo e non il ruolo di faccendieri politici delle lobby, allora possiamo vincerlo insieme lavorando su questa strada». 

Il codice «L’art.12 della Legge 11/2013 – prosegue il consigliere – attribuisce alla Regione il compito di favorire i ‘processi di aggregazione delle gestioni esistenti nelle more del riallineamento delle scadenze delle gestioni in essere’. Bene! Che si cominci promuovendo la fusione di tre importanti aziende come Vus, Sogepu e Asm in attesa della scadenza del contratto di gestione dei rifiuti dell’ex ATI2 nel 2024. Il modello c’è ed è sempre quello di Contarina SpA nella provincia di Treviso dove tutti i comuni auto-gestiscono i propri servizi con risultati di eccellenza mondiale. In Umbria le privatizzazioni degli ultimi vent’anni hanno avuto due risultati: le tariffe idriche più alte d’Italia e una perdita negli acquedotti che si è sempre avvicinata al 40 per cento. Se questi sono i risultati di efficienza e utilità che la destra vuole portare a modello capiamo benissimo che i loro fini sono ben altri e noi siamo pronti a trasformare l’Umbria in una trincea per fermarli».

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