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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 14:25

Stroncone, candidato sindaco Serafini: «Dalle frazioni ai Prati per recuperare le tante occasioni perse»

Centrale Vascigliano, l’aspirante primo cittadino: «Fortemente contrari, siamo stati noi a informare la cittadinanza»

In vista delle elezioni amministrative del 26 maggio 2019, Umbria24.it ha rivolto cinque domande ai candidati sindaco di Stroncone.

di Marta Rosati

L’intervista a Marco Serafini candidato sindaco della lista ‘Prima Stroncone’

Il tema della sicurezza è centrale in un periodo in cui un’escalation di furti ha determinato il fiorire di comitati di cittadini per contrastare il fenomeno. Quali misure adotterebbe, se venisse eletto sindaco?

«Innanzitutto punterei su un rapporto più diretto e coordinato con la prefettura e le forze dell’ordine. Purtroppo, vista la voce grossa del vicino Sindaco di Terni, Polizia e Carabinieri sono concentrati sul capoluogo a svantaggio delle zone limitrofe. Ed io allora farò la voce ancora più grossa, del resto non ho favori da rendere a nessuno. Sicuramente va poi fatta una mappatura delle telecamere che vanno aumentate, efficientate ed ottimizzate, inserite in punti strategici, con obiettivi ad alta risoluzione che permettano di individuare non solo la targa, ma magari anche il conducente. Il comando dei Carabinieri è una risorsa importante e qualificata per il territorio, il loro operato va supportato e semplificato».

L’area turistica dei ‘Prati’ secondo alcuni cittadini è stata negli ultimi tempi trascurata e per nulla valorizzata. Cosa intende fare per la promozione di quel luogo?
«È un dato oggettivo che la zona in questione sia stata completamente abbandonata. Il problema è il solito, da decenni: coloro che hanno portato l’abbandono a questo livello, sono oggi gli stessi che ci propongono ricette per il rilancio della zona, e che improvvisamente ne hanno riscoperto il valore dopo 40 anni di treni passati. Imprescindibile è una variante urbanistica che ne permetta lo sviluppo e l’insediamento. Le squadre dei miei competitor hanno già avuto lungamente occasione di governare questo territorio tanto che oggi millantano ai cittadini una grande esperienza ma non l’hanno fatto, hanno perso credibilità».

Come crede sia possibile realizzare lo sviluppo del territorio? Lungo quali assi pianificherebbe la sua azione di governo?
«Tutti devono prendere coscienza che troppi treni, quando ce ne erano le possibilità non sono stati presi. Ora lo sviluppo del territorio passa obbligatoriamente dalla partecipazione a bandi (per lo più Europei), e per questo mi sono attrezzato con un assessorato ad Hoc, con una persona qualificata nella materia, affiancata da un team di lavoro dedicato. Nel complesso il filo conduttore deve essere sostenibilità. I nostri concittadini a riguardo hanno le idee chiare e lo hanno chiaramente esplicitate in questa campagna elettorale. Anche se qualcuno pare fare orecchie da
mercante e non voler capire».

Attiva la protesta del ‘Comitato permanente Vascigliano’ contro la realizzazione della centrale a biogas. Qual è la sua posizione in merito?

«Se non fossimo stati noi a far esplodere la questione ancora ho il dubbio di quando sarebbe stata informata la cittadinanza. Ho chiesto pubblicamente ai colleghi candidati di firmare prima delle elezioni un documento comune, che evidenzi la linea oltranzista e ostruzionistica della futura amministrazione, indipendentemente da chi vincerà.
Nessuna risposta ricevuta. Le ricordo che nella mia giovane lista siamo tutti figli di questo paese con i nostri figli che frequentano in questo paese le scuole. Può forse pensare qualcuno che a noi possa interessare far smaltire ad una
società fantasma con sede nelle Canarie 16 tir di liquami al giorni?»

Quali azioni adotterebbe nei primi 100 giorni di mandato e perché i cittadini dovrebbero votarla? Rivolga un appello agli elettori.
«Nei primi 100 giorni organizzerò una riunione per frazione per approfondire seriamente le esigenze del territorio.
In alcuni casi non servono risorse, serve solo volontà, umiltà e presenza: e penso alle inesaudite richieste delle frazioni. Facendo lavori in economia si libereranno risorse per dare un servizio ed una presenza maggiore ai cittadini. Non si può sempre lavorare in emergenza. Abbiamo già analizzato il bilancio e trovato il modo per sbloccare risorse per dare linfa al primo anno di attività amministrativa. Abbiamo un chiaro progetto di lungo periodo e l’intenzione è quella di gestire l’ente come un’azienda: efficienza, presenza e programmazione. Oggi siamo ad un punto zero: o tornare indietro di 50 anni e dare fiducia ai soliti noti che millantano promesse a destra e a manca, oppure sostenere la mia squadra giovane e propositiva, priva di alcun secondo fine e provare, tutti insieme, a far ripartire questo territorio e le sue meraviglie. Se i nostri concittadini intendono tornare indietro di 50 anni liberi di farlo. Gli altri hanno già dimostrato la loro esperienza nella gestione dell’ente, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Noi siamo i Figli di Stroncone, e non vogliamo far tornare il paese in ostaggio a certe dinamiche che poco hanno avuto a che vedere con l’interesse della collettività».

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