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venerdì 17 settembre - Aggiornato alle 22:17

Porto d’armi, proposta di legge di Verini: «Più controlli e comunicazione a familiari ed ex»

Depositata prima della morte di Youns el Boussettaoui prevede revoca anche per «segni iniziali di disturbo»

Più controlli sulla detenzione di armi da fuoco e per il rilascio e il rinnovo della licenza di porto d’armi. Lo prevede una proposta di legge depositata dal deputato Walter Verini (Pd) con firme di deputati Pd, M5s, Iv e Leu.

Revoca anche per «segni iniziali di disturbo» Il testo, che è stato presentato prima dei fatti di Voghera, ma che dopo l’uccisione del 39enne da parte dell’assessore Adriatici appare di enorme attualità, prevede che sia una commissione medica a rilasciare un certificato di idoneità psicofisica alla richiesta e al rinnovo del porto d’armi, con revoca per «segni anche iniziali di disturbi psico-comportamentali». La proposta di legge prevede, poi, anche di procedere con un incremento dei controlli sulla vendita e di estendere gli obblighi di comunicazione ai familiari. Sono escluse dal provvedimento le attività venatorie e sportive.

Comunicazione immediata a familiari ed ex «Più armi ci sono in giro meno sicurezza c’è» dice Verini, primo firmatario  della proposta di legge che «punta a rafforzare gli obblighi per informare in tempo reale familiari, ex-familiari, conviventi, ex-conviventi di chi si reca ad acquistare per esempio una pistola. Si rafforzano, intensificano e qualificano visite collegiali per attestare la piena psicoidoneità dei richiedenti. Insomma, vuole essere un contributo per far circolare molte meno armi. Con un’arma in mano, – prosegue Verini – anche liti familiari, condominiali, per strada possono degenerare in tragedia. Ci sono Paesi, come gli USA, dove la situazione è drammatica. In Italia dobbiamo intervenire – conclude – per prevenire degenerazioni pesanti della ‘giustizia privata’ e della convivenza civile».

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