Il Piano casa approderà martedì in Consiglio regionale

Con 4 voti favorevoli e tre astensioni, tra cui quella del consigliere dell’Idv, Paolo Brutti, la seconda commissione del consiglio regionale, dopo una lunga e articolata discussione, ha licenziato il disegno di legge della giunta che modifica ed integra la legge regionale 13/2009 (Norme per il governo del territorio e la pianificazione e per il rilancio dell’economia attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente), meglio conosciuta come «Piano casa».

Martedì l’approdo in aula L’atto legislativo ha tenuto conto, nel testo, di altre due analoghe proposte di legge: del consigliere Gianfranco Chiacchieroni (Pd) e del gruppo consiliare del Pdl, primo firmatario Raffaele Nevi. In questo atto legislativo, che approderà in aula martedì nel corso dell’ultima seduta del 2010 – come annuncia un comunicato della Regione – sono contenuti interventi straordinari per il rilancio dell’economia e finalizzati alla riqualificazione urbanististica, architettonica, strutturale ed ambientale degli edifici esistenti. Vengono previste diverse premialità, diversificate in base agli ambiti di intervento, mirate soprattutto alla sostenibilità ambientale relativa sia al recupero di edifici a destinazione residenziale che a destinazione produttiva.

Rometti: riqualificare il patrimonio Le finalità riguardano la riqualificazione di intere aree, comprese quelle rurali. Per l’assessore all’Urbanistica, Silvano Rometti, questo atto «tiene conto dei risultati poco significativi prodotti dal precedente Piano casa e del momento di difficoltà del settore delle costruzioni. Si è cercato di coniugare l’impostazione relativa alla programmazione del territorio con le osservazioni e le indicazioni contenute nelle altre due analoghe proposte in materia. Puntiamo alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente attraverso importanti incentivi. Si tratta di un atto importante che speriamo consentirà nei prossimi tre anni e mezzo di raggiungere risultati importanti per il miglioramento del patrimonio edilizio umbro».

Il Pdl: misure insufficienti Per Raffaele Nevi (Pdl) «pur prendendo atto che le possibilità di intervento si sono un po’ allargate rispetto a quelle previste dalla legge dello scorso anno, così com’è non ci soddisfa neanche questa nuova proposta normativa perché, nonostante una lunga discussione, è caratterizzata da restringimenti, limitazioni che non hanno tenuto conto dell’intesa stipulata a suo tempo tra il Governo e le Regioni, sottoscritta anche dall’allora presidente Lorenzetti. La volontà della giunta e della maggioranza si limita soltanto alle parole. In particolare siamo distanti per quanto riguarda l’incremento del 25 per cento della ‘superficie utile calpestabile’ (Suc) per gli interventi di demolizione e ricostruzione, dove noi chiedevamo il 35 per cento come prevede l’intesa e la possibilità di deroga per quanto concerne le altezze previste dai piani regolatori. Se ciò non avviene, il Piano casa continuerà a partorire un altro ‘topolino’ come è accaduto fino ad oggi».

Chiacchieroni: una buona sintesi Soddisfatto, invece, del lavoro svolto dalla Commissione, il presidente Gianfranco Chiacchieroni, per il quale «l’atto della Giunta regionale è una buona sintesi che ha tenuto conto delle altre due proposte. E’ stato portato avanti un lavoro dove non è mancato coinvolgimento e partecipazione di tutte le parti interessate. Una volta avuto il via libera dell’Aula, questa legge potrà essere meglio applicata dai Comuni. Sono certo che si potranno raggiungere importanti risultati perché questa legge contiene molteplici elementi utili alla riqualificazione edilizia ed urbanistica del territorio». La discussione della legge in commissione si è svolta in sede referente, quindi potranno essere apportati emendamenti direttamente in aula dove i relatori saranno Gianfranco Chiaccheroni per la maggioranza e Raffaele Nevi per la minoranza.

L’Idv: una maldestra arlecchinata L’Idv invece minaccia battaglia. Il consigliere Brutti infatti si è astenuto sostenendo che quella in discussione è «una legge pasticciata che, se resterà tale, difficilmente otterrà il nostro voto». «In realtà – spiega l’esponente dell’Idv – si tratta di una serie di deroghe ai piani regolatori e di ulteriori aumenti delle cubature e delle altezze, anche nelle aree di pregio e in quelle agricole. Il ruolo dei Comuni viene depauperato, circoscritto a un silenzio-assenso che fa venire meno la loro potestà sugli equilibri del territorio. Si seguita a intervenire – aggiunge – con misure di emergenza su materie delicatissime che avrebbero, semmai, bisogno di leggi organiche e di testi unici. Queste considerazioni – precisa Brutti – hanno impedito un nostro voto positivo in Commissione. E quando la legge approderà in Consiglio cercheremo di ridare forma a una maldestra arlecchinata, cercando di restituire ai Comuni e ai loro piani regolatori la potestà sulle edificazioni. Va impedito – conclude Brutti – che l’edilizia residenziale si impossessi di ulteriori territori agricoli e va combattuta una logica di soprelevazione degli edifici esistenti a danno del paesaggio rurale, uno dei valori fondamentali dell’Umbria».

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