Il summit di questa mattina in prefettura (foto F.Troccoli)

Le istituzioni «ci sono» e ogni sforzo verrà compiuto perché Perugia «riacquisti serenità in un vivere civile». Dalla riunione tecnica di sabato mattina a Perugia arriva un messaggio rassicurante. Intorno al tavolo del prefetto Enrico Laudanna si sono seduti i rappresentanti delle istituzioni locali, dal sindaco alla presidente della Regione, il vicecapo della polizia, Francesco Cirillo, il direttore del Servizio analisi criminali, Adolfo Fischione, il capo ufficio Economia e sicurezza della Guardia di Finanza, Giovanni Padula, il direttore del servizio centrale operativo della polizia, Gilberto Caldarozzi, e il generale Gaetano Maruccia del comando generale dell’Arma.

Più uomini e mezzi Un vertice che si è tenuto dopo l’omicidio, la settimana scorsa, di Luca Rosi, ucciso durante una rapina nella villetta dei genitori alla periferia della città. D’intesa con il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, vi hanno partecipato i sottosegretari De Stefano e Giovanni Ferrara. «Perugia – ha sottolineato De Stefano – è una città considerata modello per la sua vivibilità. Non si può permettere che ci sia una situazione di degrado e le istituzioni faranno tutto il loro dovere. Si adopereranno perché torni nei cittadini un senso di fiducia». Alla stampa, incontrata al termine del vertice, non sono state spiegate le misure concrete delle quali si è discusso nel corso della riunione. «Saranno decise – ha detto il prefetto – in una successiva riunione operativa e tecnica». Tra le ipotesi più probabili c’è comunque quella di un potenziamento di uomini e mezzi.

Giustizia per Luca La presidente Marini ha ringraziato il ministro e i sottosegretari «per avere raccolto le istanze della comunità regionale e della città di Perugia di fronte a un gravissimo episodio». «Quella di oggi – ha aggiunto – è stata una riunione molto importante. C’è grande fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. Speriamo in risultati che restituiscano forze e fiducia alla comunità e diano giustizia alla famiglia di Luca Rosi». Il sindaco Boccali ha evidenziato la richiesta da parte della comunità di «un impegno straordinario dopo un fatto così grave che l’ha ferita». Ha quindi ricordato di avere sollecitato già in passato un «impegno costante e rigoroso da parte di autorità giudiziaria e forze di polizia contro le emergenze rappresentate dallo spaccio di droga e dalla sfruttamento della prostituzione». «C’è convinzione – ha proseguito – in risultati che diano tranquillità». «Ci avete restituito fiducia» ha concluso il sindaco rivolto ai rappresentanti delle istituzioni nazionali.