di Daniele Bovi
«Una spesa troppo elevata se rapportata a quello che viene fatto». Martedì pomeriggio sul tavolo della nuova commissione che si occupa della revisione della spesa, assai contestata dalle opposizioni, sono planati i conti del settore cultura di palazzo dei Priori, illustrati quasi punto per punto dal dirigente del settore Silvio Cipriani. In tutto le uscite ammontano a 3,9 milioni di euro, troppi secondo l’assessore alla Cultura Teresa Severini «se rapportati a quanto viene fatto». Insieme a lei al tavolo si sono seduti il responsabile della commissione, l’assessore Francesco Calabrese, e i colleghi Michele Fioroni, Edi Cicchi e Dramane Waguè.
I conti Severini mette nel mirino la Sistema Museo, ovvero la coop che si occupa di gestire strutture e mostre, la cui presenza nel settore l’assessore giudica «eccessiva». Fioroni chiede di analizzare in profondità i conti della titolare dell’appalto di gestione dei servizi musei (138 mila euro), capendo il rapporto tra ricavi e costi. Una lunga discussione è stata poi fatta su ‘Viva Perugia’, l’opuscolo mensile con tutti gli appuntamenti della città venduto in molti angoli di Perugia: 92 mila euro il valore complessivo generato da questa voce tra entrate e uscite. Le entrate sono rappresentate dalle 5 mila copie stampate e vendute al costo di un euro e dalla pochissima pubblicità, mentre i costi dal dipendente che lo impagina e dalla distribuzione. Fioroni ha proposto di metterlo interamente online anche se i dubbi su un’operazione del genere ci sono, dato che non si intercetterebbero tutte le fasce interessate come quella degli anziani ad esempio.
Viva Perugia «Oggi con la crisi – ha detto Cipriani – lo squilibrio è di circa 20 mila euro, mentre negli anni scorsi ne incassavamo 20 mila». ‘Viva Perugia’, ha spiegato Severini, sarà comunque rivisto nei prossimi mesi. La voce «corrispettivi prestazioni» invece, 208 mila euro (nel 2013 erano 50 mila in più), è quella che riguarda il finanziamento delle attività come, ad esempio, FareNight, gli eventi invernali o il concertone di San Lorenzo che in tutto costava 50 mila euro, interamente finanziati dagli sponsor. E proprio sul meccanismo delle sponsorizzazioni si è concentrata buona parte della discussione. Elargizioni peraltro in calo nel 2014, tanto che Fioroni con una certa ironia sottolinea che «sono scomparsi i mecenati, anche se i nomi di alcuni sponsor che non ci sono più mi fanno pensare».
Sponsor Secondo quanto riferito da Cipriani, all’inizio di ogni anno il sindaco inviava una lettera ad un blocco di potenziali investitori, poi l’assessore presentava i programmi e gli sponsor decidevano quali eventi finanziare. A far discutere inoltre sono i 55 mila dati a una cooperativa e relativi alla «convenzione servizi museali e di comunicazione web e social network per iniziative culturali». «Una cifra molto alta» secondo Fioroni per una convenzione che, inoltre, ha una scadenza lontana (31 gennaio 2016).
Tsu Da ultimo, oltre alla gestione dei due Infopoint che costa 138 mila euro e nei quali lavorano cinque persone, è stata posta l’attenzione sui 300 mila euro concessi annualmente al Teatro stabile dell’Umbria: «C’è efficienza – chiede Fioroni – nella gestione di questa spesa? Il Teatro presenta ogni anno un piano di promozione?». «Non credo – ha concluso Calabrese – che si scatenerebbero manifestazioni di piazza se si rivedesse il contributo mantenendo alta la qualità della programmazione».
