di Daniele Bovi
Ha scelto una renziana come coordinatrice della sua segreteria il nuovo segretario del Pd di Perugia, Francesco Giacopetti, che venerdì sera nel corso dell’assemblea comunale del partito ha annunciato i nomi della sua squadra e ha chiesto di far partire «fin da subito un dibattito sulla città». Una segreteria dove si nota chiaramente il peso dei renziani, a partire proprio dalla già citata coordinatrice della segreteria, ovvero Lavinia Pannacci eletta anche all’assemblea nazionale. Giacopetti, cuperliano, di fronte all’assemblea prima di rendere noti i nomi ha detto che il suo impegno è stato quello di «costruire un gruppo dirigente largo e plurale». Francesco Alessandri è il responsabile dell’organizzazione, Marco Tomassini del tesseramento, Moreno Conti dei circoli mentre Enzo Santucci è il tesoriere.
I nomi Scorrendo i nomi nella squadra del nuovo segretario compaiono Luigina Abbenate (una di quei civatiani decisivi per l’elezione di Giacopetti), Catia Baroni, Sarah Bistocchi, Nicola Casagrande, Andrea Castellani, Francesco Rossi, Livio Giannini, Michela Giulietti, Andrea Mencarelli, Paolo Pammelati, Maurizio Pascolini, Irene Rapastella, Maria Gabriella Suella e Andrea Tafini. Presidente dell’assemblea è Fabrizio Bottoni, mentre i vice sono Paola Meattini e Renzo Campanella. Membri di diritto la coordinatrice delle Democratiche Tiziana Capaldini, il segretario dei Giovani democratici Alessio Persichini e il capogruppo comunale Francesco Mearini.
Percorso nuovo «Iniziamo stasera un percorso nuovo – ha detto Giacopetti – , che ci vedrà impegnati in sfide complicate e appuntamenti importanti». Tra meno di sei mesi ad esempio oltre 60 comuni della regione andranno al voto, Perugia compresa e la partita si annuncia tutt’altro che semplice. Ecco perché il segretario chiede di aprire un dibattito ampio sulla città fin da gennaio e che abbia tra i suoi punti più importanti il capitolo Università: «Nelle prossime settimane serve aprire una riflessione approfondita – ha detto – intorno al calo vertiginoso e preoccupante delle immatricolazioni all’Università di Perugia».
Rinnovamento Una riflessione, non solo sull’Università, che dovrà necessariamente tenere conto di quanto successo l’8 dicembre scorso: «Il segnale che le primarie dell’8 dicembre ci hanno consegnato – ha spiegato Giacopetti – è la voglia di cambiamento e di rinnovamento, sì anche delle persone, ma prima di tutto delle idee, del modo di intendere e di fare politica e di guardare al bene comune». Giacopetti ha affrontato anche il tema delle primarie, spiegando che è ora di «abbassare i toni», di «toglierci le casacche che abbiamo limpidamente indossato» e di non «stiracchiare anche il dibattito intorno alle primarie. Sono nel nostro Dna, facciamole se utili a rafforzarci, ma non brandiamole per rese dei conti tutte interne al partito».
Tafazzismo Anche perché «faremmo tafazzismo se sublimassimo i nostri mal di pancia sulle amministrazioni». Al centro del dibattito dovranno esserci poi anche i temi del decentramento, dell’autonomia del partito e pure della candidatura di Perugia a Capitale europea della cultura 2019. Infine, la rassicurazione di non avere nel mirino altri obiettivi, di non voler usare la segreteria come trampolino: «Non userò questo incarico – ha detto – per altri fini: sono stato eletto per fare il segretario di Perugia, ed è questo che voglio fare».
Twitter @DanieleBovi
