Un gazebo allestito per le primarie (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

L’ala sinistra della coalizione tenta la prova di forza con il Pd. Obiettivo, cercare di spostare più in là, possibilmente a fine marzo, le primarie che il regolamento del Partito democratico provinciale settimane fa ha fissato per il 2 marzo. Dall’incontro pubblico tra Pdci, Sel, Sinistra per Perugia e Rifondazione che si è tenuto sabato pomeriggio a Ponte San Giovanni la linea indicata è stata infatti questa. Convocata per discutere delle primarie di coalizione e di un possibile candidato unitario da opporre a Boccali e Fioroni, le carte sulla tavola dell’assemblea sono cambiate con il comunicato del Pd di venerdì sera in cui si invita a fare chiarezza in tempi brevi e dove si ribadisce che si voterà il 2.

Slittamento La discussione sul possibile candidato alternativo è così rimasta sullo sfondo, mentre centrale è diventata la questione della data del voto. Con solo pochissimi giorni a disposizione organizzare una campagna diventa impresa improba. Alcuni hanno anche ipotizzato di disertare l’incontro di coalizione fissato per le 9.30 di domenica mattina, con il rischio però di dare l’impressione di mettersi fuori da essa. Alla fine, così, è prevalsa l’idea di provare a battere i pugni sul tavolo e ottenere uno slittamento. La questione è complessa: se Fioroni preferisce il 9 marzo, Boccali (che lunedì mattina terrà una conferenza stampa sulla sua candidatura) e la segreteria comunale ribadiscono che la data scelta è quella del 2. Una data che ovviamente avvantaggia il sindaco uscente, mentre la sfidante avrebbe pochi giorni a disposizione per far passare i suoi messaggi.

Primarie «Ma la data delle primarie – scrive Boccali sul suo profilo Facebook -, non è stata votata all’unanimità dall’assemblea? Non abbiamo aderito tutti ad un partito basato sul rispetto delle regole? Voglio stare in un partito contendibile, ma non acquistabile». Per cambiare il regolamento ci sarebbe bisogno di un voto in assemblea, e al momento pare difficile che in piena campagna per le primarie si dia vita ad un altro passaggio potenzialmente carico di tensioni. «In questo momento – ha detto sabato mattina il segretario provinciale del Prc Enrico Flamini in una conferenza stampa a Perugia – dobbiamo pensare ai punti programmatici e valutare la possibilità che ci sia una candidatura unitaria della sinistra».

No agli ultimatum Non è un mistero però che dentro Rifondazione (così come dentro Sel) Flamini e il segretario regionale Della Vecchia siano più tiepidi sull’ipotesi primarie, mentre all’assessore Stefano Vinti l’idea del candidato di tutta la sinistra piace. «Il nostro obiettivo strategico – continua Flamini – è continuare a governare Perugia». Dal punto di vista programmatico il segretario spiega che il lavoro è ancora da portare avanti («il quadro non è del tutto sufficiente») anche se «passi in avanti sono stati fatti». Riguardo alla data delle primarie Flamini sottolinea che «c’è tempo, visto che in altre città si fanno il 9 o il 16. Le primarie devono essere di coalizione ed è la coalizione stessa a doverne decidere le modalità». Poi si toglie un sassolino dalla scarpa: «Di fronte agli ultimatum del Pd – osserva – dico che ogni volta che abbiamo chiesto un confronto ci è stato detto che non c’era il segretario comunale, quello provinciale, quello regionale». Insomma, se i tempi si sono allungati «dipende dalle loro beghe interne».

Programma Sabato mattina Rifondazione ha messo sul tavolo anche un documento programmatico da condividere con gli alleati. Tanti i punti sui quali sviluppare la discussione, da una riorganizzazione della macchina comunale (puntando anche su semplificazione e decertificazione) alla difesa dei beni comuni, dalla richiesta di un bilancio veramente partecipato insieme ai territori ai diritti civili, dal «piano sociale e del lavoro» ad uno per il centro storico. Un centro che per Emiliano Pampanelli, capogruppo Prc, «non va militarizzato. Servono – ha detto – azioni di intelligence da parte delle forze dell’ordine». Fra le proposte un rilancio dei negozi di prossimità e dei cinema, oltre che convenzioni con Sipa e con i teatri per la riduzione dei costi del parcheggio.

Twitter @DanieleBovi

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