Per il momento, niente Consigli territoriali di partecipazione. La commissione Affari istituzionali del Comune di Perugia infatti venerdì ha respinto (5 i sì e 8 i no) l’ordine del giorno, presentato dal dem Francesco Zuccherini insieme a Giuliano Giubilei, con cui i due chiedono di dare vita a degli organismi in grado di creare, dopo l’abolizione delle circoscrizioni, «nuove forme di partecipazione per la città». Il tema era stato discusso anche la scorsa settimana con l’intervento sia della giunta che degli uffici tecnici i quali, sulla base di un’analisi fatta anni fa relativamente a una proposta simile, avevano parlato di un possibile aggravio di costi per le casse comunali pari a circa 200 mila euro.
Proposta bocciata La seduta si era conclusa con la richiesta di una riflessione ulteriore sul tema per volontà degli stessi proponenti, che anche oggi hanno ribadito come l’atto intenda essere un atto di indirizzo, partecipato da tutti i consiglieri, volutamente generico nel suo testo proprio per lasciare spazio ai diversi contributi. La maggioranza ha però chiesto ancora una proposta più dettagliata e completa sulla quale confrontarsi, in grado di permettere valutazioni più concrete e attente, soprattutto in considerazione dei costi di realizzazione prospettati. Sempre dai banchi della maggioranza è stato sottolineato che i consigli finirebbero per diventare un ente intermedio fra i cittadini e il consiglio, sminuendo così il ruolo dell’aula.
Andiamo avanti «Siamo purtroppo costretti a constatare che, in maniera molto demagogica, il centro destra – commenta Zuccherini – non vuole discutere di questi argomenti in maniera costruttiva. Molti territori periferici, ma anche quelli alle porte della città, sono in difficoltà e non riescono a interagire con l’amministrazione, dai più semplici ma importanti problemi di manutenzione ai più impattanti progetti in capo alla giunta Romizi». «Non ci fermeremo qui – conclude il consigliere dem – attiveremo i territori e andremo a presentare la nostra proposta, la concerteremo con i cittadini e, alla fine di questo iter di ascolto e partecipazione, presenteremo di nuovo la nostra proposta al Comune, al fine di dotare anche la nostra città di questo importante e non più rinviabile strumento di partecipazione».
