L'assessore al Bilancio Livia Mercati
L’assessore al Bilancio Livia Mercati
L’assessore al Bilancio Livia Mercati

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Il Pdl attacca, il Comune di Perugia si difende. Materia del contendere i rilievi della Corte dei conti dell’Umbria, pubblicati da Umbria24, al bilancio di previsione 2012 di palazzo dei Priori. Secondo la magistratura contabile ci sono 131.242 euro di spese di troppo per studi, incarichi di consulenza, relazioni, convegni e altro. Il tetto è stabilito dalla manovra finanziaria 2010 e le eccedenze, secondo la magistratura, riguarderebbero l’articolo 6 («Riduzione dei costi degli apparati amministrativi») e in particolare i commi dal 7 al 10 e dal 12 al 14.

I RILIEVI DELLA MAGISTRATURA

I rilievi Secondo quanto scritto nel testo della finanziaria 2010, la spesa per studi e incarichi di consulenza non deve essere superiore al 20% di quella sostenuta nel 2009; stesso tetto per «relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e spese di rappresentanza». Nessun esborso poi può essere fatto per sponsorizzazioni mentre per quanto riguarda le missioni, queste devono essere «indispensabili» e comunque per finanziarle non si deve superare il 50% di quanto speso nel 2009; percentuale identica anche per la formazione. Da ultimo il comma 14 impone di spendere non più dell’80% di quanto speso nel 2009 per «l’acquisto, la manutezione e il noleggio» di autovetture.

Il Comune si difende Da parte sua il Comune, con una nota dell’amministrazione, spiega che «nel bilancio di previsione 2012 – è scritto – la riduzione complessiva delle spese di funzionamento è stata rispettata. Soltanto la voce relativa alle auto è superiore, sostanzialmente per incrementi fisiologici dovuti al rialzo del prezzo della benzina, all’aumento dell’Iva, al costo delle assicurazioni, al fatto che il parco auto è vetusto e quindi necessita ogni anno di una sempre maggiore manutenzione». Insomma, le spese in più sarebbero da imputare solo ai costi aumentati per la manutenzione di un autoparco vecchio e a quelli come benzina, assicurazioni e Iva che l’amministrazione non può controllare.

Una piccola cifra Palazzo dei Priori puntualizza poi che la cifra è comunque piccola: «Bisogna osservare che si parla di 131 mila euro – prosegue la nota – su un bilancio di 342 milioni. Una cifra piccola, nel contesto del bilancio comunale, ma che certamente sarà oggetto della dovuta attenzione, in linea con le politiche di razionalizzazione della spesa che il Comune è impegnato a perseguire». Da ultimo poi l’amministrazione tiene a precisare che «la Corte costituzionale ha specificato che la legge statale non può imporre limiti diretti sulle singole tipologie di spesa, altrimenti lederebbe l’autonomia dell’ente. Considerando il bilancio nel suo complesso, si riscontra una situazione sana, fermo restante l’impegno a controllare minuziosamente tutte le singole voci di uscita».

Il Pdl: chi ha sbagliato paghi L’opposizione invece carica il fucile e, tramite una nota firmata dal gruppo del Popolo delle libertà, chiede che «chi ha sbagliato paghi».  Riferendosi ai 131 mila euro di troppo il Pdl parla di una «eccedenza inopportuna e particolarmente odiosa – è scritto – in un momento storico in cui si chiamano i cittadini a fare grandi sacrifici, sottoponendoli ad una pressione fiscale opprimente. Il gruppo del PdL chiede con forza che chi ha consentito che fossero spesi soldi pubblici in sovrappiù – tra l’altro recando un nuovo danno all’immagine dell’ente pubblico Comune di Perugia – venga chiamato a risponderne. E, dopo le opportune verifiche, a pagare per l’errore commesso».

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