di D.B.
Attenzione a costi e ricavi, report semestrali da inviare agli uffici comunali, comunicazioni tempestive su eventuali situazioni di difficoltà, contenimento della spesa per il personale. In sintesi sono questi gli indirizzi alle aziende partecipate che la giunta comunale ha approvato nella seduta di mercoledì. Linee guida che poi le diverse società dovranno adottare con propri provvedimenti. Il pacchetto di misure è diversificato a seconda delle diverse realtà. A farmacie Afas, Minimetrò spa, Gesenu, Umbra Acque, Gesenu e Umbria mobilità si chiede di «concorrere alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica attraverso la sana gestione dei servizi e secondo criteri di efficienza economico finanziaria».
Partecipate Un obiettivo da raggiungere attraverso controlli attenti delle dinamiche legate a costi, ricavi, incassi e pagamenti; comunicazione tempestiva di eventuali difficoltà e soluzioni per farvi fronte e invio a palazzo dei Priori dei piani pluriennali e dei bilanci annuali. Per tutte poi, tranne che per Afas per i motivi di cui poi si dirà, ci sono delle misure volte al contenimento dei costi per il personale. Al lavoro flessibile, fatta ovviamente salva la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato (purché la cifra sia al massimo il 50 per cento di quanto speso nel 2009) si potrà ricorrere solo in casi eccezionali e comunque per non più di 36 mesi; in caso di necessità poi si dovrà ricorrere prioritariamente alla mobilità tra aziende mentre per quanto riguarda la contrattazione di secondo livello, bisognerà contenere le spese.
CONSIGLIO E GABINETTO DEL SINDACO, TAGLI DA 200 MILA EURO
Afas Caso diverso quello di Afas, dato che si tratta di una società che opera nel settore farmaceutico. Il personale potrà pesare non più del 20 per cento dei ricavi («dato in linea rispetto a realtà similari», sottolinea la giunta) e i dipendenti ogni ora non potranno essere più di tre. Anche per Afas però vale l’obbligo di contenere gli esborsi per la contrattazione di secondo livello. Sempre mercoledì poi la giunta ha approvato l’atto che modifica il protocollo, sottoscritto negli anni scorsi tra Comune, Regione e Provincia, sulle agevolazioni tariffarie a favore degli studenti universitari che utilizzano mezzi pubblici.
Sconti Complessivamente le risorse a disposizione salgono a 153 mila euro: 95 mila euro, relativi al 2014, li verserà la Regione entro giugno, 29 mila sono stati già versati da palazzo Donini e altri 14 mila a testa saranno messi sul tavolo da Comune e Provincia. Via libera poi anche al progetto per i lavori di completamento del frangisole al Santa Giuliana, che tra poco più di due mesi ospiterà il palco principale di Umbria Jazz. I lavori, finanziati attraverso il Puc2, ammontano a 28 mila euro e l’ok è arrivato sia da parte della Soprintendenza che da parte della Commissione comunale per la qualità architettonica.
Ok al rendiconto Niente approvazione invece, a differenza di quanto ipotizzato nei giorni scorsi, per il bilancio di previsione 2015. L’esecutivo si prende qualche altro giorno per capire come far quadrare i conti mentre in consiglio, mercoledì mattina, è stato dato l’ok (con i soli voti della maggioranza) al rendiconto 2014, chiuso con un disavanzo tecnico (legato al riaccertamento dei crediti, ovvero dei cosiddetti residui attivi) di 34,6 milioni di euro. Soldi che, grazie al recente decreto del governo, saranno ‘spalmati’ in 28 annualità. «Il patto di stabilità – ha spiegato la giunta in aula – è stato ampiamente rispettato, anche se permane la difficile situazione di liquidità dell’Ente che ha chiuso l’esercizio con un’anticipazione di tesoreria per circa 16,8 milioni di euro, valore che comunque è in miglioramento rispetto ai 22 milioni dello scorso esercizio 2013».
Il dibattito Nel corso del dibattito l’opposizione ha ribadito, così come fatto in commissione, la netta contrarietà al rendiconto: «Un’amministrazione consapevole – è stato detto dai banchi del Pd – avrebbe dovuto agire con maggiore ampiezza di vedute per ridare respiro all’economia della città. Al contrario si è preferito tagliare i servizi erogati, incidendo in maniera pesante sulle fasce più deboli della popolazione». Il M5S ha invece sottolineato «le stesse criticità che da tanti anni contraddistinguono l’Ente perugino», come la copertura delle spese tramite il ricorso alle entrate straordinarie, l’abuso dell’anticipazione di cassa e l’eccessivo impatto delle spese per il funzionamento. «A fronte di queste problematiche – hanno detto i pentastellati -, anche la nuova Amministrazione ha fatto mancare quelle azioni concrete che sarebbero state necessarie per reagire ad una precaria situazione». Compatta invece la maggioranza: «Non si poteva fare di più» hanno detto i consiglieri, anche se per il futuro «serve un cambio di passo sulla lotta all’evasione fiscale, l’ampliamento della base impositiva e la ricognizione del patrimonio dell’Ente per valutare gli immobili alienabili».
Twitter @DanieleBovi
