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martedì 7 febbraio - Aggiornato alle 12:44

Perugia e cliniche private, Tesei riceve un pezzo di maggioranza. I punti messi sul tavolo

Alcuni dei capigruppo in consiglio comunale a colloquio con la presidente sul dossier riequilibrio

Palazzo Donini, sede della giunta regionale

di Daniele Bovi

Per ora trapela un’istituzionale «soddisfazione», che andrà verificata nel giro di un mese alla luce delle decisioni che, se la Regione rispetterà quanto promesso, verranno prese dalla giunta. Martedì mattina come da programma i capigruppo di maggioranza del Comune hanno incontrato la presidente Donatella Tesei sul tema – caldissimo – delle cliniche private.

LA REGIONE E LA MOSSA DEL RIEQUILIBRIO

IL COMUNICATO MAI SPEDITO AI GIORNALI

La riunione Dall’altra parte del tavolo la maggioranza, o meglio un pezzo di maggioranza, guidata dal presidente dell’assemblea Nilo Arcudi: assenti, per precisa scelta, Francesca Renda di Tesei presidente, Francesco Vignaroli di Progetto Perugia e Massimo Pici di Perugia civica. Ossia quei capigruppo che, giorni fa, non hanno firmato il comunicato (mai spedito ai giornali) in cui si chiede alla giunta regionale di non danneggiare le cliniche private perugine data l’intenzione di procedere con l’ormai famoso «riequilibrio», mossa decisa dalla Regione dopo l’inevitabile stop al progetto stadio-clinica proposto dal patron della Ternana Stefano Bandecchi.

IL NO DELLA CONFERENZA DI SERVIZI

PODCAST: CICLONE BANDECCHI E L’AFFARE STADIO-CLINICA

Il derby Scivolare in un clima da derby è, come comprensibile, facilissimo e pericolosissimo ma in questo caso non ballano solo tre punti bensì milioni di euro pubblici, gli interessi di aziende private e delle forze politiche che se ne fanno carico. L’Umbria infatti ha già superato la soglia di posti letto accreditati ogni mille abitanti, e quindi una delle ipotesi è che il riequilibrio possa concludersi con un ridimensionamento di Perugia. Dalla sua la Regione, in un clima che viene giudicato dai presenti positivo, ha assicurato che le valutazioni – ovviamente – saranno fatte solo tenendo conto dei parametri previsti dalle norme.

LA REGIONE E LA CONVENZIONE

I punti Stando a quanto trapela i capigruppo hanno però fatto notare una serie di aspetti come il maggior numero di posti letto, in rapporto alla popolazione, presenti in provincia di Terni, il rischio di chiusure e licenziamenti connesso alla possibile diminuzione delle risorse, un’offerta adeguata nell’Usl Umbria 2 (che si traduce in un’occupazione di posti letto più bassa), le cifre della mobilità passiva (più altre nell’Usl 1) e così via. Da qui a un mese se ne capirà di più.

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