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domenica 22 maggio - Aggiornato alle 20:10

Perugia, congresso Pd: il partito spaccato si affida alle ‘cure’ del dottor Cristofani

I diversi fronti decidono di evitare l’ennesima conta per la segreteria e optano per una soluzione unitaria

Sauro Cristofani (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Danele Bovi

Sull’homepage del suo sito il dottor Sauro Cristofani spiega di aver sempre offerto ai suoi pazienti «le soluzioni più innovative»; capacità a cui dovrà far ricorso senza dubbio a partire da febbraio, quando prenderà in mano il Pd di Perugia. In un partito perugino spaccato e indebolito su più fronti, infatti, alla fine a spuntarla per la segreteria è una vecchia conoscenza come Cristofani. Il 30 gennaio l’assemblea rappresenterà l’ultima tappa del percorso congressuale e quel giorno, sul tavolo, ci sarà solo il nome di Cristofani.

Chi è Classe 1959, una laurea in Medicina e di professione dentista, Cristofani da qualche anno non è più sotto i riflettori della cronaca politica quotidiana. Ex Margherita, lettiano della prima ora, nel corso della sua carriera ha scalato diversi gradini del cursus honorum politico: consigliere dell’VIII Circoscrizione dal 1980 al 1990, dal 1990 al 1995 consigliere comunale di Perugia e poi, fino al 2004, assessore. Dal 2006 al 2009 inoltre è stato anche membro della giunta provinciale, mentre nel corso dell’ultimo congresso regionale, poi vinto da Tommaso Bori tra mille polemiche, si era schierato con Massimiliano Presciutti.

La soluzione Cristofani è saltata fuori nel quadro di un partito diviso, indebolito anche da una forte riduzione dei tesserati rispetto al passato. Da una parte, a partire dal segretario regionale Bori, c’era il fronte schierato con Sarah Bistocchi, dall’altra la principale soluzione alternativa era quella che portava a Marco Hromis, segretario del circolo di San Sisto; con meno chance l’opzione C, ovvero il bis del professor Paolo Polinori. La fumata bianca è arrivata nella mattinata di giovedì nel corso di un incontro tra le diverse parti in causa.

Le sfide Cristofani dovrà affrontare delle sfide complesse: in primis la rivitalizzazione e riorganizzazione del partito, chiamato anche a riallacciare i fili con i pezzi di società e di città che nel frattempo hanno iniziato a guardare altrove; nel 2024 ci saranno le comunali in cui i dem punteranno a riconquistare il capoluogo di Regione; prima ancora, al massimo nel 2023, le politiche e quindi le candidature in un quadro in cui all’Umbria saranno riservati non più 16 posti in Parlamento ma soltanto 9. A breve poi ci sarà da comporre la segreteria che – visto lo schema unitario e la volontà di evitare l’ennesima conta – dovrà tenere per forza dentro tutti.

I commenti In un breve comunicato Cristofani spiega di essere «consapevole della grande responsabilità che mi sono assunto accettando di candidarmi a mettermi alla testa di una nuova fase del Pd a Perugia, e lavorerò nella direzione di una sempre maggiore attenzione ai grandi temi che investono il futuro della città e dei cittadini e di una spinta al ruolo dei democratici nell’immaginare un nuovo orizzonte di crescita e sviluppo». Polinori parla dell’opzione Cristofani come dell’«approdo di un percorso di costruzione intorno al progetto di un Pd aperto e plurale che portiamo avanti, insieme alle segreterie regionale e provinciale, dalla scorsa estate». Per Bori il compito del Pd è «favorire l’incontro intorno alle idee e non lo scontro sulle persone. Il risultato è una larghissima convergenza, che non è unanimismo di facciata ma è volontà di superare schemi divisivi e rafforzare la comunità e il suo progetto».

Twitter @DanieleBovi

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