Un momento della conferenza stampa

di Daniele Bovi 

Una “migrazione” messa in conto. Così l’amministrazione comunale di Perugia ha parlato lunedì dello spostamento di alcuni fenomeni criminali ma anche di disagio sociale dalla zona di Fontivegge, dove per tre mesi è stata in funzione la cosiddetta Zona rossa, a quella di Madonna Alta. Del tema si è parlato a Palazzo dei Priori dove la sindaca Vittoria Ferdinandi ha fatto il punto sul tema della sicurezza in città insieme al consigliere delegato Antonio Donato, alla comandante della municipale Nicoletta Caponi e all’assessore Fabrizio Croce. 

Ferdinandi Un appuntamento che la giunta ripeterà probabilmente nel giro di 3 o 6 mesi «così da dare conto ai cittadini» ma anche «per smarcarci – ha detto la sindaca –  da una demagogia furiosa e senza limiti da parte delle opposizioni: basta con narrazioni comiche che vorrebbero colpire la maggioranza ma che in realtà danneggiano solo la città». La sindaca ha voluto sottolineare che il Comune «ha fatto la sua parte e anche di più», e che «non c’è alcuna contrapposizione con lo Stato: il Comune è lo Stato e collabora per garantire la sicurezza in città». Un esempio è la Zona rossa, per la quale sono state messe a disposizione 58 pattuglie della municipale: «Senza la nostra polizia locale – ha detto Ferdinandi – non si sarebbe neanche potuta realizzare».

Madonna Alta Quanto alla questione di Madonna Alta, «è stata una delle zone che più ha sofferto» dello spostamento di alcuni fenomeni, con una criminalità che «si è incistata su vuoti urbani come la Piramide: qui – ha sottolineato Ferdinandi – fino a quando non porteremo presidi sociali interverremo con delle cancellate; abbiamo trovato intere famiglie rom che dormivano, spacciatori, ragazzi che fumavano crack e un ritorno preoccupante dell’eroina». 

I numeri Al centro della conferenza stampa i dati dell’estate, con un focus sul centro dove gli ultimi tre mesi sono trascorsi senza particolari problemi.  Nel periodo giugno-settembre sono stati registrati 238 interventi in tema di sicurezza urbana e decoro, 177 controlli su immobili, 55 controlli su locazioni abitative e 938 accertamenti conseguenti a esposti dei cittadini. La municipale ha identificato 560 persone, svolto 448 turni di servizio per ordine pubblico, effettuato 590 controlli stradali in orario serale e notturno e preso parte a 100 interventi presso fiere e mercati. Altri numeri forniti includono l’accertamento di 20mila violazioni al codice della strada, 389 interventi per incidenti stradali, 155 controlli presso pubblici esercizi, 4827 pratiche anagrafiche evase, 40 esecuzioni di trattamenti sanitari obbligatori e 366 controlli del commercio su aree pubbliche.

Gli informatori civici In centro l’amministrazione ha puntato sui cosiddetti informatori civici come presidio di prossimità: «Non forze repressive – ha detto la sindaca – ma presidi di prossimità che fanno sentire la presenza del Comune in orari sensibili: occhi in più di intervento su gestione complessa». Durante la sperimentazione gli informatori hanno svolto 56 interventi di dialogo e mediazione per evitare degenerazioni, di cui 55 risolti positivamente; hanno effettuato 48 segnalazioni di criticità legate a sicurezza e decoro, delle quali 43 sono state risolte; e hanno svolto 143 attività di supporto e informazione a cittadini, turisti e attività commerciali. Il servizio, stando al bando del Comune pubblicato giorni fa, ripartirà a novembre e andrà avanti fino a gennaio. In generale Donato ha sottolineato che «dobbiamo prevenire e mettere degli occhi qualificati nelle piazze, senza approcci securitari e repressivi ma di dialogo».

Gli interventi Sulla parte operativa, l’amministrazione ha descritto una serie di interventi estivi che hanno riguardato più quartieri: bonifiche del parco Chico Mendez a Madonna Alta, rimozione di bivacchi e alloggi di fortuna in via Ruggero D’Andreotto, pulizie di piazza Monteluce, interventi notturni per disturbo della quiete pubblica in via Martiri dei Lager e sopralluoghi al centro di accoglienza della Piramide. L’azione comunale è stata affiancata da investimenti tecnologici e sociali: sono stati stanziati 240 mila euro per la videosorveglianza con l’installazione di 30 nuovi dispositivi, sono stati attivati percorsi di mediazione culturale in collaborazione con la prefettura e ripristinato, anche per l’estate, il servizio di ristoro sociale notturno per persone in condizione di grave marginalità. 

Sotto organico Quanto al lavoro della municipale, c’è da far fronte a un cronico sottodimensionamento: nonostante le 37 assunzioni fatte negli ultimi anni, tenendo conto dei pensionamenti l’organico è salito da 126 a 131 agenti; secondo i dati Anci uno ogni 1.286 abitanti, secondo peggior rapporto tra i capoluoghi di regione. Nonostante ciò «abbiamo raggiunto buoni risultati – ha detto Caponi – tenendo conto che siamo impegnati su tantissimi fronti».

Rigenerazione Sul fronte delle politiche di vicinato e rigenerazione sociale, l’assessore al centro storico ha ricordato il lavoro svolto con residenti, commercianti e associazioni per calibrare interventi e iniziative culturali e sociali. L’assessore ha sottolineato l’utilità degli incontri sul territorio e il calendario di eventi che hanno animato le zone più fragili, con l’obiettivo di restituire funzioni agli spazi pubblici. Nella zona di piazza del Bacio poi, in particolare accanto all’ex McDonald’s dove ora c’è una chiesa apostolica, i locali saranno dati alle associazioni così come fatto in via del Macello. Un progetto che il Comune punta a mettere a terra entro la primavera «per far sì che gli eventi siano preceduti e seguiti dal lavoro delle associazioni sul territorio».

Il video La conferenza stampa è stata anche l’occasione per parlare dell’informativa che la giunta ha mandato alla Procura a proposito del video, catturato dalle telecamere del Comune, che mostra un’aggressione fatta alcuni giorni fa a Fontivegge; video che qualcuno ha fatto circolare all’esterno: «La segnalazione – ha ribadito Ferdinandi – è un atto dovuto e un nostro dovere a tutela delle istituzioni».

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