di Daniele Bovi
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«Sulla sicurezza è stata invertita la rotta e sono stati portati a casa risultati importanti. Tutti hanno capito che è un problema dello Stato e non solo del sindaco». Scandisce le parole e parla a voce alta il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali che, circondato dalla sua giunta, martedì mattina a palazzo dei Priori ha tenuto la tradizionale conferenza stampa di fine anno. Occasione pubblica per mettere i puntini sulle «i» e per cercare di spiegare con chiarezza alla città quanto svolto e i programmi futuri. Farlo è importantissimo anche perché, come si fa notare a palazzo dei Priori, la scoppola del primo turno delle primarie brucia e quindi occorre spiegare con maggior forza cosa, come e quanto l’amministrazione Boccali fa. «Abbiamo ottenuto – continua il sindaco in tema di sicurezza – una presenza e una pressione maggiori e più coordinamento. A breve poi arriverà il reparto prevenzione crimini. C’è un cambiamento di clima che la città sta percependo».
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Tasse e Imu La relazione di Boccali parte però dalle tasse e in particolare dall’Imu, definita «una pistola puntata alla tempia dei Comuni, con i sindaci costretti a fare i gabellieri». Sul tema il sindaco sostiene che si è fatto quello che si poteva fare: «Abbiamo scelto – osserva – di contenere il più possibile l’aliquota per la prima casa. Abbassare quelle per gli altri immobili avrebbe significato lo smantellamento dei nostri servizi, anche di quelli essenziali». In tema di fiscalità Boccali ricorda che non è stata ritoccata l’aliquota Irpef, che l’imposta di soggiorno dal 2013 verrà applicata al minimo previsto (50 centesimi), che le nuove tariffe degli asili nido sono state pensate con «maggiore equità» e che si è razionalizzato e risparmiato «dove si poteva» anche cercando di vendere il patrimonio non strategico.
Tares Dal 2013 il gettito totale dell’Imu dovrebbe tornare interamente ai Comuni (oggi una parte significativa va allo Stato) e Boccali, prima di scegliere il da farsi in tema di aliquote, si mette alla finestra: «Aspettiamo di leggere il testo definitivo per capire cosa comporterà per i Comuni e per i cittadini». Per il 2013 però, anche pensando alla Tares (nuova tassa sui rifiuti sulla quale i municipi possono applicare un aumento di 10 centesimi al metro quadro), le direttrici sembrano già chiare: «Guarderemo con attenzione – spiega Boccali – alle imprese e alle famiglie più deboli. Cercheremo di non applicare gli aumenti». Il primo cittadino tiene poi a sottolineare «la qualità della nostra spesa sociale: giovani, anziani, casa e accoglienza sono servizi che non abbiamo toccato e non riusciamo a comunicarlo bene».
Patto di stabilità Per ridare fiato all’economia il sindaco invece torna a chiedere un allentamento del Patto di stabilità che a Perugia «vale» nove milioni: «Soldi – dice – che avremmo potuto mettere in circolo e che invece vengono sottratti al mondo dell’economia perché lo Stato non ce li fa spendere». Boccali plaude anche all’apertura di nuove attività in centro storico e attacca quella che vede come una sorta di ideologia «della depressione: le imprese aprono e chiudono. Poi i perugini – scherza – sono fatti così: raccolgono firme perché i negozi chiudono e fanno lo stesso (vedi il caso del nuovo supermercato ai Tre Archi, ndr) quando aprono». Un plauso il sindaco lo rivolge a quelle associazioni di residenti e operatori che nel centro storico «hanno dato vita a un rinnovato protagonismo» creando molte iniziative anche e soprattutto in questi giorni di festa.
Centro storico e grandi iniziative Centro storico che fa da scenario a molte grandi manifestazioni dalle quali Boccali si aspetta molto: «A queste – dice – chiediamo innovazione e rinnovamento. La chiediamo anche a Umbria Jazz che nel 2013 festeggia 40 anni. Ci aspettiamo molto». Con una punta di stizza, ricordando che «la rottamazione vale per tutti», il primo cittadino sostiene «che le pagelle le diamo a tutti e il più deputato a farlo è proprio chi è stato eletto». Torna poi l’idea degli Stati generali della città, ai quali si sta lavorando e che saranno tenuti lontani dal periodo elettorale per dare vita, in vista del 2014, ad un momento di «grande partecipazione» per costruire il programma per la città. In cantiere anche «una grande operazione di comunicazione» sulla qualità della vita. Boccali ribadisce poi il suo rifiuto della cosiddetta antipolitica rivendicando con orgoglio che a palazzo dei Priori «non ci sono colazioni offerte: qui c’è sobrietà e non accettiamo di essere crocifissi sull’altare della casta».
Bluff federalista Rispondendo alle domande dei giornalisti il sindaco è tornato a parlare anche di federalismo demaniale, con il Comune che attende di veder sbloccati dallo Stato edifici come l’ex carcere di piazza Partigiani: «E’ un bluff – dice -: abbiamo 50-60 mila metri quadri che non possiamo utilizzare nonostante le pressioni. Speriamo – dice riferendosi a un possibile governo Bersani – nel pragmatismo romagnolo». Sul’insediamento Ikea nessuna novità: «Confermiamo – dice – che il sito rimane quello, aspettiamo documenti e risposte». Su una possibile candidatura al parlamento di alcuni suoi colleghi di giunta (Cernicchi e Cardinali?) il sindaco taglia corto: «Ne parleremo il giorno dopo le elezioni».

