Wladimiro Boccali

di Daniele Bovi

Quaranta minuti per ripercorrere cinque anni. Lunedì pomeriggio in consiglio comunale il sindaco Wladimiro Boccali ha tenuto la relazione di fine mandato, un dossier enorme introdotto come obbligo di legge nel 2011 e sintetizzato in un discorso di circa 40 minuti. Minuti alla fine dei quali il primo cittadino si dice convinto «di aver preso qualche fischio nell’immediato. Lasciamo però una città migliore di quella che abbiamo trovato, amministrandola con umiltà e orgoglio». L’intervento di Boccali parte da lontano, dal contesto in cui lui e la sua giunta si sono dovuti muovere: «Cinque anni – ha detto – tra i più difficili del Dopoguerra». Prima di tutto c’è stato «lo tsunami della crisi che ci ha piegato, che ci ha fatto perdere posti di lavoro e aziende, che ha fatto soffrire i piccoli artigiani». Non bastasse la crisi, a complicare le cose i tagli operati dallo Stato («solo l’anno scorso 12,8 milioni di euro»), il caos normativo sui tributi e quel Patto di stabilità «che ha fatto rimanere nei nostri cassetti 52 milioni di euro, soldi che sarebbero serviti per piccoli investimenti».

Tasse e servizi E proprio in tema di fiscalità, Boccali ha rivendicato «la progressività: non c’è comune di queste dimensioni con un’esenzione Irpef fino a 12.500 euro». Tasse che servono a finanziare «i servizi che vengono erogati, la cui qualità è rapportata alla quantità di quello che viene pagato». E sul punto il sindaco osserva che «magari c’è qualche buca in più, e di questo ne siamo consapevoli, ma in compenso dobbiamo essere orgogliosi dei nostri servizi». Il sindaco proseguendo ha parlato del debito tagliato e delle riduzioni di spesa «per affitti, telefoni e pure per il personale, che oggi assorbe il 24% del totale. Tutto ciò senza togliere servizi. Respingo al mittente la demagogia e la violenza verbale che c’è contro il settore pubblico». Stop anche al «consumo del territorio» ha spiegato Boccali che poi è passato a trattare due temi molto delicati come quello del centro storico e della sicurezza.

Centro e sicurezza Sul primo ha detto che «è oggetto di dibattito e di difficoltà vera, e dobbiamo avere il coraggio delle azioni che cambiano la prospettiva. Penso all’attenzione per la residenza pubblica, vedi gli appartamenti nella Torre degli Sciri e non solo, alla nuova biblioteca degli Arconi, e anche al Mercato coperto. Mi auguro di presentare, tra qualche settimana o qualche mese, un impianto finanziario in grado di ridare a quel luogo le sue funzioni originarie e di promuovere la nostra terra». Quanto alla sicurezza invece «non se ne può più – ha sottolineato – di certa ipocrisia: il sentimento di insicurezza, che c’è, è stato usato come una clava per accrescere visibilità o consenso. Io su questo tema ci ho messo la faccia, chiamando alla responsabilità anche tutti gli altri pezzo dello Stato, e la tendenza è stata invertita. Dobbiamo certamente fare di più ma la direzione è quella giusta».

Cultura e ambiente Nel discorso di Boccali c’è spazio anche per i temi ambientali, con un sindaco che spiega come «sia stata invertita la rotta anche su energia e rifiuti. Abbiamo portato la differenziata a livelli molto alti e, come promesso, abbiamo chiuso la discarica di Pietramelina». Ultimo, ma non per importanza, il capitolo della cultura, in primis la candidatura a capitale europea 2019: «L’abbiamo pensata dopo le elezioni con il sindaco Ricci – ha detto – e non è un semplice insieme di eventi. Alla base c’è una visione di città e Perugia ha avuto il coraggio di affrontare questa sfida, di sfidare altre 20 città italiane e ora siamo in finale. Dobbiamo fare di Perugia una città della conoscenza e insieme alle due Università e agli altri istituti di alta formazione firmeremo un protocollo, ognuno farà il suo mestiere ma dobbiamo collaborare. Una città che nonostante la crisi ha mantenuto i suoi eventi come Umbria Jazz, la Sagra musicale umbra, il cartellone del Teatro stabile e tutti gli appuntamenti estivi».

Maggioranza Dalla maggioranza è arrivato apprezzamento per il lavoro svolto. «Nonostante la crisi ed i tagli statali – è stato detto -, in particolare il Comune ha assunto una scelta precisa, ossia di salvaguardare i servizi sociali, con particolare riferimento a quelli rivolti alle fasce più deboli. È altresì apprezzabile la riduzione del debito pubblico, della spesa corrente e della spesa per il personale. Bene anche la raccolta differenziata». Per il futuro invece alcuni consiglieri di maggioranza hanno chiesto un «cambio di passo», tramite il rigetto delle politiche di austerità, la valorizzazione del patrimonio comunale, un perfezionamento della macchina pubblica al fine di sostenere la progettazione.

Opposizione Da parte dell’opposizione invece il giudizio sul mandato è negativo. Il centrodestra, pur riconoscendo note positive (Perugia 2019 e la riduzione dell’indebitamento), ha posto l’accento sulle «molteplici criticità, dovute alle tante occasioni mancate. È il caso – è stato detto – dell’assenza di una riorganizzazione della struttura comunale, dell’eccessiva pressione fiscale sui cittadini, dello scarso rapporto di collaborazione tra amministrazione e cittadini (vedi vicenda Tosap)». Altri affondi sul fallimento delle politiche per il centro storico (nessun aumento della residenzialità, costante chiusura delle attività commerciali), e sulla scarsa manutenzione delle strade.

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2 replies on “Perugia, Boccali chiude il mandato: «C’è qualche buca in più, ma non abbiamo toccato i servizi»”

  1. Ma la famosa discarica di Pietremelina non doveva essere gia´chiusa da anni perche´al collasso? e Boccali la trasforma in successo elettorale…Che testone.

  2. ah ora capisco perche´ci sono pochi commenti. censurate anche questo 🙂

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