di Daniele Bovi
Chi era presente parla di un «gabinetto di guerra» con al centro del tavolo il bilancio previsionale 2014 che, di rinvio in rinvio, i comuni italiani dovranno approvare entro il 30 settembre. Mercoledì a palazzo dei Priori nel corso di una giunta durata fino alle nove di sera (e che ha anche scelto di non prorogare gli incarichi di 50 mini-dirigenti), l’esecutivo ha deciso di varare un pacchetto di misure che riguardano i conti del palazzo: dal taglio del 20% di tutte le convenzioni in essere, come ad esempio quella relativa ai trasporti, all’istituzione di una commissione ad hoc dove pensare e programmare una complessiva revisione della spesa. Innanzitutto va chiarito che non c’è nessun ‘buco’, visto che quello di cui si parla è un bilancio previsionale e non un consuntivo.
CASSATA LA PROROGA DEI MINI-DIRIGENTI
Scostamenti Quello che c’è è invece, in un quadro dove le tasse sono al massimo, uno scostamento di 9-10 milioni tra le uscite e le entrate preventivate. I dirigenti infatti nel corso della riunione hanno presentato una lista della spesa alla fine della quale il conto è più caro di oltre sei milioni rispetto a quello del 2013. Il documento è stato cassato dalla giunta che, oltre a decidere di bloccare le spese ai livelli dell’anno precedente, per recuperare i restanti 3-4 milioni ha deciso di tagliare del 20%, a partire dal primo agosto e fino al 31 dicembre, tutte le convenzioni in essere (dai trasporti ai rifiuti) in considerazione «dell’eccezionalità del momento». In seguito si proverà a ricontrattare tutti i singoli servizi. In questo scenario diventa quindi difficilissimo pensare, come ipotizzato da qualcuno, che le aliquote della Tasi vengano fissate al minimo.
La commissione L’altro provvedimento riguarda l’istituzione di una commissione che proverà a tracciare la strada alla fine della quale si dovrà arrivare ad una complessiva revisione della spesa. Formata da assessori, capigruppo e dirigenti si riunirà una volta alla settimana per i prossimi sei mesi. Gli incontri e le audizioni, durante le quali potranno essere ascoltate anche persone esterne all’amministrazione, sono già nero su bianco in una delibera e i primi due appuntamenti dovrebbero tenersi il 5 e il 12 agosto. Della commissione si parlava nella scheda del programma elettorale di Romizi che ha al centro l’obiettivo di tagliare la spesa di 20 milioni di euro. Di tutto questo si discuterà in una conferenza stampa che si dovrebbe tenere entro la fine della settimana.
Le bacchettate E sempre di numeri, da quelli delle partecipate a quelli delle multe, dei permessi a costruire e non solo, si parla nella delibera della Corte dei conti che assesta una serie di bacchettate alla relazione sulla regolarità della gestione e sui sistemi di controllo interni scritta dalla precedente amministrazione e che si riferisce ai primi sei mesi del 2013. In una delibera depositata nei giorni scorsi nella cassetta della posta di palazzo dei Priori, la Sezione regionale di controllo della magistratura contabile mette in fila ciò che non va, riservandosi di esprimere un’ulteriore valutazione in sede di analisi della relazione sul secondo semestre. Il primo argomento trattato è quello delle società partecipate. Sul punto la Corte chiede che ci sia un più attento monitoraggio «soprattutto riguardo all’utilizzo di strumenti di finanza derivata ed alla contabilizzazione di forti perdite d’esercizio». In più si segnala una scarsa capacità di incidere sulla definizione degli indirizzi e degli obiettivi delle partecipate.
Multe e non solo Le altre «criticità» riguardano la mancata verifica del grado di copertura del costo dei principali servizi forniti e la non adozione di «misure volte ad adeguare l’ordinamento dell’ente ai principi della libera concorrenza». C’è poi il capitolo tasse, e in particolare la scarsa capacità di riscossione che si ferma al 49%: una percentuale «da migliorare» soprattutto ai fini della programmazione delle politiche dell’ente. La magistratura contabile punta poi il dito contro «i mancati processi di riorganizzazione e razionalizzazione delle spese» e gli incarichi dati a legali esterni all’ente per la costituzione come parte civile di palazzo dei Priori nei processi penali. Così come segnalato anche nel 2011 infine, la Corte segnala che i proventi di multe e permessi a costruire non possono non essere inseriti tra le entrate straordinarie. Questo perché non c’è alcuna garanzia che esse si ripetano in modo costante: «Ci sono fattori contingenti – scrivono i giudici – che un’amministrazione non può controllare».
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