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sabato 24 ottobre - Aggiornato alle 13:46

Perugia, approvate tra le polemiche le tariffe Tari con aumento: scontro anche su sconti Covid

La maggioranza dà il via libera. Attacchi da Pd e M5s. La giunta: «Riduzioni per aziende e famiglie meno abbienti»

©Fabrizio Troccoli

Il Consiglio comunale di Perugia approva le nuove tariffe della Tari in un clima di scontro politico, con la minoranza all’attacco sugli aumenti e la giunta a difendere gli sconti fatti ai meno abbienti.

Nuove tariffe L’assemblea cittadina ha approvato con 21 voti a favore e 10 contrari le tariffe, sulla base del piano economico-finanziario del servizio integrato di igiene urbana, approvato dall’Auri, secondo il quale, per il 2020, le entrate tariffarie ammontano a 49.722.931 euro, importo che, sulla base delle riduzioni previste, arriva a 46.597.931, di cui la quota variabile è 24,22% e la quota fissa 75,78%. Le tariffe, per la prima volta vengono calcolate sulla base di un nuovo e complesso metodo tariffario, standardizzato a livello nazionale (definito dall’Autorità statale denominata Arera) e basato su nuovi e più articolati criteri di allocazione dei costi. L’assessore al Bilancio, Cristina Bertinelli, ha sottolineato come la nuova modalità ha determinato nella maggior parte dei Comuni incrementi tariffari significativi. Per mitigarli, il Comune di Perugia ha riconosciuto sconti, del valore di circa 1 milione di euro, per le utenze non domestiche che hanno subito chiusure nel periodo più critico dell’emergenza sanitaria e nel bilancio comunale sono state mantenute le agevolazioni ed esenzioni.

Il dibattito A inaugurare il dibattito è stata, invece, la consigliera M5S Morbello, che, dichiarandosi fermamente contraria all’atto, ha sottolineato come gli aumenti Tari per le famiglie avrebbero potuto essere evitati se il Comune avesse adottato la “tariffa puntuale”. Dal canto suo, il capogruppo di Progetto Perugia Vignaroli ha parlato di paradosso, per il fatto che la maggioranza di centrodestra al Comune di Perugia si trova costretta a votare un atto che deriva dalla politica del governo nazionale giallo-rosso. «Voterò a malincuore – ha detto – perché aumentare anche se in modo contenuto le imposte in un anno come questo è difficile». Anche la capogruppo M5S Tizi ha ribadito che i perugini, nei prossimi anni, si troveranno delle bollette Tari altissime a causa dell’assenza di una visione politica in tema di rifiuti da parte dell’amministrazione.

I conti di Numerini  A entrare più nel dettaglio del nuovo calcolo delle tariffe Tari è stato l’assessore all’ambiente Otello Numerini, che ha spiegato che il nuovo metodo prende a riferimento i costi effettivi del 2018, ai quali si aggiungono altri elementi, prevedendo alla fine un aumento che non deve superare il 6,6% del costo del servizio nel 2019. Per Perugia l’aumento del costo del servizio è del 4,25%, più contenuto rispetto ad altri comuni dello stesso ambito. “Sui rifiuti – ha aggiunto Numerini – si deve ragionare in termini regionali, perché i costi sono influenzati da fattori che vanno oltre le singole città, come per esempio, il sistema impiantistico, su cui una pianificazione seria e ragionata non è stata mai fatta». L’assessore ha anche ricordato che, rispetto alla raccolta differenziata Perugia è al 71% rispetto al 64% della media regionale, con un 57% anche per il riciclo e una diminuzione sia della produzione totale dei rifiuti (88mila tonnellate) sia dell’indifferenziato.

Sconti Covid e polemiche Il Consiglio comunale, con 20 voti favorevoli, 8 contrari e una astensione, ha approvato anche la preconsiliare relativa alle agevolazioni Tari emergenza Covid. Si tratta di misure urgenti per ridurre la tassazione Tari a talune categorie di utenze non domestiche attraverso una riduzione dei coefficienti di produzione dei rifiuti Kd per la parte variabile della tariffa, rinviando, tuttavia, ad un provvedimento successivo l’individuazione delle modalità di copertura del costo delle nuove riduzioni.
L’assessore Bertinelli ha ricordato che Arera ha prospettato che le agevolazioni possano essere poste a carico di tutti i contribuenti Tari attraverso un riparto dei costi nei tre esercizi successivi, facendo salva la disponibilità di bilancio dell’ente locale a copertura di tali agevolazioni. L’Amministrazione comunale nell’accogliere quanto sostenuto da Arera ha stimato, tramite il gestore, che il costo delle riduzioni sarà superiore ai 734 mila euro. Critica anche in questo caso si è detta la pentastellata Morbello, per la quale, «se da un lato le agevolazioni a chi ha subito danni a causa dell’emergenza sono giusti ed è stata lei stessa, fin dall’inizio del lockdown a chiederli, dall’altro però, non è giusta la risposta del Comune di Perugia, che ha scelto di farle gravare su altri utenti». Critiche anche dal centrosinistra. «Abbiamo sostenuto e sosteniamo ancora la necessità di aiutare le aziende che sono rimaste chiuse durante il confinamento forzato – ha ribadito il consigliere Pd Zuccherini -. Lo sgravio della Tari era una di quelle azioni da mettere in campo, ma non così. Non ci sono infatti fondi a bilancio con questa finalità, ma la copertura della manovra sarà solo in capo agli utenti per i prossimi tre anni». Stessa critica anche dalla capogruppo di Italia Viva Mori, per la quale «tutto ciò diventa ancora più inaccettabile quando dai documenti relativi al bilancio si evince che “casualmente” la cifra relativa all’incremento della Tari corrisponde a quanto messo a bilancio per le consulenze».

Giunta: «Aumenti limitati» In una nota sindaco e la giunta tengono a ribadire come «in un contesto reso complesso dalla necessità di applicare un nuovo metodo di calcolo e di porre attenzione alle attività che hanno subito danni a seguito dell’emergenza Covid, l’amministrazione stessa sia riuscita comunque a contenere l’incremento per le utenze domestiche entro margini ridotti, mediamente intorno al 4%, annullando, invece, quasi per intero i possibili incrementi per le utenze non domestiche, che hanno diritto alle agevolazioni previste dalla normativa nazionale. Ciò a fronte, peraltro, di un impegno da parte dell’amministrazione di 450 mila euro per le agevolazioni a favore delle utenze domestiche in condizioni di disagio socio-economico, finanziate dal bilancio comunale. In tale contesto è stato inoltre previsto un ulteriore impegno per migliorare i servizi e la qualità della raccolta differenziata, prevedendo la raccolta monomateriale del vetro al posto dell’attuale multimateriale. Ciò permetterà di migliorare la qualità e la quantità della raccolta differenziata stessa, nonché di procedere a una migliore e più precisa identificazione dei conferimenti e, quindi, di porre le basi per la tariffa puntuale».

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