Gli uffici del Comune (foto F.Troccoli)

di Dan.Bo.

«Ogni euro recuperato è stato destinato con criterio e lungimiranza, pensando alla Perugia che vogliamo lasciare ai nostri figli. Una città più verde, più inclusiva, più sicura, più curata». Così la sindaca Vittoria Ferdinandi martedì a margine dell’approvazione dell’assestamento al bilancio di previsione 2025-2027. Il documento è stato approvato con i 18 sì della maggioranza e i 9 voti contrari dell’opposizione.

Le spese Nel provvedimento, adottato con un mese di anticipo rispetto alla scadenza fissata dalla normativa, si spiega come saranno spesi i 24 milioni di euro recuperati grazie al lavoro di ripulitura del bilancio portato avanti nel corso dei mesi. Contestualmente sono stati modificati il Documento unico di programmazione per la parte operativa, il piano triennale dei lavori pubblici e quello per l’acquisto di beni e servizi.

La sindaca Ferdinandi sottolinea che si tratta di risorse concrete e subito disponibili, destinate a incidere in modo diretto sulla qualità della vita dei cittadini. Gli ambiti interessati coprono gran parte delle priorità: cura del verde, manutenzione di scuole e strade, investimenti sul sociale, rafforzamento dell’illuminazione pubblica, ampliamento dei sistemi di videosorveglianza, riqualificazione di spazi pubblici, cultura, sport e sicurezza (qui il dettaglio con tutte le voci). «Oggi – assicura – Perugia ha voltato pagina».

Risposte ai bisogni La sindaca ha rivendicato il significato politico della manovra: «Ho promesso ai perugini un’amministrazione che sa ascoltare e sa agire. Oggi manteniamo quella promessa». Ha poi aggiunto: «Questi 24 milioni non sono numeri su un foglio di carta, sono la risposta ai bisogni veri di chi vive questa città ogni giorno». L’obiettivo dichiarato è duplice: rispondere nell’immediato alle esigenze più urgenti e costruire le basi per una città più sostenibile e meno gravata dai debiti. «Non si tratta di spendere per spendere», ha precisato Ferdinandi. «Abbiamo scelto di investire pensando al futuro, senza pesare ulteriormente sulle spalle dei cittadini»; questo anche grazie all’eliminazione di mutui per 5,8 milioni per finanziare spese che, invece, saranno sostenute con l’avanzo, senza interessi.

Gli emendamenti Nel corso della seduta tutti e sette gli emendamenti presentati dal capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo Mencaglia sono stati respinti. Le proposte prevedevano, tra le altre cose, contributi per la natalità, rafforzamento della videosorveglianza nelle periferie, maggiori fondi per il decoro urbano, eventi culturali, inclusione scolastica e supporto agli anziani. Mencaglia ha spiegato di averli presentati «con spirito costruttivo», ritenendo che l’opposizione debba contribuire in modo concreto alla definizione delle scelte amministrative.

Pasquino Per la maggioranza a motivare il voto contrario è stata la consigliera Francesca Pasquino (Pd), secondo la quale la variazione approvata è «solida e coerente», costruita su risorse accertate e orientata a priorità chiare e condivise. Pasquino ha poi sostenuto che gli emendamenti, pur condivisibili nel principio, non introducevano elementi realmente nuovi, ma si sovrapponevano a progetti già inclusi nella programmazione della maggioranza.

Il dibattito Nel corso del dibattito, il consigliere Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha ricordato che alcuni degli interventi in programma sono stati avviati nella passata consiliatura, come quello su Villa Urbani. L’ex assessore ha apprezzato l’indirizzo complessivo della manovra, pur rilevando che le risorse stanziate per alcune strutture, come il cinema Sant’Angelo, potrebbero non essere sufficienti. Positivo il giudizio anche sul rafforzamento delle biblioteche comunali. Dai. Banchi di FdI Elena Fruganti ha chiesto un confronto più pacato e costruttivo, criticando il metodo adottato dalla maggioranza in sede di commissione. In chiusura il dem Nicola Paciotti ha parlato di un cambio di paradigma reale, sottolineando gli investimenti su settori spesso trascurati, come il sociale, l’edilizia scolastica, le politiche abitative e la cultura.

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