L’innovazione nei servizi socio-sanitari a favore di persone con disabilità diventa priorità. Lo ribadisce Antonio Tonzani, responsabile del dipartimento sociale del Partito democratico dell’Umbria, facendo riferimento alla recente mozione approvata all’unanimità in Consiglio regionale sull’argomento.
Proposta sostenibile e concretizzabile «La buona pratica della presa in carico globale delle persone con disabilità, realtà già avviata con successo in regioni come Toscana e Marche, deve avere in Umbria un’evoluzione anche culturale ed essere applicata ad ogni tipologia di disabilità – specifica -, la proposta del Pd sull’argomento, già in parte accolta dalla Regione Umbria, è economicamente sostenibile e concretamente efficace».
Una presa in carico globale L’esponente Pd sottolinea il bisogno di provvedere «con interventi da inserire nel contesto della singola famiglia, le cui esigenze ed aspettative non possono essere separate da quelle del congiunto con disabilità». Per il gruppo di studio che ruota attorno al dipartimento sociale del Pd dell’Umbria «il progetto della presa in carico globale, riferito al panorama completo delle persone con disabilità, incrocia necessariamente alcuni aspetti fondamentali della loro vita, come l’integrazione scolastica e lavorativa, l’eventuale inserimento in istituti di riabilitazione e le problematiche spesso angoscianti poste dal “dopo di noi”, per le quali sono necessari interventi di riorganizzazione».

Superare le pratiche inefficaci «Il Pd – spiega Tonzani riferendosi al contenuto della mozione votata a Palazzo Cesaroni – chiede di dare seguito all’indirizzo emerso nel dibattito in Consiglio regionale, dove sono state indicate soluzioni efficaci, compatibili con le risorse disponibili, così come è stato per la proposta di organizzazione di un percorso facilitato per l’accesso ai servizi sanitari, funzionale alle persone con disabilità complessa che troverà a breve pratica applicazione in ospedale e sul territorio».
Per il responsabile del dipartimento sociale del Pd dell’Umbria «le persone con disabilità vanno considerate nella loro globalità, integrandone le problematiche e predisponendo le risorse disponibili per interventi sinergici socio-sanitari. Questo – conclude Tonzani – permette di superare le pratiche esclusivamente assistenziali, spesso inefficaci: l’obiettivo rimane la realizzazione di un progetto di vita individuale, in linea con i dettami della legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali».

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