di Daniele Bovi
Il disavanzo della sanità regionale non è di 90 milioni ma, tenendo conto di alcune voci, potrebbe scendere intorno 34. Il dato emerge dall’ormai famosissima relazione con le «prime evidenze» fornite dalla società Kpmg a proposito dei conti della sanità regionale. Il documento – promesso mercoledì dalla Regione alla stampa ma mai inviato – è stato al centro della conferenza stampa tenuta giovedì da tutti i consiglieri di opposizione.
I conti In una pagina fornita dalle opposizioni e in cui si inquadra il «contesto di riferimento», Kpmg osserva che il punto di partenza sono sì i 90 milioni di rosso a fine 2024, ma che tenendo conto dei 22,8 milini del pay-back farmaceutico (in sintesi, il meccanismo con cui le aziende farmaceutiche devono restituire una parte dei ricavi se la spesa per i farmaci supera un certo limite) e delle premialità (33,1 milioni), il disavanzo si attesterebbe sui 34 milioni. Cifre finora mai fornite da Palazzo Donini. Sui fondi del pay-back potrebbero esserci delle incertezze ma comunque nel quadro del bilancio vanno inseriti. Secondo un’agguerrita ex presidente Donatella Tesei, poi, ci sarebbero altri 48 milioni del pay-back per i dispositivi medici che porterebbero il risultato addirittura in positivo.
PROIETTI E LA MANOVRA «SALVA-UMBRIA»
Tesei «L’Umbria – ha attaccato Tesei facendo riferimento a quanto detto da Stefania Proietti nelle scorse ore – si salva solo in un modo, con le loro dimissioni perché hanno la consapevolezza di aver detto il falso. Si può chiudere il bilancio 2024 in assoluto equilibrio ed anche con un avanzo di 14 milioni di euro, non c’è quindi pericolo di diffide e di commissariamento né tanto meno c’è bisogno di una manovra fiscale di 322 milioni». Le opposizioni promettono di andare dal prefetto e «faremo quello che c’è da fare per l’accesso agli atti e chiederemo di vigilare su questi comportamenti». «Nella conferenza stampa di ieri – hanno continuano le minoranza – è stato detto il falso sapendo di dirlo. Avevano questi numeri e non li hanno voluti dare: è stato detto il falso sapendo di dirlo. Per questo chiediamo le dimissioni della giunta».
ECCO COME E QUANTO AUMENTERANNO LE TASSE
La manovra non serve Per Tesei e gli altri consiglieri di opposizioni dunque non c’è alcuna necessità di una manovra «lacrime e sangue» perché «non c’è alcuni rischio di commissariamento né di piano di rientro». «Ieri si – ha detto poi Tesei a proposito delle responsabilità della politica e di quelle dei tecnici – si è addirittura provato a scaricare le responsabilità sui dipendenti. Continueremo con la nostra battaglia perché noi abbiamo sempre rispettato le regole e noi abbiamo solo un interesse: quello dei cittadini umbri».
IRPEF, LE SIMULAZIONI: QUANTO SI PAGHERÀ
Audizioni e sindaci Sempre per quanto riguarda Kpmg, giovedì la Terza commissione ha deciso all’unanimità di convocare in audizione i rappresentanti della nota società; seduta alla quale parteciperanno anche Proietti e i direttori regionali di bilancio e sanità. Giovedì mattina poi la presidente ha incontrato in una call i sindaci umbri per parlare della manovra fiscale. «Nel corso dell’incontro – scrive Palazzo Donini in una nota – ciascun sindaco ha potuto esprimere la propria posizione, porre quesiti e fare le proprie osservazioni al riguardo della manovra». Tra le richieste, quella di tutelare al massimo la fascia fra i 15mila e i 28mila euro – nella quale ricade una bella fetta dei contribuenti umbri – e di rendicontare come le risorse aggiuntive verranno spese. Al termine dell’incontro la giunta ha preso l’impegno di dare vita a un «tavolo permanente di confronto», e anche di accelerare sulla definizione del nuovo Piano sanitario, mai approvato dal centrodestra a causa degli scontri interni alla coalizione.
In piazza I sindaci di centrodestra al termine hanno deciso di dare vita a una manifestazione in programma il primo aprile alle 16.30 davanti alla sede del consiglio regionale. «Le spiegazioni che ci ha fornito la Proietti – spiega il coordinamento dei sindaci di centrodestra in una nota – non sono convincenti. Alzare le tasse, basandosi su quelli che ad oggi sono solo dati non confermati e non ufficiali, è una scelta sbagliata che ricadrà sulle famiglie e sulle imprese del nostro territorio».
I consumatori A chiedere un confronto alla Regione sull’innalzamento di addizionali Irpef, Irap e bollo auto poi sono tutte le associazioni dei consumatori: «Tali incrementi – scrivono – vanno ad aggiungersi ad ulteriori aumenti tariffari già previsti in altri settori, senza vi sia stato alcun confronto e partecipazione preventiva».
La maggioranza In replica all’opposizione, i gruppi di maggioranza I gruppi di maggioranza in Umbria accusano la minoranza di mistificare la realtà sulla situazione finanziaria della Regione. Sostengono che la giunta Tesei abbia lasciato un deficit di 90 milioni, contrariamente alle affermazioni sull’avanzo di 14 milioni. Criticano inoltre la narrazione sulla manovra fiscale di 322 milioni, spiegando che si tratta di un importo distribuito su più anni, mentre la reale entità per il 2024 è di 90 milioni, su cui si sta lavorando per ridurla. Ricordano che il disavanzo delle aziende sanitarie era noto già dal 2022 e che l’attuale maggioranza sta cercando soluzioni strutturali per evitare tagli ai servizi essenziali. Senza la manovra, dicono, si rischierebbe il commissariamento e l’aumento automatico delle tasse dal primo giugno 2025.
