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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 14:25

Per Bianconi subito il nodo coalizione, incognita Fora. M5s in fibrillazione

Prima giornata da candidato per l’imprenditore al lavoro su staff e alleanze. Martedì la decisione dell’ex presidente di Confcooperative

Vincenzo Bianconi

di Daniele Bovi

Il nome c’è, un perimetro della coalizione invece ancora no. Sono ore convulse e confuse per il «patto civico» che ha trovato in Vincenzo Bianconi, da poco più di 24 ore, il candidato alla presidenza della Regione da schierare alle elezioni del 27 ottobre. Lunedì l’imprenditore nursino ha passato gran parte della sua giornata a Perugia, buttandosi a capofitto su due temi: l’organizzazione della campagna elettorale e la coalizione. Quest’ultimo, in particolare, è il primo nodo da sciogliere. Lunedì Bianconi ha incassato il sì del Psi umbro, attraverso il segretario regionale Carlo Carini, e quello della Sinistra per l’Umbria. I socialisti dunque si staccano dal cosiddetto ‘terzo polo’, quella coalizione ‘Civica, verde e sociale’ che si riunirà martedì per prendere posizione e decidere se accodarsi o andare da sola (lunedì sera toccherà anche a Rifondazione, anche lei parte del terzo polo, prendere una decisione).

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Incognita Fora La vera incognita è Andrea Fora, che martedì prenderà una decisione definitiva: «Ricevo da ore telefonate e messaggi di persone arrabbiate per come questa storia si è sviluppata e anche più di qualcuno che non è contento di come sia andata a finire. Comprendo lo sconcerto: ci sono molti elementi abbastanza incomprensibili in ciò che è accaduto nelle ultime settimane e in particolare negli ultimi giorni. Per il momento mi limito a ringraziare chi, in privato ma anche qui su Facebook, ha speso parole lusinghiere nei miei confronti». Che farà l’ex presidente di Confcooperative, che ovviamente lunedì ha parlato con Bianconi? Secondo alcuni potrebbe ritirare la propria candidatura e dare vita a una lista in sostegno dell’imprenditore, con una forma di collaborazione tutta da studiare, ma uno scenario alternativo non è escluso. Il Pd ovviamente auspica la prima ipotesi e un impegno diretto di Fora ma fino a martedì non se ne saprà nulla.

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La coalizione Quel che è certo è che il tempo è pochissimo e che Bianconi è in nettissimo ritardo rispetto a Donatella Tesei, che ha già occupato muri e rotatorie di molte città oltre a essere presente sui social e sul territorio (lunedì ha incontrato il mondo del turismo a Passignano). In brevissimo tempo l’imprenditore dovrà scegliere i propri collaboratori in brevissimo tempo e capire chi saranno gli alleati: «Nelle prossime ore – dice – promuoverò incontri con tutte le forze che possono far parte di un progetto di rinnovamento dell’Umbria. Spero che tutti possano raccogliere l’appello a costruire insieme un campo largo di esperienze, progetti e idee per riuscire a offrire agli umbri un futuro all’altezza delle loro aspettative. Come ho già fatto con Andrea Fora rinnoverò a breve alle altre forze politiche e movimenti civici, come Umbria dei territori, terzo polo ed altri, l’appello all’unità nel segno dell’inclusione, dell’integrazione, dei diritti e dei doveri per una visione alta della politica in cui a prevalere sua l’integrità morale, il coraggio e l’interesse generale per il bene dell’Umbria».

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M5s in fibrillazione Di sicuro ci sarà una lista del presidente (le candidature sono già al vaglio) ma prima va tracciato il perimetro della coalizione, poi si penserà al resto. Chi non può fare più passi indietro o di lato è il M5s, anche se il «patto civico» è una pietanza che sta comportando una lunga e faticosa digestione. L’alleanza a livello nazionale prima e locale poi sta provocando uno sconquasso, al di là delle dichiarazioni ufficiali. Lunedì sera, a Perugia, è andata in scena una riunione con i candidati e i parlamentari che è servita per fare il punto sugli aspetti operativi, ma anche sul modo in cui si è arrivati all’accordo e alla candidatura – una partita gestita essenzialmente a Roma – e per provare a calmare gli animi. La deputata Tiziana Ciprini non ne fa una questione di nomi «ma di metodo. È un’operazione che non convince e che sarà duro, durissimo, spiegare agli elettori. Aspetto che Verini mi faccia vedere la loro lista, porterò con me del Maalox». E la scommessa politica del «patto civico» in fondo sta tutta qui: sperare che uno più uno faccia due, o almeno che ci si avvicini a quella cifra.

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M5S, I CANDIDATI DELLA LISTA

Umbria, caso a sé Da parte sua Luigi Di Maio da New York, dove è arrivato domenica per il summit sul clima, mette le mani avanti, spiegando che «il patto civico» è stato reso possibile «dall’emergenza politica» in corso in Umbria. C’era una giunta uscente che era stata coinvolta in un’inchiesta. È stato commissariato il Pd, le liste delle forze politiche hanno preteso discontinuità rispetto al passato, perché c’era stata quell’inchiesta. Noi abbiamo voluto proporre un patto civico, che significa che i partiti dovevano fare un passo indietro e gli umbri dovevano fare un passo avanti». «Io – aggiunge – ho fatto un appello dicendo “il meglio di questa società, il meglio di questa comunità dell’Umbria si facciano avanti e noi non pretenderemo di nominare nessun assessore, nessun capo delle partecipate”». Viste le turbolenze però e in attesa di capire quale sarà il risultato del voto umbro, il capo politico del Movimento ha aggiunto che lo schema umbro non sarà replicato automaticamente nelle altre regioni al voto (in Emilia, ad esempio, i ddm non vorrebbero privarsi del presidente uscente Bonaccini): «L’Umbria va trattata come un caso a sé. In quella regione ho trovato il consenso degli eletti locali, nelle altre se ci sono contrarietà non è praticabile e soprattutto non è automatico». Il 28 ottobre si tirerà una riga.

Twitter @DanieleBovi

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