di Daniele Bovi
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La «ruota che girerà», metafora bersaniana simboleggiante l’ordinato quanto tangibile ricambio generazionale che l’ormai ex segretario aveva in mente, si è trasformata in poche settimane, e specialmente negli ultimi drammatici giorni, in una ruota dentata come quella di Santa Caterina. Una ruota che si è messa a girare all’impazzata, senza più una direzione in un tutti contro tutti dilaniando il corpo democratico, assai poco mistico e santo. E così, in un clima sospeso e mentre poche stanze più in là alcuni giovani pd occupano simbolicamente il partito, lo stesso ha riunito lunedì pomeriggio la segreteria regionale dopo il (duro) discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La segreteria Una segreteria in attesa degli eventi, in primis la direzione nazionale di martedì e poi la formazione del governo, prossimo banco di prova per la tenuta di ciò che rimane del Pd. Ovvia la richiesta avanzata nel corso di più interventi di un congresso da tenere il prima possibile, con l’altrettanto ovvio appello e auspicio al pensarlo come una discussione franca, senza possibilmente trasformarlo nell’ennesima conta sanguinosa. Di certo la prospettiva di un governo «di larghe intese», tradotto di un esecutivo Pd-Pdl ad alto tasso politico non entusiasma la segreteria umbra. Anzi. Si storce il naso ma nella quasi rassegnata consapevolezza che si tratta di un destino ineluttabile. Anche perché al momento non sembra certo il Pd il giocatore titolato a dare le carte, specialmente dopo il sabato di penitenza e supplica al Quirinale.
L’Umbria La discussione tocca ovviamente anche l’Umbria dove il Pd, spiegano dalla segreteria, ha l’obbligo di «ripartire dai contenuti», cercando di portare idee e proposte nei territori ancora prima dell’avvio del congresso. O si riparte dai contenuti, è il succo di quanto osservato da alcuni, o si muore a causa dell’avvitamento in una crisi duplice: quella del partito e quella economica che ha picchiato e picchia pesantemente sull’Umbria. Ed è infatti proprio sui dati messi neri su bianco nell’ultimo rapporto economico e sociale dell’Agenzia Umbria ricerche, che disegnano uno scenario di forte sofferenza della regione, che occorre ragionare. Ci sono grandi difficoltà economico-sociali alle quali il partito deve dare una risposta.
VIDEO – OCCUPYPD, PARLANO MARINELLI, BOCCI E GUASTICCHI
OccupyPd L’attuale balcanizzazione del partito la si percepisce anche raccogliendo i commenti a proposito dei ragazzi che in tantissime città d’Italia, in netta protesta contro la gestione e le scelte fatte nelle ultime settimane e negli ultimi giorni dal partito, stanno simbolicamente occupando le sedi del Pd, a Terni come a Perugia. E così, mentre da una parte gli «OccupyPd» si attrezzano per trasmettere martedì (dalle 17) la diretta della direzione nazionale in piazza della Repubblica invitando «tutte le persone che si ritrovano nei valori del centro-sinistra, nelle idee del riformismo e del Pd», il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi boccia senza appello i ragazzi: «Si stanno utilizzando forme di protesta – dice nella videointervista pubblicata da Umbria24 – che travalicano quelle politiche».
Goliardi «Sono – aggiunge il renziano doc – fenomeni astratti e molto studenteschi, rappresentano un elemento di goliardia. E poi gli occupanti non mi sembrano una novità politica assoluta». Più sfumato il giudizio negativo di Gianpiero Bocci, firmatario del documento dei 18 ex Margherita di cui molto si è parlato nei giorni scorsi: «Abbiamo passato – dice – una settimana difficilissima. Capisco tutto, lo smarrimento e la rabbia soprattutto dei più giovani ma in questo momento ci vuole fermezza e determinazione. Più che occupare le sedi dobbiamo occupare le nostre teste per trovare le soluzioni che servono al Paese. Bene le dimostrazioni per stimolare a cambiare, ma serve dimostrare di essere una classe dirigente». «E’ un gesto simbolico – dice poi Valerio Marinelli, coordinatore dei dipartimenti del Pd umbro – che esprime il disagio di questi giorni e sul quale occorre riflettere. Dal Pd umbro ora deve partire una discussione, senza contrapposizioni correntizie».
