di Daniele Bovi
Un partito deflagrato elegge un segretario senza che una larga fetta del suddetto partito riconosca come valida l’assemblea che lo ha eletto. Senza, quindi, riconoscerne la legittimità in quello che non è, come potrebbe apparire banalmente, visti i rimescolamenti e le correnti trasversali, uno scontro tra ex diessini ed ex margherita. Dante Andrea Rossi è stato rieletto segretario al termine di una delle giornate più brutte per il Pd di Perugia, con una larga fetta del partito che decide di disertare l’assemblea: 152 i delegati presenti su 246 aventi diritto, 140 voti per Rossi, sette per Marinelli, due bianche, tre nulle, parole grosse e ferite profondissime da suturare. Lo scontro stavolta non esplode nei corridoi ovattati ma in pieno pubblico, a taccuini aperti, durissimo.
Lo scontro Le frasi che finiscono sul taccuino danno il senso di cosa si sta consumando in queste ore: «Questa – dice tra una telefonata e l’altra l’assessore regionale Vincenzo Riommi – è un’assemblea abusiva. Ormai siamo due partiti». La presidente della Regione Catiuscia Marini, che ha passato la domenica con Gianni Cuperlo, impegnato nel suo tour tra Foligno e Terni, commenta così su Facebook: «Chicago anni Cinquanta». E poi da Terni dice: «Siamo un grande partito no? Abbiamo eletto Rossi col 100%». Il congresso si era insediato regolarmente alle 9, con 126 delegati su 246: assenti quasi tutti quelli che si riconoscono nella candidatura di Valerio Marinelli.
La mattinata E infatti dal palco gli interventi sono solo tre, quelli di Dante Andrea Rossi, Antonello Chianella e Mario Bocerani. Poi, la comunicazione che terremota la domenica mattina. Dal palco, una volta eletto, Rossi ringrazia Bocerani e Chianella, si dice pronto «da domani a volgere lo sguardo a chi ha votato Marinelli». Insomma, mano tesa mentre Marinelli si dice certo che «le regole verranno ristabilite». Per lunedì alle 15 la Commissione regionale, su richiesta del nazionale, per valutare il ricorso di Marinelli e gli esiti dell’assemblea di domenica. Quel Marinelli che si dice fiducioso: «Le regole verranno ristabilite».
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Assemblea da rifare «L’assemblea provinciale del Pd di Perugia è da rifare». La notizia piomba a mezzogiorno quando la tensione già si taglia col coltello e il voto è in corso. La motivazione dell’annullamento sta nell’accoglimento del ricorso fatto sabato da Valerio Marinelli, che ha sollevato dubbi circa la ripartizione dei delegati. «La Commissione nazionale per il congresso – spiega in una nota il responsabile organizzazione del Pd Davide Zoggia – ha accolto la richiesta/ricorso del candidato Marinelli di spostare l’assemblea congressuale fissata per il 10 novembre. L’assemblea dovrà quindi tenersi non oggi bensì entro e non oltre giovedì 14 novembre». Una lettera spedita alla presidente della Commissione provinciale per il congresso Cecilia Mazzoni.
Scontro nazionale Il problema è Mazzoni spiega di non averla mai ricevuta («controllo continuamente la mail – dice – ma non ho nulla») e che in tantissimi, quasi tutti quelli presenti nell’albergo, non la ritengono valida e tirano dritto. «A breve – dice Dante Andrea Rossi a Umbria24 – verrà chiarito tutto. Gli altri membri della Commissione nazionale non hanno deciso nulla». E a testimonianza che lo scontro è perfino all’interno della Commissione nazionale, arrivano le dichiarazioni di un altro membro dell’organismo come Luigi Madeo, di area Popolare: «La commissione nazionale per il congresso Pd in merito alla richiesta di deroga sullo svolgimento dell’assemblea provinciale di Perugia ha deliberato che la stessa debba svolgersi entro e non oltre giovedì 14 novembre p.v. Pertanto la data odierna scelta dal partito locale è assolutamente coerente con tale indicazioni. Chi vuole fare confusione sull’argomento abdica al ruolo di terzietà della commissione».
Calci Al Park Hotel prima di pranzo si compulsano le poche righe vergate da Zoggia e una volta lette Piero Mignini, che con Gianpiero Bocci appoggia Rossi, diventa una furia: «Noi – dice – portiamo a termine il congresso. Il mio compito nei prossimi mesi sarà prendere a calci nel sedere questi cialtroni». Da Terni, dove sta partecipando all’iniziativa con Cuperlo, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali legge e risponde: «Si sono raggiunti – dice – livelli inaccettabili dal punto di vista sostanziale e del linguaggio da parte di un dirigente che stavo per chiamare autorevole. Se lui sarà impegnato a fare quello io invece devo risolvere i problemi dei cittadini».
Spettacolo squallido In questo quadro, che il deputato Pd Walter Verini definisce «squallido» e per il quale «il Pd deve chiedere scusa ai tanti militanti ed elettori», c’è chi spiega che il vero obiettivo sono Catiuscia Marini e Wladimiro Boccali con l’area dei cosiddetti Giovani turchi. L’obiettivo cioè sono le primarie per il Comune di Perugia e un cambio nel 2015 a palazzo Donini. E poi si guarda già al futuro. Fatte salve le novità che potrebbero arrivare nelle prossime ore infatti, c’è da pensare al congresso regionale. L’obiettivo è chiedere una convocazione in tempi rapidissimi (c’è tempo fino al 31 marzo) e provare a costruire una candidatura stavolta sì unitaria.
Twitter @DanieleBovi
