Anna Rita Fioroni (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Anna Rita Fioroni punta i piedi e a pochi giorni dalla chiusura delle liste Pd, l’ex senatrice spiega che ai nomi da lei proposti «non c’è nessuna alternativa». Nomi che sono quelli di Cristina Bardelli e Simone Minestrini: «Entrambi provenienti dalla società civile – spiega Fioroni in una nota -, con ottimo percorso curriculare e professionale, rappresentano i candidati migliori per sostenere, in seno alla proposta programmatica del Pd, il mio programma di rinnovamento per la città». «Non penso – aggiunge – che sussistano ragioni, oggettive e formali, per non accettare le nostre candidature». Parole alle quali il segretario comunale Francesco Giacopetti reagisce con una certa freddezza attraverso un post su Facebook: «Il mio impegno – scrive – è per una lista competitiva e di qualità. Non faccio il notaio».

Fioroni e Arcore Insomma, nessuno può imporre nulla. Oltre ai due nomi citati c’è quello di Alessio Cavalieri, che alla fine dovrebbe farcela insieme a Cristina Bardelli, mentre per quanto riguarda Minestrini dal Pd più di uno solleva un problema: al di là dell’affollamento che ci sarebbe in zona San Marco, perché candidare chi cinque anni fa non ce l’ha fatta? Anna Rita Fioroni poi interviene anche sul tentativo fatto da Forza Italia nei suoi confronti e spiega: «Non c’è mai stato alcun incontro ad Arcore, alcuna proposta, né alcuna telefonata tra me e Berlusconi. Il mio lavoro – puntualizza – è sotto gli occhi di tutti e la mia unica strategia è quella di perseguire l’idea di rinnovamento che abbiamo espresso nel nostro programma forte di un’area che mi ha portato ad ottenere, su Perugia, un ottimo risultato alle recenti primarie».

La lista Tornando invece al rebus che riguarda la lista, il blocco dei 32 nomi verrà presentato martedì da Giacopetti, quando il segretario parlerà di fronte all’assemblea comunale che dovrà anche votare la deroga chiesta da Lorena Pesaresi. Per ottenerla l’assessore all’Ambiente uscente dovrà avere dalla sua parte i due terzi dell’assemblea. Da sciogliere poi c’è anche il nodo del capolista. Ruolo che non porta grandi vantaggi concreti, visto che per entrare in consiglio conteranno solo le preferenze, ma che una sua importanza in termini politici, e di immagine, ce l’ha. Le scuole di pensiero al proposito sono più di una e, una volta sfumate le ipotesi Fioroni o Guasticchi, vanno da chi pensa a una soluzione interna come quella di Francesco Mearini a una esterna, che risponde al nome di Damiano Parretti (o Anna Maria Biancifiore), presidente regionale della Società italiana di medicina generale.

I nomi Per il resto i nomi sono quelli noti da giorni: l’ex segretario comunale Franco Parlavecchio in coppia con Simona Brugnoni, Maria Grazia Ricci, Michele Ragni (bocciano, di San Marco) e Diego Mencaroni da Pretola, anima del «Corzo di perugino», Tommaso Bori con Sarah Bistocchi, Patrizia Cavalaglio con Leonardo Miccioni, Irene Rapastella da San Sisto, Anna Maria Biancifiori (altra candidatura civica, che a Madonna Alta correrà con Bori). Oltre a loro poi ci saranno quasi tutti gli altri uscenti, visto che né Pino Roma né Alessandro Mariucci hanno chiesto la deroga.

Twitter @DanieleBovi