di C.F.
Sull’ospedale la commissione sanità condivide le richieste delle associazioni. Sarà trasformata in una mozione unitaria e sarà poi inviata in Regione la proposta di razionalizzazione dei servizi tra il nosocomio di Spoleto e Foligno elaborata dal City forum del presidente Sergio Grifoni. Lui martedì mattina, insieme anche a Bianca De Angelis del Tribunale del malato e ad Aldo Calvani per la Stella d’Italia, ha presentato il documento che fissa «richieste non riducibili» sul San Matteo degli Infermi: si va dal trasferimento da Foligno a Spoleto dell’Urologia e della creazione della struttura complessa di Oncoematologia da insediare sempre in città.
Sindaco: «Presseremo Barberini» Alla seduta anche il sindaco Umberto De Augustinis secondo cui è necessario «richiedere un intervento forte direttamente alla Regione, nello specifico all’assessore regionale Barberini, affinché venga garantito un contemperamento reale ed effettivo tra gli ospedali di Foligno e Spoleto». In particolare, le associazioni hanno ribadito la volontà di organizzare una manifestazione in piazza a tutela dei servizi sanitari del nosocomio, ma l’iniziativa è stata messa in stand by di fronte all’apertura della commissione sanità sul documento, su cui si ha l’ambizione di ottenere anche la condivisione e quindi l’impegno della Regione. In particolare, il City forum chiede il «mantenimento del Dipartimento di emergenza urgenza attraverso la pienezza (h24) del servizio Cardiologico e di Rianimazione e la creazione della struttura complessa di Oncoematologia, con sede del primariato al San Matteo ma a servizio dei due presidi».
Le richieste delle associazioni Sul fronte chirurgico viene avanzata la richiesta di «trasferimento della struttura complessa di Urologia al San Matteo; il mantenimento della struttura complessa di Chirurgia generale con specificità Robotica; l’istituzione di una struttura semplice dipartimentale di Proctologia; e interventi programmati di Maxillofacciale». Nel documento trova spazio anche il «potenziamento della Medicina geriatrica, prevedendo l’Ortopedia geriatrica e protesica, l’implementazione della rete di cure palliative e il mantenimento del punto nascita». Chiesto, infine, anche lo «snellimento delle liste di attesa anche attraverso la possibilità di convenzioni con strutture private di diagnostica».
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