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venerdì 7 maggio - Aggiornato alle 20:35

Ospedale di Terni, De Luca: «Diciotto Oss messi alla porta con un sms il primo maggio»

Il capogruppo del M5s in Regione si associa alle preoccupazioni espresse dai sindacati: «Decisione incomprensibile, pesanti ricadute»

«Diciotto operatori del personale sanitario della Protezione civile mandati a casa con un sms nel giorno della festa dei lavoratori». Lo racconta nell’aula di Palazzo Cesaroni il capogruppo del Movimento cinque stelle, Thomas De Luca: «Succede in Umbria – spiega il consigliere – all’ospedale di Terni, dove erano stati assunti con contratto a termine in scadenza il 30 aprile 2021. Contratto che il 28 aprile sembrava dovesse essere prorogato per ovvi motivi di necessità. O almeno così era stato comunicato ai diretti interessati, convinti di rimanere fino al 30 giugno o addirittura il 31 luglio. E invece, proprio il primo maggio, queste persone hanno saputo di non essere più nell’organico dell’azienda ospedaliera Santa Maria. A quanto pare, liquidati con un messaggio su una chat.

M5s «Una decisione incomprensibile – prosegue De Luca – che rischia di avere pesanti ricadute sul personale, stremato dalla lotta contro la pandemia e costretto a portare avanti un lavoro ordinario che a causa del Covid-19 è diventato sempre più straordinario. Pesanti le ricadute sui degenti dell’ospedale di Terni che necessitano di un supporto costante vista l’impossibilità di accesso nei reparti di amici e familiari. Come giustamente sollevato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, si pone inoltre anche la questione delle ferie del personale che vengono messe potenzialmente a rischio. Il personale – conclude – ha il sacrosanto diritto a recuperare energie dopo mesi di lavoro serrato, così come i pazienti hanno il sacrosanto diritto di essere curati nel migliore dei modi possibili”.

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