Il Comune di Orvieto

di M.To.

Il bilancio di previsione del Comune di Orvieto, che si è trasformato in una specie di battaglia campale, registra una presa di posizione che appare destinata a rinfocolare un dibattito nel quale termini come ‘commissariamento’ e ‘pre dissesto’ sono entrati a più riprese. Soprattutto perché somiglia ad una ‘difesa d’ufficio’ dell’attuale amministrazione comunale.

La sortita Secondo il Movimento 5 Stelle di Orvieto, infatti, «evocare una gestione commissariale non è fare gli interessi dei cittadini». Secondo il responsabile locale del movimento, Silvio Torre, quelle in corso sono «settimane di incontri, forum, conti confrontati in mille modi e numeri aggregati come frutti di mare annegati in salse maionese e lampone e spacciati per alta cucina».

La difesa Ma Silvio Torre va oltre, parlando di «un continuo dagli al sindaco ed all’assessore e non sulle idee, ma sull’inefficacia delle misure prese, e non perché sbagliate, ma perché oggi non ci sono meno soldi in giro, tutto qui. Un viavai di personaggi, dai più improbabili ai più ‘tecnici’ e sempre solo a parlare di numeri scollegati sia dal quadro generale che da una qualunque idea di città e comunità. Nessuna visione strategica, nessuna minima sinergia con i cittadini, ma puro cianciare di tattiche contabili».

L’attacco Il ‘grillino’, poi, mette in chiaro che, secondo lui, si sarebbe creato un clima da «tanto peggio tanto meglio, in cui c’è chi spera nel commissariamento evocato dal Pd locale, od in un ambiguo pre-dissesto pur di non affrontare un’improbo confronto elettorale in cui si dovrebbe venire a chiedere dove eravate quando andava tutto a rotoli mentre la crisi e la spending review non c’erano ancora; quale progetto di città avevate in mente allora, e quale adesso».

La ‘partecipazione’ Insomma, il Movimento 5 Stelle si oppone «all’idea che il commissariamento sia una soluzione. I suoi effetti infatti sarebbero semplici: costi al massimo per i cittadini, tagli e licenziamenti, nessuna prospettiva futura. No grazie, non ci serve, serve solo a chi non ha altri argomenti per le prossime elezioni amministrative. I problemi ci sono e vanno affrontati con un occhio anche al domani. Per questo riteniamo che il bilancio previsionale debba essere ‘partecipato’, condiviso con i cittadini, non calato dall’alto e neppure ostaggio della politica, soprattutto quella senza visione, idee o progetti».

La sfiducia La presa di posizione del Movimento 5 Stelle arriva dopo che il Pd orvietano aveva annunciato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, Antonio Concina, motivandola con una serie di questioni di merito e di metodo: «L’amministrazione – aveva attaccato il segretario del Pd, Andrea Scopetti – ha svenduto oltre 5 milioni di beni, prelevando dalle tasche dei cittadini 4 milioni e mezzo di tributi in più ogni anno e poi ci presenta un disavanzo di 7 milioni di euro».

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