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domenica 22 maggio - Aggiornato alle 19:13

Orvieto, bufera su Sartini: Tardani verso il rimpasto, Fratelli d’Italia ‘in acque agitate’

Il precedente orvietano ‘Zio Adolf’ non salva la leghista, che si gioca il posto in giunta e nel Carroccio: nervi saldi del sindaco

di Mar. Ros.

Donna avvisata mezza salvata: i precedenti non mancavano. Eppure Angela Maria Sartini, con un post su Facebook si è giocata il ruolo da assessore della giunta orvietana e l’approvazione del proprio partito, la Lega. La foto di Hitler che si complimenta con Mario Draghi per la sottoscrizione dell’ultimo Dpcm ha suscitato l’indignazione di molti e richiamato anche a politica memoria, il post razzista di un altro orvietano, Massimo Gnagnarini, che nel 2017 tolse l’allora sindaco Giuseppe Germani dall’imbarazzo, rassegnando lui stesso le proprie dimissioni. Anche in quel caso, c’era di mezzo ‘zio Adolf’ come lo stesso Gnagnarini scrisse riferendosi al Führer tedesco, annoverato tra i distruttori più efferati dell’umanità. Nel caso di Sartini invece, a rimuovere le deleghe è stata l’attuale sindaco Tardani.

Orvieto La prima cittadina della Rupe pare non si sia scomposta, né abbia esitato un attimo a mettere all’angolo l’assessore a Scuola, Pari opportunità, Giovani e Welfare; allo stesso modo il Carroccio ha preso immediatamente provvedimenti. Ora a Orvieto, a meno che al termine del confronto coi partiti di maggioranza tardani non decida di mantenere a sé quelle deleghe, si riapre la partita del rimpasto. La nomina come si sa spetta al sindaco e già in passato ha dimostrato una certa autonomia politica; per la verità già dalla candidatura a capo della città, ma con un seguito e una strategia rivelatisi poi innegabilmente vincenti. Stavolta, più che mai sarà curioso scoprire verso quale direzione si muoverà. Almeno due allora gli aspetti da sottolineare. Intanto va ricordato il fatto che, alle dimissioni del suo vice, il leghista Angelo Ranchino, Tardani rispose con la nomina di Angelo Mario Mazzi, non aderente ad alcuna forza politica. Ma non sfugge altresì che alle pressioni dei Meloniani per un rimpasto di primavera a proprio vantaggio, la prima cittadina rispose picche. A tale proposito vale allora la pena evidnziare che se meno di un anno fa Fratelli d’Italia aveva la forza di chiedere spazio nell’esecutivo comunale, oggi nell’orvietano appare più che fuori forma.

Crisi Fdi Nel corso degli ultimi giorni, il partito di Giorgia Meloni ha perso la consigliera Beatrice Casasole confluita nel gruppo Misto e ha pure attirato su di sé l’ira dei gruppi consiliari, alcuni di maggioranza compresi, per le esternazioni definite ‘ambigue’ del presidente del consiglio Garbini, capogruppo proprio di Fdi, in una conferenza stampa sui lavori annuali dell’assise, convocata e condotta in solitaria, senza risparmiare nel corso della stessa anche critiche ai giornalisti, suoi diretti interlocutori in quella circostanza. Garbini in particolare avrebbe accusato i consiglieri di azioni politiche distanti dalla realtà e solo tese ad avere una vetrina sui giornali prima che gli atti siano sui banchi dell’assemblea. Fra gli scranni non poteva non diffondersi una certa irritazione. Ad ogni modo, in questo contesto, ancora una volta Tardani è chiamata a muoversi con grande abilità tra le forze politiche che la sostengono; è probabile che scelga nuovamente di giocarsi al meglio la carta dell’autonomia che da sempre contraddistingue la sua azione amministrativa; del resto, da esponente della stessa maggioranza che governa la Regione, non ha nascosto la propria contrarietà a scelte di Palazzo Donini su temi caldissimi, quali i rifiuti e la sanità.

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