di Marta Rosati
A seguito del video identikit che Umbria24 ha proposto ai propri lettori per ciascun candidato sindaco, con questa intervista scritta intende approfondire alcuni temi emersi in campagna elettorale e conoscere ancor meglio gli aspiranti primo cittadino. Tre quesiti sono gli stessi per tutti, mentre gli ultimi due sono stati pensati su misura per ciascuno dei sette in corsa per la fascia tricolore. L’ospite di oggi è Emanuele Fiorini.
Se fosse eletta sindaco di Terni, sulla base di quali criteri sceglierebbe il proprio vice e gli assessori? Quali le deleghe che assegnerebbe?
«Ho già pronta la mia squadra. Si sceglie in base al merito e alla competenza, non per accontentare l’uno piuttosto che l’altro, infatti a differenza degli altri che debbono spartirsi le poltrone fra partiti decidendo a tavolino, nel nostro caso tutti i nomi sono di alto profilo, con un curriculum di rilievo, perché ciò che guida ogni nostra scelta è il bene della città e la miglior tutela possibile per gli interessi dei ternani. Vorrei introdurre una specifica delega per le aree periferiche, il cui assessore si faccia da portavoce e curi gli interessi delle periferie della nostra città, in cui sono diffusi problemi di insicurezza, degrado etc, perché con noi, nessuno deve sentirsi abbandonato e tutti debbono sentirsi al sicuro. La nuova Terni deve essere città attrattiva e il turismo e la cultura faranno da volano per la sua rinascita».
Tra i temi più sentiti dai cittadini, nel corso di questa campagna elettorale, compaiono la carenza di opportunità di lavoro e le inefficienze della sanità pubblica. Nei limiti delle competenze dell’ente comunale, quali strategie adotterebbe per migliorare Terni in questo senso?
«Il Sindaco, come ho sempre sostenuto da consigliere, ha un ruolo di primaria importanza in materia sanitaria, infatti un Regio decreto del 1934 lo individua quale autorità sanitaria locale, pertanto è il responsabile della condizione di salute della popolazione sul suo territorio e ha il dovere di sollecitare il rispetto del diritto alla salute della sua comunità. Mi batterò per cercare di sanare le grandissime difficoltà che stanno distruggendo la sanità pubblica locale. La salute è un diritto fondamentale e deve essere assicurato a tutti. La prima cosa che farò, sarà quella di chiedere le dimissioni del direttore generale dell’ Usl Umbria2 De Fino. Ci impegneremo alla realizzazione del nuovo Ospedale di Terni, all’efficientamento della medicina territoriale, alla riduzione delle liste d’attesa. Non è possibile dover aspettare anni per avere un esame o una visita specialistica o costringere un anziano a recarsi dall’altra parte del territorio regionale».
Terni, tra i tanti brand che negli anni passati altre amministrazioni hanno tentato di cucirle addosso, ha conosciuto un’importante parentesi cinematografica. Oggi restano un festival, una film commission regionale e gli Studios di Papigno. Cosa farne?
«Umbria Film Commission è stata rifondata circa tre anni fa ed è in attività. Terni essendo uno dei soci fondatori della nuova Umbria film Commission deve avere un ruolo sempre più rilevante e operativo nel rilancio delle nuove frontiere del cinema. Visto che la sede legale è a Perugia, la sede operativa deve essere portata a Terni. Per quanto riguarda gli studios di Papigno ormai essendo passato troppo tempo, sono in degrado, possiamo riconvertirli oppure trovare investimenti per rilanciarli, ma sicuramente prima di tutto, l’area deve essere bonificata».
Molti la definiscono il pioniere della Lega a Terni, eppure da quel partito è uscito. Forse è stato messo all’angolo, come recentemente accaduto al sindaco uscente Leonardo Latini. Com’è oggi correre in solitaria? Se tornasse indietro, c’è qualcosa che cambierebbe?
«Sono entrato in Lega nel 2015, quando il partito a Terni era quasi insistente. L’ho costruito con dedizione e spirito di abnegazione. Nel 2018 candidandomi, quale consigliere comunale, a Terni ho chiesto il voto ai cittadini ternani per cambiare il sistema precedente.
Ho creduto e credo in tale missione e per non tradire il voto di coloro che nel 2018 mi hanno dato la loro fiducia, nel 2019 ho abbandonato la Lega, perché la sua azione politica si è da subito connotata come in sostanziale continuità con il passato, imbrigliata dalle guerriglie interne, inetta di fronte alle esigenze dei cittadini. Già nel 2019 avevo previsto quello che poi è accaduto poco più di un mese fa, la deflagrazione del partito e un sindaco pugnalato alle spalle dal suo assessore al bilancio».
La sua definizione di ‘mammo’ per indicare che si prende cura delle proprie bambine, ha suscitato un certo fastidio in alcune donne. Vuole scusarsi con loro?
«Per me è un onore prendermi cura delle mie bambine e della mia famiglia tutta. Curarsi di loro è il mestiere più bello ma anche più impegnativo, si cresce insieme, si cade e ci si rialza. Nel mio programma è dato ampio spazio alla famiglia e ai figli anche mediante la realizzazione di un patto per la natalità a sostegno dei nuclei familiari. Ulteriori iniziative sono lo studio di un’offerta educativa, culturale, di intrattenimento e di esperienze per gli adolescenti nel periodo di non impegno scolastico. I giovani non devono rimanere soli. Introdurremo momenti formativi ed informativi rivolti ai genitori, agli insegnati e agli educatori sulle tematiche e problematiche che riguardano la crescita dei nostri ragazzi, creeremo luoghi sicuri e polifunzionali in cui le famiglie possono lasciare i propri figli e i giovani, spazi di aggregazione anche per sviluppare capacità e attitudini. Per il resto, sono abituato a chiedere scusa laddove sbaglio, in questo caso se quello che intendevo è stato frainteso chiedo scusa; la mia intenzione era tutt’ altra, ovvero valorizzare il compito di chi, con amore, si prende cura della propria famiglia».
